Conservo ancora il tuo numero tra i contatti.
Non farti strane idee, non è per scriverti.
Solo per ricordarmi che esistevi davvero.
E cercarti, senza volerti davvero trovare.
Strane idee
03 Giu 2026 Lascia un commento
Hamburger
27 Apr 2026 2 commenti
Credevo di averla persa per sempre. Poi ho ordinato un hamburger. Era lì, dall’altra parte della strada. Cappello buffo. Accento straniero. Gli occhi di chi non vuole essere trovata. E io che fissavo il menu come se potesse salvarmi. Avevo deciso di non innamorarmi più. L’avevo deciso quella mattina. L’avevo deciso seriamente. Poi lei aveva abbassato lo sguardo ridendo e io avevo dimenticato tutto. Non le dissi niente. La accompagnai cinque minuti a piedi fino al portone. Letteralmente cinque minuti. In salita però. Mi manca ancora quella sera in cui non è successo niente. Forse perché quel niente, col tempo, è diventato tutto.
È una storia vera. Quasi.
Titoli di coda
20 Apr 2026 Lascia un commento
in Parole
(Non andartene)
(Siamo rimasti io e te)
(sottotitoli vuoti)
(nei titoli di coda)
(dei nostri ricordi)
(che custodisco per entrambi)
Playlist aggiornata 🙂
Ogni. Volta.
18 Apr 2026 Lascia un commento
Conosco bene la sensazione di rivalsa.
Di aver superato tutto.
Il sorriso di chi credeva di essere andato avanti.
Conosco anche la velocità con cui svaniva —
ogni volta che mi tornavi in mente.
Ogni. Volta.
Ripensando al caffè appena fatto che si raffreddava
mentre eravamo distratti l’uno dai baci dell’altra.
Annullavi tutto. Tranne quel sorriso.
Che rimaneva, inspiegabilmente.
Nonostante tutto.
Nonostante te.
(Playlist aggiornata 🙂 )
(di)struggo
25 Mar 2026 Lascia un commento
Se fossi stata inafferrabile, sarebbe stato più semplice.
La coscienza trova pace con ciò che non si può toccare.
Ma tu ti lasci sfiorare,
e io non voglio smettere.
Quando ti sento mia,
a un soffio da un bacio
o una promessa che profuma di futuro,
scivoli via.
Ed è lì che mi (di)struggo.
Neanche ciao
18 Mar 2026 2 commenti
in Parole
A volte non mi dicevi neanche ciao.
Passavo a prenderti sotto casa e, se non avevi voglia di parlare — perché avevi avuto una brutta giornata, o per qualsiasi altro motivo, o semplicemente perché non volevi interrompere una canzone — mi mettevi direttamente una delle tue cuffie nell’orecchio.
E io stavo in silenzio.
Sapevo che non dovevo dire niente. Che non volevo dire niente. Volevo sentire quello che sentivi tu. Sentire le canzoni che sentivi tu.
E camminavamo, camminavamo, camminavamo tanto, fino ad arrivare al mare, sulla spiaggia. I gabbiani, o le persone che facevano casino, non mi disturbavano. Non riuscivo neanche a sentirli. Sentivo la musica, le pause tra una canzone e l’altra, e pensavo a te, a quello che potevi avere in mente.
Intanto tu mi prendevi la mano e le cose andavano meglio.
Mi ricordo che tante volte, quando ci sedevamo su una panchina, appoggiavi la testa sulla mia spalla e ti addormentavi, con il mare davanti. E quando ti addormentavi, aspettavo di essere sicuro che fossi tra le braccia di Morfeo, poi ti sfilavo il telefono dalla tasca e premevo pausa, perché volevo sentire il tuo respiro uniformarsi al rumore delle onde.
Quello era tutto per me.
Eterno ritorno del diverso
11 Feb 2026 Lascia un commento
Possiamo dirci cambiati
finché non capita esattamente la stessa cosa
che ci fa rendere conto
di non aver fatto neanche un passo –
forse di lato.
Come un cane
che si morde la coda
dell’occhio.
Glycerine
10 Feb 2026 1 Commento
Mi manca tutto ciò che non ho ancora vissuto con te. E’ una nostalgia strana, che non so addomesticare: tu esisti – ma ciò che mi spezza sono i tuoi baci che non conosco, le tue carezze mai sentite, il tuo profumo immaginato.
La teoria quantistica non mi consola. Non mi bastano gli altri universi in cui, forse, ci siamo incontrati. Perché, in quei mondi, non ci sono io. Non quello vero.
Mi chiedo se sia possibile.
Ma se il cuore lo sente, allora la risposta è già sì.
PLAYLIST AGGIORNATA 🙂
Che sa di cuore
27 Gen 2026 Lascia un commento
Tra risate e racconti, segreti sussurrati e gusti musicali diversi.
Tra le lotte contro il sonno, solo per dirsi “ti amo” prima di dormire.
Tra ricordi che fanno emozionare, sull’orlo del pianto.
A dispetto dei chilometri, di ciò che è giusto, usuale o normale.
Penso, e mi dico: “è successo proprio a me”.
Ti ritroverò, chiudendo gli occhi,
tra le pieghe del mio bacatissimo e romantico cervello,
che sa tanto di cuore.
