Il lungo abbraccio della notte

Il lungo abbraccio della notte
ti prende all’improvviso
quando pensi di non averne bisogno.
Il lungo abbraccio della notte
prende a pugni i sognatori,
accarezza le speranze più nascoste,
ti fa decidere di non decidere.
Il lungo abbraccio della notte
si inebria e ubriaca di oscurità
illuminando ogni voglia distruttrice,
galvanizzandola,
fino a farci dubitare di noi stessi.
Il lungo abbraccio della notte
ti sembra empatico,
ma ti zittisce
quando gli fai notare
come ti fa sentire la sua presenza.
Il lungo abbraccio della notte
non lo vorresti mai,
ma ti lasci scaldare
dal pensiero che almeno questo buio, domani,
ti faccia venir voglia
di volerti un po’ più di bene.

Quella fase

In quella fase in cui sono più gli anniversari

dei compleanni.

Dove le candele spente non sono sulle torte

ma sui marmi.

Dove la terra si spera sia lieve

ma non per piantare fiori.

Nella fase dove chiudi gli occhi,

ti svegli all’improvviso

e non vuoi raccontare cosa hai sognato.

Dove non vuoi dormire

per non dimenticare, per non perdere tempo.

Dove è meglio tardi che mai

ma quando è tardi,

è tardi.

Parabeni, paremale

Ricordo quanto tempo perdessi

a leggere le etichette dei prodotti

del tuo bagno

per trovare il coraggio di parlarti

quando mangiavamo

a casa tua.

Conosco a memoria

la composizione dei profumi che metti

quanta la frutta nel tuo shampoo

e se hai parabeni sulla pelle.

Ma non conoscerò mai

il sapore di un tuo bacio.

Controsenso

Dove avevi messo
passo carrabile,
ci parcheggiavo sempre
il mio cuore.
Dove mettevi un limite
io lo superavo sempre.
Del resto,
anche quando amarti
era controsenso,
io sono andato dritto
per la mia strada.

Esplodo

Stringimi forte,

non ho paura di scoppiare.

Sappi che preferisco

farmi in mille pezzi

tra le tue mani,

con il rischio che, se le dita

non sono ben serrate

parti di me

le lascerai sfuggire,

che implodere

lentamente

di solitudine.

Mi rigiro

Mi è capitato di dire tanto,

dire poco.

Di dire cose sbagliate a gran voce,

sminuire quelle giuste.

Mettere da parte chi sono

per chi o qualcosa

che nemmeno io saprei.

Poi,

prima di dormire,

prendo coraggio

e mi rigiro dalla parte bella

di chi vorrei essere.

Playlist aggiornata

Prima noi – sleepless

Quando arrivava la sera, non riuscivo a chiudere gli occhi. E sapevo che non li riuscivi a chiudere nemmeno tu. “E allora se non li chiudi tu, non li chiudo nemmeno io”. Era un po’ come le telefonate tra innamorati: si dice all’altro di chiudere per primo, ma poi nessuno lo fa per non essere il “colpevole”. E così abbiamo passato varie notti insonni, perché sapevamo che l’altro stava aspettando, e volevamo resistere, essere più forti. Perché, in questa assurda gara, la persona che si fosse addormentata prima avrebbe perso. Stavamo solo perdendo sonno, energie. Un orgoglio che, i primi tempi, risultava anche romantico. Poi era diventato estenuante. Ci si scriveva, non per sincerarsi delle condizioni dell’altro, ma per capire chi stesse vincendo. Chi, secondo un criterio assolutamente arbitrario, stesse amando di più. Le persone intorno a noi erano preoccupate, il rendimento al lavoro era bruscamente calato. Ma, soprattutto, nessuno dei due voleva cedere. Tu riuscivi a coprire le occhiaie con il trucco, anche se ti consumavi dentro, io non mi truccavo ma sembrava quasi da macho riuscire a superare questa prova. E non mi importava dell’aspetto. Quando, finalmente ci eravamo davvero consumati ed eravamo stremati e senza forze per amarci, ci rendemmo conto troppo tardi che potevamo incontrarci nei nostri sogni. Se solo l’avessimo voluto. E che non c’era un “prima tu” o “prima io”, ma era, semplicemente “prima noi”.

Playlist aggiornata 🙂

Aspettare

Aspettare qualcuno

che abbia voglia

di spostare le mani

con cui proteggiamo

i nostri occhi.

Qualcuno che

abbia anche la pazienza

di aspettare che si aprano al mondo.

Magari, intanto,

prendendo quelle nostre mani,

un tempo barriere irremovibili,

ad occhi chiusi ma cuore aperto.

Proverbi 2.0

Diamo tempo al tempo

perché non sappiamo darne a noi stessi,

e siamo così altruisti

da regalarglielo per poi lamentarci.

Calpestiamo l’erba del vicino

anche in autunno,

perché non importa che sia verde

ma che sia di qualcun altro.

Il rosso della sera

sulle tue gote:

lì sì che il nostro tempo

ben spera.

Troppo pieno

Di parole non dette

per paura di rimangiarsele,

di stelle non guardate

perché solo quelle cadenti hanno valore,

di aquiloni che non volano

per non rischiare di schiantarsi al suolo,

di sguardi che non si incontrano

per non dare spiegazioni a quegli incroci involontari,

di tramonti oscurati dalle tapparelle

di albe evitate per non svegliarsi

di nuvole non richieste

è troppo pieno il nostro cielo.

Voci precedenti più vecchie Prossimi Articoli più recenti

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: