Cortile – Ginocchia sbucciate

Dedicato a tutti i miei compagni di giochi del cortile che per anni si sono sorbiti le mie barzellette e con cui ho condiviso le ginocchia sbucciate.
Dove sono le mie scarpe consumate? Ricordo i miei amici gridare dalla finestra per scendere a giocare e io che dovevo rimandare per finire i compiti. Dopo cinque minuti d’orologio, ero già sotto con i calzettoni alle ginocchia, pantaloni ascellari alla Fantozzi e maglietta del Barça comprata a poche lire. Le auto parcheggiate non ci fermavano. Il pallone incastrato sotto i parafanghi andava scalciato a tutta forza. La pausa alle cinque. La scelta delle squadre, fare finta di non prendersela se venivi scelto per ultimo. O nascondere la gioia se eri tra i primi. Se giocavi in porta era una garanzia. Gli allarmi che suonavano, noi che scappavamo. Le urla delle madri – non c’erano sms o telefoni – perché la cena era pronta. Non avevamo l’orologio: la stanchezza e la fame erano le nostre lancette. Una generazione del cortile rimpazzava sempre l’altra. Ripasso ora, c’è un silenzio innaturale. Dove sono il bambino coi pantaloni ascellari e i suoi amici che dovevano rimpiazzarci?

Playlist aggiornata, buon ascolto 😉

Particelle dei se

Se avessi finito gli esami più tardi. Se quel test d’inglese non lo avessi fatto. Se avessi preferito restare dov’ero. Se non fosse arrivata quella lettera di ammissione. Se fosse stato un altro cielo. Se fossi inciampato. Se non avessi fatto quella telefonata nell’androne. Se non avessi avuto queste origini. Se fossi stato quello di anni fa. Se non mi fossi messo quelle scarpe. Se avessi avuto gli occhiali. Se avessi avuto un accento diverso. Se non avessi varcato quella soglia. Se quel tizio non avesse starnutito. Se non mi fossi macchiato. Se non mi fossi annoiato a quella conversazione. Se non mi fossi girato verso quel tavolo. Se in quell’istante le particelle di cui sono fatto si fossero scontrate in modo diverso con le tue, forse si sarebbe creato un mondo parallelo, uno dei tanti, dove potevamo essere io e te. E quell’unico universo mi sarebbe bastato, degli altri scontri non mi sarebbe importato. Ma ora, in questo bar, sono un fisico delle nostre particelle dei “se”.

Playlist aggiornata 😉 Buon ascolto, ne vale la pena davvero!
(non dimenticate che le info sul libro sono permanenti nella barra laterale e nel menu “Il libro”!)

Dodicirighe (il libro) – Importanti informazioni per acquisto

Care amiche e cari amici,
Nelle settimane che son venute dopo l’uscita ufficiale del libro ho curato un po’ poco la promozione e tutto il resto. Sia per mancanza di tempo, sia per mia timidezza personale (comunque comunico i 1400 followers del blog, woho! grazie!)

Mi rendo conto che le informazioni sono state a volte contraddittorie e possono aver causato frustrazione per la difficoltà di acquisto. Me ne rammarico e nelle scorse settimane mi sono mobilitato in proposito. Troverete info anche nella barra laterale del blog.

Spero che non abbiate perso le speranze e vogliate ancora portarvi con me e condividere queste dodicirighe con chi vi va 😉 La dedica troverò il modo di mandarvela elettronicamente facendo una foto a un foglio di carta dove la scrivo a penna.

Mi hanno chiesto “perché dovrei comprarlo?”. Io sono un pessimo venditore, non mi piace vendere. Penso che l’interesse autonomo debba bastare. Ma se dovessi dire una cosa sola direi questo: perché penso che più che essere autobiografico per me (e non lo è, forse, in parte o del tutto), può esserlo per voi che lo leggete 😉

Per chi ha Facebook (Eugenio Curatola), o Twitter (@dodicirighe) o vuole mandarmi una mail con una foto di se stesso/a (non chiamiamolo selfie) e il libro, mi farebbe piacere! 😉

Di seguito le varie modalità di acquisto sia cartaceo che in formato ebook (li trovate in modalità permanente nella sezione “Il Libro” o chiedetemi pure)

PER LA VERSIONE CARTACEA

– Contattate direttamente l’editore: ordini@edizionisensoinverso.it
AMAZON (ha copie limitate ma ce le ha e ne ha altre in arrivo)
IBS (le tempistiche sono lunghe ma dovrebbe essere disponibile)

MONDADORI ONLINE (è disponibile e se si ordina a breve arriva entro metà dicembre – dice il sito)
IN TUTTE LE LIBRERIE D’ITALIA Se non lo trovate, chiedete al vostro libraio, se non lo reperisce scrivere a ordini@edizionisensoinverso.it 😉 A Reggio Calabria lo trovate alla libreria Amaddeo e prossimamente alla libreria Culture!

Feltrinelli Online non è disponibile per la versione cartacea ma per l’ebook sì (ho cercato con la funzione prenota e ritira nelle maggiori città ma niente)

PER LA VERSIONE EBOOK E’ DISPONIBILE IN QUESTI E IN ALTRI BOOKSHOP ONLINE

AMAZON

IBS

MONDADORI

LIBRERIAUNIVERSITARIA

FELTRINELLI

bookrepublic

SE AVETE PROBLEMI A REPERIRLO, CONTATTATEMI SUBITO SU

dodicirighe@gmail.com

Gradazione

Ricordo la spesa al supermercato che facevo quando sapevo che venivi a cena da me. Sempre lo stesso orario. La scelta era sempre su prodotti di qualità. Quando arrivavo nell’area degli alcolici, la scelta era facile. Escludendo il rosso, la scelta cadeva su un bianco per una cena romantica. La percentuale di alcol non importava: l’emozione di essere assieme ci faceva andare su di giri. Anzi, meno era alcolico più cose ci saremmo ricordati di quella serata. Ormai da mesi scelgo i prodotti ad altezza occhi, presto attenzione agli sconti. Arrivo all’area degli alcolici, passo davanti ai bianchi, alle birre, vado dritto ai rossi. Scelgo quello con la gradazione più alta, e forse con più alti solfiti. Arrivo alla cassa. Penso a quando ti diedi una copia delle mie chiavi e tu le rifiutasti. Mi verrebbe voglia di prendere un altro rosso. Mi volto e ti vedo fuori dal vetro. Sorridi. Mi giro verso il cassiere “Scusi dovrei sostituire questo con un bianco”.

Playlist aggiornata 😉 Buon ascolto!
CI SONO AGGIORNAMENTI SULL’ACQUISTO DEL LIBRO: consultate la barra laterale (cartaceo dall’editore o nelle librerie, ebook negli store online) o non esitate a chiedermi nei commenti o a scrivermi a dodicirighe@gmail.com

Eccomi ancora (Post con foto!)

Cari tutti,
Ho pensato di postare una foto come riassunto della Rassegna della Microeditoria di sabato scorso: la firma della mia prima dedica in pubblico su richiesta.

Come ho scritto in precedenza sui social è stata un’esperienza molto bella dal punto di vista umano, per le persone incontrate. Un’esperienza formativa per me stesso che piano piano mi aiuterà a capire molte cose.
E anche che per avvicinare le persone il silenzio può essere efficace.
In fondo il sottotitolo è “…di più equivale a straparlare” e magari anche dodicirighe a voce sarebbero state troppe 😉

Beccatevi questa foto della mia firma della mia prima dedica in pubblico! (io aspetto sempre di firmare tutte le vostre in qualche modo eh, ci conto davvero!)
Non mi sono dimenticato del blog, presto scriverò, tranquilli!
Siate buoni sul mio outfit e sulla mia faccia emozionatissima!!

Fiera Chiari2014

Incontriamoci… a Chiari! – Rassegna della Microeditoria

10517483_514774681955505_2266560490809068057_n

Cari tutti,

Il 7-8-9 novembre, cioè il prossimo weekend, ci sarà la rassegna della Microeditoria (maggiori info su http://www.microeditoria.it/) a Chiari, in provincia di Brescia.

Sabato 8 Novembre, di pomeriggio tra le tre e mezza (escluso ritardi del treno, dato che vengo da Roma) fino alle sei-sette credo, sarò allo stand del mio editore SensoInverso (starò anche un po’ in giro, per cui non ve la prendete se non mi beccate…).

Tutti e tre i giorni ci saranno copie del libro “Dodicirighe” che potrete sfogliare e decidere di acquistare se volete o portare la vostra copia e vi farò una dedica, ma soltanto sabato 8 ci sarò io in persona a prendere insulti o qualsiasi tipo di commento 🙂
E’ un’occasione per incontrarci di persona, conoscerci e scambiare due chiacchiere.

Oltre a dirvi che è un’ottima iniziativa “per far crescere la felicità interno lordo” è anche un modo per andare oltre lo schermo e guardarci negli occhi 😉

Spero possiate farcela. Sennò spargete la voce!

Io ci sarò! Voi ci sarete? 🙂

Se sarò abbastanza in grado di farlo, cercherò di esservi “Live” su Twitter/Facebook con aggiornamenti vari, usando gli hashtag #curi #dodicirighe #microeditoria14

Con la speranza di incontrarci, vi saluto

Il vostro Curi

Vertigini – oltre le dodici righe (II)

Anche in questo caso il post va oltre la sua lunghezza usuale. Anche in questo caso era stato originariamente postato su un altro blog che ora non c’è più. Anche in questo caso, spero che mi perdonerete e vi auguro buona lettura e buon ascolto della playlist! 😉

Non era una cosa che avrei mai fatto in precedenza.
Mi sono sporto da pendii costieri e da punti che superano idealmente il primo piano di un palazzo – mio limite per le vertigini di cui soffro sin dalla nascita.
Ma non ho avuto paura. Non so se per la conformazione fisica del territorio o per la conformazione mentale della situazione.
“Cosa provi quando hai le vertigini?”, mi hai chiesto sapendo del mio terrore che tu non comprendevi.
“Immaginala come una forza che mi spinge verso il punto che guardo, mi si paralizzano le gambe e mi batte il forte il cuore”. Inutile dire che era la stessa cosa che provavo ogni volta che mi guardavi negli occhi.
Sembrava una scena da film, in cui la risposta a una domanda banale cela una verità più profonda, imbarazzante da dire. Un pò adolescenziale forse. Potrebbe suonare male pensarti come il mio precipizio, ma se ricordo quanto sia stato meraviglioso affacciarmi nel tuo mondo e negli abissi della tua vita, allora il paragone non è troppo azzardato.
E’ passato tanto tempo ormai, probabilmente non ci vedremo mai più.
Ma nel profondo del mio cuore ti sarò sempre riconoscente per avermi fatto provare emozioni che credevo impossibili e avermi spinto oltre le mie paure, anche se non lo saprai mai e mi ricorderai come il ragazzo che non va oltre il primo piano.

Ma poi (lettera che non ti ho mai scritto) – oltre le dodici righe

Questo post era stato pubblicato su un altro blog dal nome “A più mani” che, purtroppo, non c’è più. Il testo va oltre le dodici righe usuali, ma penso mi perdonerete – come accade quando sforo – perché un numero diverso non poteva averne. Qualcuno lo conoscerà già, altri no. In più stavolta c’è la canzone nella playlist, e vi auguro buona lettura e buon ascolto 😉

“La lettera che non ti ho mai scritto ha il sapore dei baci mai dati. Delle parole rimaste in gola.
Se sono qui, con la mia penna in mano, è perché dopo tanti anni per le mie dita non era stato sufficiente sfiorare la tua pelle o toglierti il cioccolato dal lato destro delle tue labbra. Per anni avrebbero voluto di più. Avrebbero voluto sfiorarti i capelli, spostarli dal tuo viso. Ma poi. Questo era il mio vero problema: cosa avrei fatto dopo. Mi sono trascinato per tanto tempo per cercare la situazione perfetta per agire. La battuta giusta da fare. I centimetri giusti per non sbagliare. E non ho fatto niente. Ho continuato a pulirti il viso se ti sporcavi, a ingoiare parole affogando tra la paura, la vigliaccheria e l’incertezza del poi.
Ho provato a scriverti tante volte, perché sono più bravo nel silenzio. Ma poi – ecco che ritorna – mi domandavo cosa avresti potuto rispondermi.
Ora sono qui a chiedermi se tutte le volte che avevo i capelli davanti agli occhi anche tu avresti voluto spostarmeli ma ti chiedevi del poi. Se le macchie della giacca che mi pulivi erano un po’ come le tue labbra per me. Ti scrivo adesso perché so che non potrai rispondermi. Perché fino all’ultimo la paura mi ha comandato. Perché procrastinare era quasi affascinante. Perché quando ho letto il manifesto e ho ricevuto la telefonata di tuo fratello in lacrime ho smesso di chiedere. Perché non c’era più un poi, ed è stato maledettamente più facile scriverti.
La lettera che non ho mai scritto avrei voluto avesse una diversa conclusione. Ma ho capito troppo tardi che al cuor non si domanda.

Sarò sempre a un passo da te e spero che anche tu non sarai troppo distante da me.

Con amore e senno di poi,
C.”

Flusso – musica, cuore e cervello

Ci sono canzoni che ricordano momenti passati, ed è normale. Ma ce ne sono veramente poche che hanno un effetto di ispirazione. So che quando una di queste canzoni parte, c’è un flusso che va dal mio orecchio e si dirama al cuore e al cervello. Il primo batte più forte, il secondo comincia a farmi venire in mente un sacco di immagini confuse. Per qualche ragione, i due organi si connettono in un circolo impetuoso. Il cuore seleziona gli attimi più importanti. Alcune note della canzone si disperdono nello stomaco creando la solita sensazione di farfalle. I piedi sono troppo lontani e non battono, come fanno per tutte le altre canzoni. Il flusso passa anche tra collo e orecchie, dove un brivido mi assale ogni volta che un’immagine viene selezionata dal cuore. Le labbra assaporano momenti perduti, le guance arrossiscono, le pupille si dilatano. Una scintilla smuove i peli delle mie braccia. Alla fine di tutto, le mani che raccolgono parole. Questo è quanto. Tanto.

Playlist aggiornata con una di queste, buon ascolto 😉

Dieci anni in poche frasi

Ci sono momenti in cui senti di doverti affidare a parole già dette o scritte. E non è per pigrizia, non è per occupare tempo o spazio. Semplicemente devi ammettere che qualcuno ha già visualizzato quello che avevi in mente. Ed è successo questo, mentre avevo il mio lettore aperto e gli auricolari – che anche se fossero in due stanze diverse della casa sarebbero capaci di attorcigliarsi – alle orecchie.
Ho sempre pensato che il mio incontro con lei sarebbe stato così: per le scale, correndo. Che l’avrei vista sempre uguale, e che anche lei mi vedesse uguale. Che la malinconia ci avrebbe abbracciato e il silenzio avrebbe guidato i nostri discorsi, basato per la maggior parte di frase fatte.

Abbandono le mie solite dodici righe perché ho ritrovato in questa canzone il mio pensiero:

Voci precedenti più vecchie Prossimi Articoli più recenti