Per un attimo – Invidia

Mentre ero al bar, ti sei seduta di fronte con un’amica. Mi piaceva guardarti mentre spostavi le briciole rimaste sulle tue labbra. E per un attimo ho provato invidia per quelle briciole. Mi piaceva il modo in cui bevevi il cappuccino e non ti accorgevi di aver lasciato un po’ di schiuma sulle tue labbra. E per un attimo ho avuto invidia per quella schiuma. Parlavi con passione ma non ti sentivo e per un attimo ho avuto invidia delle parole che dicevi perché potevano stare così vicine alle tue labbra. I due denti davanti erano un po’ separati, ma forse per questo motivo quando sorridevi sembravi più naturale di tanta gente. E per un attmo ho avuto invidia di quei denti che usavi per morderti le labbra con sensualità. Di attimo in attimo mi resi conto che avevo perso la mattinata ad invidiare parti del tuo corpo che adoravo, piuttosto che farmi avanti e rivolgerti le mie parole che avrebbero potuto finalmente sfiorare le tue labbra a cui tanto avevo ambito.

Playlist aggiornata! Buon ascolto 😉

Treno notturno

Avevo scelto il treno per poter stare di più con lei. Eppure non parlavamo la stessa lingua. Tra l’altro il treno era notturno. So cosa si può pensare, ma l’avevo scelto perché potevo far credere a me stesso di averle dormito accanto. Separati solo dal corridoio interno dello scompartimento. Sapevo che i suoi occhi erano di un azzurro che non riuscirei a descrivere qui. Anche quando dormiva ed erano chiusi, erano belli. Li immaginavo roteare per rincorrere i suoi sogni più nascosti. E speravo di esserci anche io. Che intanto stavo con gli occhi semi aperti. E se si fosse svegliata e mi avesse visto, le avrei spiegato tutto questo. Con un bacio, perché avrebbe capito. Ma quando aprì gli occhi veramente, rimasi immobile. Lei mi guardava con aria assonnata e interrogativa. Ma io non fui capace di avvicinare le mie labbra e rispondere alle sue domande. Mi voltai verso il muro e continuai a perdere i miei sogni per poter sperare di essere nei suoi.

Playlist aggiornata, buon ascolto 😉

Romanticismo estremo

Non mi dispiacerebbe annegare, se fosse nei tuoi occhi. Non mi spiacerebbe perdere il respiro, se fosse per baciarti. Non mi andrebbe poi così male se perdessi l’udito nel sentirti cantare la mattina. Oppure non vedere più perché il tuo aereo passa accanto al sole e io alzo lo sguardo per salutarti e ne rimanessi accecato. Se il tuo cane mi mordesse il polpaccio, no amore non mi dispiacerebbe saltellare con l’altra gamba per portarti i fiori fino all’ingresso. So che non ti dispiacerebbe sentire queste cose che sanno di romanticismo estremo. Però in fondo mi dispiacerebbe non poter respirare nel tuo respiro, o ascoltarti quando dici che mi ami, o guardarti mentre ti svegli al mattino, o correre assieme per non perdere il bus. C’è chi lo farebbe per te. Ma non preferiresti avere qualcuno al tuo fianco piuttosto che il ricordo di gesta tanto prodigiose? Spero che potrai amarmi lo stesso mentre ti resto vicino, vivo e integro, ancora per un po’.

Playlist aggiornata 😉 Buon ascolto!

Complice

Sì sì, gioca ancora. Stuzzicami. Vuoi vedere come gli dico tutto? Non ho paura di dirgli come mi sfiori, come mi guardi e ti mordi le labbra davanti a me. Lui è accecato dall’amore, non nota tutte queste cose. Potrei dirgli anche che l’altra volta che non c’era mi hai chiesto di venire qui, a casa vostra, per aiutarti con delle pratiche non urgenti. Che mi hai versato del whiskey e mi hai mostrato la camera da letto. Io però non ho fatto niente. Hai fatto tutto tu. Certo, potrebbe anche chiedermi perché ti fisso mentre ti mordi le labbra. Perché non sposto il mio braccio al tuo passaggio ma lo cerco. Perché quella sera, anche quando ho saputo che non c’eri, son venuto lo stesso qui, a casa vostra, ad aiutarti con delle pratiche non urgenti. Perché ho accettato il whiskey e perché non sono rimasto in salone ma ti ho seguita in camera. Allora sto zitto e continuo a giocare, vittima e carnefice. O forse solamente complice.

Playlist aggiornata, spero vi piaccia la nuova canzone. Buon ascolto! 😉

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Diplomatico e circostanziale

Tenevi l’acqua in bocca prima di ingoiarla per bilanciare la temperatura. Quella era la sera giusta, come sapevo che giusta eri per me. “Sai” dissi “c’è una cosa”, non vedo eccitazione nei tuoi occhi “io, mi sto innamorando di te. Ho pensato fosse giusto dirtelo”. Giusto, come giusta la serata e la persona. Resti in silenzio, a nessuno piace il silenzio in questi casi. Mi guardi impalata, ma non lasci la mia mano. Mi volevi torturare forse. Troppi film romantici assieme, è una tecnica della tua regia mentale. Bevi l’acqua tutta d’un fiato. “Io…non so cosa dire”. Potevi dire che ricambiavi. Potevi mandarmi via. Me ne esco con un diplomatico e circostanziale “Non importa, non te lo aspettavi, volevo dirtelo comunque”. Mi piace pensare che ti sei pentita di quell’incertezza, anche ora mentre ti osservo con quel tipo al tavolo di fronte. Che con lui hai sempre qualcosa da dire, per coprire l’imbarazzo e la noia, e io sia stato l’unico che ti ha lasciata senza parole.

Playlist aggiornata con un pezzo degli Old 97’s, buon ascolto! 😉

Accelerati

Sei seduta accanto a me in macchina, è la prima volta. Ero l’unico che poteva darti un passaggio. Quanto ci speravo. Tieni le gambe tese, metti la cintura e sei in posizione eretta. Guardi dritta. Io metto un po’ di musica per rompere il ghiaccio. Quando freno vedo il ginocchio sinistro incastrarsi nell’angolo tra i comandi centrali e il cruscotto passeggero, e l’altro in qualche modo con il sedile. E le gambe si irrigidiscono. La tua mano destra aggrappata allo sportello. La mano sinistra, timida, non si avvicina alla mia metà. Non mi conosci, non conosci la mia guida. Andando avanti vedo le tue gambe sciogliersi. La tua posizione meno eretta. Hai persino iniziato a cambiare canzone. Un gatto attraversa la strada. Freno di scatto. La tua mano sinistra aggrappata alla mia che tiene il cambio. La tua testa sul mio braccio. I tuoi occhi chiusi. Il mio palmo si gira verso il tuo. La macchina ferma. La terra gira alla stessa velocità di sempre. I nostri battiti, accelerati come non mai.

Playlist aggiornata con la bella voce di Lisa Hannigan 😉 Buon ascolto!

Aprile-Ottobre (Novembre)

Con il tempo incerto, cioè quando sotto le magliette o la camicia hai ancora la canottiera, ecco con questo tempo eri arrivata. Ed ero incerto anche io. Non parlavo la tua lingua. Era aprile. Tu avevi caldo come tutti quelli dei paesi nordici. Con una folata di vento era maggio, e prendevamo il gelato in zona Monteverde. Gusti alla frutta. Mi hai asciugato la faccia sporca di mango, ed eravamo a Giugno in spiaggia. Ti piaceva schizzarmi con l’acqua, immergevi i piedi come se fosse l’Oceano. Io facevo il contenuto, non mi spogliavo. Mi hai baciato, metà luglio, con 30 gradi all’ombra dell’albero sotto casa. Sudavamo imperterriti, anche con quell’acquazzone del 15 Agosto. La città era vuota e io ti baciavo. Nessuno che mi chiedeva di spostarmi dal mezzo del marciapiede, tranne davanti alla scuola elementare dato che si era fatto il 10 settembre. Ad Ottobre, dal finestrino, mi saluti. Incerta. Bussano alla porta, è novembre. Sei tu, sono certo. Anche tu.

Playlist aggiornata 😉 Buon ascolto, ne vale davvero la pena!

Terra di nessuno

Credimi io lo so, anche se negheresti fino all’inverosimile, che mi pensi quando lui dorme e le sue onde cerebrali sono rincretinite a tal punto che non si incrociano con le tue. Con le nostre. Non perché io sia più sveglio. Insomma, dai, lo sai cosa voglio dire. Quanto è facile fare così. So anche che mi scrivi quando lui probabilmente sta cucinando o è andato a buttare la spazzatura. Lo so. Giusto il tempo di attizzare il fuoco della perplessità che ancora c’è in questa terra di nessuno, e poi sparire. Di nuovo. Ma non per sempre, solo facendolo credere. Per restarci male quanto basta. Facile. Crudele. C’è chi ci ricasca ancora. C’è che ci ricasco ancora. Credimi, amica mia, sarebbe bello poterti credere quando ti sento. Potresti lasciarmelo fare. Senza più fingere, anche solo per un secondo. Senza aver paura di andare oltre. Senza dover aspettare che tu mi chieda un favore. Ancora. E ancora. Senza fuochi. Senza continuare a cercare l’amore dove l’abbiamo perso.

Playlist aggiornata, buon ascolto! 😉

Chiariamoci

Ah se l’amavo. Era veramente perfetta. Cioè, chiariamoci, avesse avuto un naso meno pronunciato non me la sarei presa. Nemmeno se gli occhi fossero stati meno “a palla”. Ok, in realtà le orecchie forse erano un po’ vistose e le spuntavano dai capelli lunghi. I capelli, fantastici. Tranne nei giorni di umido, forse sembravano troppo secchi. Pero’ dai alla fine mi piacevano. Avrei voluto dirle di mangiare più salutare, forse per quello aveva un po’ di carne lateralmente. Non solo lateralmente. Cioè, chiariamoci, niente da ridire. Mangiavamo assieme, potevo dire qualcosa. Anche le gambe, avrebbe potuto fare un po’ di sport. Correre, invece di prendere la macchina per fare due metri. Però, boh. Alla fine mi viene da pensare che se una pensasse queste cose di me, e volesse cambiarmi così tanto, forse non mi ama per quello che sono. Così c’ho pensato. In effetti l’amavo con troppi cambiamenti. Cioè, chiariamoci, l’amavo. Solo, non com’era.

Playlist aggiornata 😉 Buon ascolto!

Febbre

Sono venuto a svegliarti. Ti stropicci gli occhi. I tuoi occhi così dolci che li inzupperei nel latte o ci farei una torta. Stavo inciampando in una delle tue cianfrusaglie, ma non ho detto niente. Non questo weekend. Da domani e per altri 4 giorni potrò farlo. Ti tocco la fronte, scotti. Panico. Ho più paura di cosa potrebbe dire lei che del tuo malessere. Un’altra bomba nel campo di guerra. Danni collaterali che hai subìto tu. Non questo weekend, maledizione. Ti porto la colazione a letto, come una principessa. Lo facevo anche per lei. Da una parte spero tu le somiglierai. Ti metti le scarpe e sei pronta. Mi dai un bacio. E un altro. E un altro ancora. C’è lei sotto. Lei che mi parlava tramite lettere, non mi sfiorava più. Fiuta il senso di colpa. Ti tocca la fronte, mi conosce. Sto aspettando. Mi guarda. Eccomi, spara. “C’è un virus che gira, spero non te l’abbia mischiato”. Mi tocca la fronte. Scotto. Ma non è la febbre. Tu in auto sorridi. Hai capito. Anche lei.

Playlist aggiornata 😉 Buon ascolto!

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