A 27 anni

Dicono che gli amori a 14 anni siano immaturi, che dimentichi dopo una partita di pallone. A 16 anni non si scherza, con mal di pancia e digiuni che fanno preoccupare, mentre il tuo pensiero abbandona il pallone per altre rotondità. A 18 anni ci sei, con quella rosa in mano, che butti nel cestino quando lei ti passa accanto. A 20 anni sei convinto e sicuro perché è cifra tonda e non puoi sbagliare e lei, che capisce, ti vede solo come amico e la cifra tonda la spendi al bar a quel punto. A 24 anni, quando hai qualche risparmio, fai follie da universitario e lei ti guarda spaventata e forse felice. A 25 non hai molto da perdere, tranne la ragione, e ti lanci per prendere un bel “no” secco, ma tu dici che scherzavi. A 27 anni, nonostante tutto, sei immaturo, digiuni, hai una rosa in mano, convinto e pronto a fare follie ma non sei più disposto a prendere un no. Allora, forse, sei cresciuto un po’ in questa giostra degli amori dalla quale non si scende veramente mai.

Grazie al caro F. per l’imbeccata!
Playlist aggiornata, buon ascolto 😉

Ricorderò

Mi ricorderò dei teli da mare stesi in cucina. Mi ricorderò di quei capelli bagnati, arruffati, che si muovevano nell’aria con grazia. Mi ricorderò di quando ci si è incrociati nei corridoi, di come ci si nascondeva quando ci si lavava i denti. Mi ricorderò della buonanotte in cui da una guancia all’altra c’era quell’attimo eterno di voglia di fermarmi nel mezzo. Mi ricorderò di quegli occhi, che mi facevano sentire un’isola in mezzo al mare. Mi ricorderò di come andavo nella mia stanza e tu in quella degli ospiti e io speravo che venissi da me. Che ti sentissi incompleta. Mi ricorderò che ho bevuto un bicchiere di acqua ghiacciata e coraggio mai avuto. Mi ricorderò che avevo finalmente smesso di aspettare e di chiedermi se anche tu vagavi per la stanza in attesa, se saresti venuta a salvarmi su quell’isola nei tuoi occhi. So che potrò ricordarmelo perché nel mio cuore è già successo. E chissà se anche nel tuo.

Playlist aggiornata, buon ascolto! 😉

Strade – mi

La strada del caffè marocchino e non venezia. La strada delle case che ho cambiato. La strada di quando chiamavo prima di un esame. La strada che ti voglion mettere i braccialetti perché è gratis. La strada che percorrevo quando non facevo gli esami. La strada coi trans che c’erano anche di inverno e con la neve. La strada del tram che prendevo mentre le scrivevo quell’sms. La strada del parco che non si faceva di notte. La strada degli happy hour. La strada coi cinesi e i noodles. La strada del caffè e del più e del meno. La strada della carezza involontaria. La strada dei panzerotti. La strada che “sapessi!”. La strada con la valigia ogni estate. La strada fatta di lacrime, sudori, sorrisi, baci, speranze e sogni che se ci sono buche è di quelli infranti ma vai tranquillo che è quella giusta da percorrere anche se ci sono semafori rossi di memorie che preferiresti prendere una multa piuttosto che fermarti ma quando scatta il verde sei sollevato e vai. Sapendo che tornerai.

Secondo racconto della serie 😉 SPlaylist aggiornata! Buon ascolto 🙂

Angoli – rc

L’angolo in cui ci si trovava con i compagni di scuola ai piedi della salita per affrontare assieme la giornata. L’angolo sotto casa che non si vedevano le auto quando dovevi attraversare. L’angolo dove si parcheggiava il motorino. L’angolo con la cabina telefonica funzionante. L’angolo con l’edicola di fiducia che aveva le buste con sorpresa. L’angolo col benzinaio che costa di più ma ti chiede come va e ti sta bene così. L’angolo che “passa a prendermi qui che è comodo”. L’angolo dove si vedeva lo stretto come da nessun’altra parte. L’angolo dove l’ho baciata. L’angolo dove l’altra mi ha dato uno schiaffo. L’angolo dove scendevo dall’auto per andare a scuola. L’angolo del colmo per un matematico. L’angolo dove avevi bevuto troppo. L’angolo col fioraio che mentre aspettavi ti veniva l’allergia. L’angolo di cielo dove ogni stella è un ricordo che se guardo si illumina di più in questa notte della memoria che ci fa dimenticare se ci concentriamo troppo sull’oscurità intorno.
Questo racconto fa parte di una serie…ma non vi svelo altro 🙂 Playlist aggiornata a tema direi 😉 Buon ascolto!

Per un attimo – Invidia

Mentre ero al bar, ti sei seduta di fronte con un’amica. Mi piaceva guardarti mentre spostavi le briciole rimaste sulle tue labbra. E per un attimo ho provato invidia per quelle briciole. Mi piaceva il modo in cui bevevi il cappuccino e non ti accorgevi di aver lasciato un po’ di schiuma sulle tue labbra. E per un attimo ho avuto invidia per quella schiuma. Parlavi con passione ma non ti sentivo e per un attimo ho avuto invidia delle parole che dicevi perché potevano stare così vicine alle tue labbra. I due denti davanti erano un po’ separati, ma forse per questo motivo quando sorridevi sembravi più naturale di tanta gente. E per un attmo ho avuto invidia di quei denti che usavi per morderti le labbra con sensualità. Di attimo in attimo mi resi conto che avevo perso la mattinata ad invidiare parti del tuo corpo che adoravo, piuttosto che farmi avanti e rivolgerti le mie parole che avrebbero potuto finalmente sfiorare le tue labbra a cui tanto avevo ambito.

Playlist aggiornata! Buon ascolto 😉

Treno notturno

Avevo scelto il treno per poter stare di più con lei. Eppure non parlavamo la stessa lingua. Tra l’altro il treno era notturno. So cosa si può pensare, ma l’avevo scelto perché potevo far credere a me stesso di averle dormito accanto. Separati solo dal corridoio interno dello scompartimento. Sapevo che i suoi occhi erano di un azzurro che non riuscirei a descrivere qui. Anche quando dormiva ed erano chiusi, erano belli. Li immaginavo roteare per rincorrere i suoi sogni più nascosti. E speravo di esserci anche io. Che intanto stavo con gli occhi semi aperti. E se si fosse svegliata e mi avesse visto, le avrei spiegato tutto questo. Con un bacio, perché avrebbe capito. Ma quando aprì gli occhi veramente, rimasi immobile. Lei mi guardava con aria assonnata e interrogativa. Ma io non fui capace di avvicinare le mie labbra e rispondere alle sue domande. Mi voltai verso il muro e continuai a perdere i miei sogni per poter sperare di essere nei suoi.

Playlist aggiornata, buon ascolto 😉

Romanticismo estremo

Non mi dispiacerebbe annegare, se fosse nei tuoi occhi. Non mi spiacerebbe perdere il respiro, se fosse per baciarti. Non mi andrebbe poi così male se perdessi l’udito nel sentirti cantare la mattina. Oppure non vedere più perché il tuo aereo passa accanto al sole e io alzo lo sguardo per salutarti e ne rimanessi accecato. Se il tuo cane mi mordesse il polpaccio, no amore non mi dispiacerebbe saltellare con l’altra gamba per portarti i fiori fino all’ingresso. So che non ti dispiacerebbe sentire queste cose che sanno di romanticismo estremo. Però in fondo mi dispiacerebbe non poter respirare nel tuo respiro, o ascoltarti quando dici che mi ami, o guardarti mentre ti svegli al mattino, o correre assieme per non perdere il bus. C’è chi lo farebbe per te. Ma non preferiresti avere qualcuno al tuo fianco piuttosto che il ricordo di gesta tanto prodigiose? Spero che potrai amarmi lo stesso mentre ti resto vicino, vivo e integro, ancora per un po’.

Playlist aggiornata 😉 Buon ascolto!

Complice

Sì sì, gioca ancora. Stuzzicami. Vuoi vedere come gli dico tutto? Non ho paura di dirgli come mi sfiori, come mi guardi e ti mordi le labbra davanti a me. Lui è accecato dall’amore, non nota tutte queste cose. Potrei dirgli anche che l’altra volta che non c’era mi hai chiesto di venire qui, a casa vostra, per aiutarti con delle pratiche non urgenti. Che mi hai versato del whiskey e mi hai mostrato la camera da letto. Io però non ho fatto niente. Hai fatto tutto tu. Certo, potrebbe anche chiedermi perché ti fisso mentre ti mordi le labbra. Perché non sposto il mio braccio al tuo passaggio ma lo cerco. Perché quella sera, anche quando ho saputo che non c’eri, son venuto lo stesso qui, a casa vostra, ad aiutarti con delle pratiche non urgenti. Perché ho accettato il whiskey e perché non sono rimasto in salone ma ti ho seguita in camera. Allora sto zitto e continuo a giocare, vittima e carnefice. O forse solamente complice.

Playlist aggiornata, spero vi piaccia la nuova canzone. Buon ascolto! 😉

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Diplomatico e circostanziale

Tenevi l’acqua in bocca prima di ingoiarla per bilanciare la temperatura. Quella era la sera giusta, come sapevo che giusta eri per me. “Sai” dissi “c’è una cosa”, non vedo eccitazione nei tuoi occhi “io, mi sto innamorando di te. Ho pensato fosse giusto dirtelo”. Giusto, come giusta la serata e la persona. Resti in silenzio, a nessuno piace il silenzio in questi casi. Mi guardi impalata, ma non lasci la mia mano. Mi volevi torturare forse. Troppi film romantici assieme, è una tecnica della tua regia mentale. Bevi l’acqua tutta d’un fiato. “Io…non so cosa dire”. Potevi dire che ricambiavi. Potevi mandarmi via. Me ne esco con un diplomatico e circostanziale “Non importa, non te lo aspettavi, volevo dirtelo comunque”. Mi piace pensare che ti sei pentita di quell’incertezza, anche ora mentre ti osservo con quel tipo al tavolo di fronte. Che con lui hai sempre qualcosa da dire, per coprire l’imbarazzo e la noia, e io sia stato l’unico che ti ha lasciata senza parole.

Playlist aggiornata con un pezzo degli Old 97’s, buon ascolto! 😉

Accelerati

Sei seduta accanto a me in macchina, è la prima volta. Ero l’unico che poteva darti un passaggio. Quanto ci speravo. Tieni le gambe tese, metti la cintura e sei in posizione eretta. Guardi dritta. Io metto un po’ di musica per rompere il ghiaccio. Quando freno vedo il ginocchio sinistro incastrarsi nell’angolo tra i comandi centrali e il cruscotto passeggero, e l’altro in qualche modo con il sedile. E le gambe si irrigidiscono. La tua mano destra aggrappata allo sportello. La mano sinistra, timida, non si avvicina alla mia metà. Non mi conosci, non conosci la mia guida. Andando avanti vedo le tue gambe sciogliersi. La tua posizione meno eretta. Hai persino iniziato a cambiare canzone. Un gatto attraversa la strada. Freno di scatto. La tua mano sinistra aggrappata alla mia che tiene il cambio. La tua testa sul mio braccio. I tuoi occhi chiusi. Il mio palmo si gira verso il tuo. La macchina ferma. La terra gira alla stessa velocità di sempre. I nostri battiti, accelerati come non mai.

Playlist aggiornata con la bella voce di Lisa Hannigan 😉 Buon ascolto!

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