Movimento

Si scioglieva i capelli,
faceva quel movimento con il collo per spostarli indietro,
pensando di sistemarli e invece erano ancora più incasinati di prima.
Questa cosa mi faceva impazzire ogni volta che lei lo faceva.
La guardavo
e lei poi cercava il mio sguardo
per capire se avesse qualche ciuffo fuori posto.
Non ebbi mai il coraggio né la voglia di dirglielo
tutte le volte che sembrava che il vento le avesse smosso tutto
o avesse preso la scossa.
Come non ebbi il coraggio di usare la mia mano
per metterle i capelli al loro posto.

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Lavatrice

Mi sedevo davanti alla lavatrice mettendo i panni che avevo usato quando stavo con lei.
Impostavo i programmi più aggressivi, quelli più a lunga durata.
Non volevo rimanesse niente di lei, né l’odore né il segno di alcun contatto.
Non mi interessava nemmeno che si scolorissero: anche se fossero diventati grigi tutti i colori mi sarebbe andata bene.
In fondo avrebbe rispecchiato il mio stato d’animo.
Ma i colori restavano.
Gli odori quasi si acuivano come se mi volessero sbeffeggiare.
Solo dopo mesi mi resi conto che non avevo mai messo il detersivo e che, in realtà, non ero veramente pronto a non sentore il suo odore né il suo tocco sulla mia pelle attraverso i miei vestiti.

Dopotutto

E stai correndo.
Senza fermarti e senza una meta.
Con gli occhi chiusi, pur rischiando di schiantarti contro un palo o contro un muro.
Respiri a pieni polmoni, seguendo il suo respiro accanto al tuo mentre sta correndo.
E se ti dice di andare avanti, fingi che ti si è slacciata una scarpa e aspettala.
Anche lei sta rischiando, non credere.
E pure lei ogni tanto sbircia, perché è umano dare un’occhiata.
Dille quanto è bella la vita accanto a lei.
Diglielo ora.
Apri gli occhi, e dimmi se non è ancora più bella adesso.
Non sei forse innamorato, dopotutto?

Spazi e difetti

Ho bisogno
dei miei spazi.
Quelli
dove ci sei
anche tu.

//

Quando mi ricordo
che non posso averti
penso ai tuoi difetti
per facilitare il distacco.
Il problema
è che amo
anche quelli.

Quando meno te lo aspetti

Immagine

Ancora, noi

Vederti,
insignificante per me,
uscire in gruppo,
guardarti,
pettegolezzi,
sempre meno gente in giro,
conoscerti,
poi a casa mia,
uscire da soli,
ancora,
sfiorarsi,
contorni,
parole,
non ti ascolto più,
il vento freme tra i tuoi capelli,
ballare,
abbracciarsi,
scriversi,
arrabbiarsi,
uscire,
ancora,
baciarsi,
e poi,
ancora,
noi.

Foglie morte

C’è che mi piacerebbe essere come quella foglia morta che si stacca dall’albero e finisce sui tuoi capelli e tu lentamente mi sposti,seccata e pensierosa. Non vorrei essere il rossetto che porterai,perchè il rossetto si caccia via dopo una bella serata. C’è non mi hai mai chiesto di scriverti niente eppure io continuo a farlo. C’è che mi piacerebbe essere un libro che leggi più volte e sentire i tuoi polpastrelli che mi sfiorano. Quando mi arrabbio vorrei che tu fossi una stella,così lontana e distante dalla mia rabbia. Ma le stelle le vedono tutti e non vorrei che tu diventassi commerciale. C’è che ti voglio e i treni sono troppo lenti e gli aerei troppo poco poetici. Se guardo le coppie in giro per la città penso a noi, aspetto te. C’è che le tue spalle forse hanno bisogno della mia giacca. Lo sai che continuerò a scrivere su di te e magari quando non scriverò più è perchè te lo starò finalmente sussurrando. C’è che queste mie amorevoli e maledette foglie morte continuano a cadere, ma tu non passi mai sotto i miei alberi.

Voci precedenti più vecchie

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