Come una nuvola leggera

Vorrei prenderti in braccio e sollevarti, come una nuvola leggera sul mio petto. Invece sei tu che scendi al mio livello e mi sento in imbarazzo. Ma tu stai sulle mie gambe come una bambina, mi ascolti mi baci e dici di sentirti protetta. Vorrei correrti incontro mentre esci dal lavoro, saltare ostacoli che mi si pongono davanti. Invece devo trovare le discese adatte, gli ascensori e spesso sei tu che aspetti me. Vieni di corsa, mi baci e mi dici che ero in anticipo, sorridendo sincera. Vorrei metterti a letto, la sera, quando sei stanca. E invece sei tu che mi aiuti, mi sollevi e mi baci. A volte mi sento inutile, un peso, vorrei amarti in tanti modi che sembrano scontati e banali per tutti gli altri. Poi questo pensiero lo cancelli tu che, prima di dormire, mi guardi e mi dici che sei la donna più fortunata del mondo. Che dire se non che sento un brivido che pare scorrermi fino ai piedi. E questo è il tuo miracolo. Tu sei il mio miracolo.

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Come una nuvola leggera

Vorrei prenderti in braccio e sollevarti, come una nuvola leggera sul mio petto. Invece sei tu che scendi al mio livello e mi sento in imbarazzo. Ma tu stai sulle mie gambe come una bambina, mi ascolti mi baci e dici di sentirti protetta. Vorrei correrti incontro mentre esci dal lavoro, saltare ostacoli che mi si pongono davanti. Invece devo trovare le discese adatte, gli ascensori e spesso sei tu che aspetti me. Vieni di corsa, mi baci e mi dici che ero in anticipo, sorridendo sincera. Vorrei metterti a letto, la sera, quando sei stanca. E invece sei tu che mi aiuti, mi sollevi e mi baci. A volte mi sento inutile, un peso, vorrei amarti in tanti modi che sembrano scontati e banali per tutti gli altri. Poi questo pensiero lo cancelli tu che, prima di dormire, mi guardi e mi dici che sei la donna più fortunata del mondo. Che dire se non che sento un brivido che pare scorrermi fino ai piedi. E questo è il tuo miracolo. Tu sei il mio miracolo.

Copia zero

Fino ad ora era solo un file pdf. Un’immagine jpg. Solo un’idea, qualcosa che prendeva forma. Qualcosa che mi faceva emozionare e impaurire. Della quale il mio cuore deve rendere conto. Non si puo cancellare come un post su Facebook. Eccola. La “copia zero”. Quella dove metterò il mio nome sulla prima pagina. È un rituale al quale tengo particolarmente perché definisce la mia copia, quella che porterò sempre in giro. Quella che consumerò per l’ansia e per la paura.
Oggi, amiche e amici, è uscito il mio nuovo libro. Un libro nato da un percorso lunghissimo, da notti insonni, calli alle mani e tastiere bruciate.
I ringraziamenti sono già all’interno del libro, ma adesso ringrazio in anticipo chi vorrà sostenermi in questa nuova avventura acquistando una copia.
Potete comprarla in tutte le librerie, su Amazon, Feltrinelli online, IBS, ecc…
Potete acquistarlo anche sul sito della HarperCollins.
Per qualsiasi dubbio non esitate a contattarmi. Grazie di cuore. Ad Maiora!
Il vostro Curi

LINK AMAZON: https://www.amazon.it/dp/8869053717/ref=cm_sw_r_cp_apa_i_G96-CbP1W6MZD

NUOVO LIBRO!

Ciao a tutti!Sono felicissimo di annunciarvi che il 4 LUGLIO uscirà… IL MIO NUOVO LIBRO! Finalmente posso dirvelo! Sono felice ma anche terrorizzato per questa bellissima notizia e per questo passo. Sono davvero emozionato! Nel libro ci sono racconti e frammenti brevi che ho scritto col cuore e spero possano arrivare anche al vostro. Sarei felicissimo se partecipaste a questa mia nuova avventura. Se avete voglia condividete i miei post, frasi del libro e, soprattutto, preordinatelo al link alla fine del post per avere la vostra copia e regalarla a chi volete – anche a chi vi piace e magari non riuscite a dirlo 😉 vi ringrazio in anticipo e spero che sarete in tanti a farmi compagnia !!! Per qualsiasi dubbio contattatemi !! Ad Maiora!! Il vostro Curi.

LINK PRE ORDINARE: https://www.amazon.it/dp/8869053717/ref=cm_sw_r_cp_apa_i_G96-CbP1W6MZD

BMX

Mi ricordo la BMX ereditata da mio fratello: aveva le ruote di colore diverso. Senza marce, nuda e cruda. Il manubrio blu con delle stelline gialle incastonate, quasi a renderla una bici extraterrestre – come quella con la quale E.T. vola con la luna di sfondo. In realtà io non sapevo impennare, le sgommate mi venivano male e non pretendevo di essere scelto per primo quando si facevano le squadre (ma che orgoglio da nazionale quando accadeva).
Quando è maggio mi vengono in mente le estati infinite in cortile con i pantaloni ascellari, senza cellulare e orologio. Il cemento che trafiggeva le gambe come in guerra, il sudore che bevevi per sbaglio.
Guardo i bambini al parco. Giocano venti minuti e poi arriva qualcuno con uno smartphone. Tutti si avvicinano tranne uno. Che resta a giocare. Vorrei dirgli di passarmi il pallone. Ma torno a casa e ripenso a me e alla BMX ormai chissà dove.

Convalescenza da te

Avevo le Bull Boys e tu le Lelly Kelly. Favevo due passi ed ero già sudato, col mio zaino pesantissimo della “El Campero” comprato durante la festa cittadina in qualche bancarella, mentre tu sembrava volassi su quello zaino dei Mini Pony, mangiando il leccalecca delle Spice Girls. Provavo ad avvicinarmi, ma non mi degnavi di uno sguardo, mentre i miei compagni si scambiavano figurine come se fossero al mercato nero delle armi o qualcosa di simile. Forse tu avevi capito il mio disagio e forse anche i tuoi genitori quando, salutandoti goffamente all’uscita di scuola, andai a sbattere contro un palo fratturandomi il naso. Nei film, prima o poi, queste situazioni portano i protagonisti ad incrociarsi, a fare delle promesse. Ci sono musiche di sottofondo giuste, la bambina si ricrede e il fallito si redime.
Nella realtà, non ci sfiorammo mai: io mi ripresi dalla botta ma restai per lungo tempo in convalescenza da te.

Di quelli che

Forse eri uno di quelli che usava MSN, che faceva squilli aspettando squilli.
Che andava alle cabine perché non aveva credito.
Non esisteva la possibilità di sapere se un messaggio fosse stato letto o meno.
I tempi del “tv1kdb” o del “tvtrb”, delle canzoni ascoltate dallo stesso auricolare.
Senza WiFi, in pizzeria, con silenzi imbarazzanti.
Degli amici che ti fanno “eee ti piace” e di quando lo fai tu.
Delle uscite senza sapere cosa piace all’altro,
non puoi saperlo se non con passaparola o interrogatori.
Senza dire tutto a tutti.
C’era modo di sentirsi speciali perché si sapeva qualcosa che,
effettivamente,
pochi o nessuno sapeva.

Voci precedenti più vecchie

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