Trekker arancione

Non ricordo la prima ragazza che ci ho portato su. Ricordo quanto andassi piano per non spaventarla. Quando arrivò lei, e la feci salire sul motorino, ho subito voluto che si tenesse a me. E così sono partito a velocità spedita. Inutile dire che era necessario aggrapparsi. Ricordo bene come mi batteva il cuore, e non so se attraverso il mio giubotto lo hai sentito. E ci guardavamo dallo specchietto, timidi. Nonostante il casco integrale, parlavamo, cantavamo, litigavamo e sentivo i tuoi silenzi che il vento mi portava con un movimento innaturale dato che ero io a guidare. Non hai mai smesso di tenerti a me, anche quando eravamo fermi al semaforo. Ed io non ti ho mai chiesto di togliere le mani dai miei fianchi e dal mio cuore che iniziava a battere veloce non appena ti aggrappavi, anche dopo anni da quella prima volta in cui saltasti sul motorino arancione che ormai è disperso chissà dove, custodendo nel suo sottosella i frammenti della nostra storia.

Playlist aggiornata 😉 Buon ascolto!

Momento revival – primo racconto del libro

Riprendendo in mano il libro – non lo faccio mai se non quando mi fanno domande su cose specifiche o per essere sicuro di averlo scritto davvero – mi sono chiesto perché avessi iniziato con questo racconto.
La risposta? Un sorriso.
Ma la curiosità mi ha spinto a chiedermi quale fosse stata la reazione-risposta di chi ha iniziato il libro.
Chissà 😉

Senza indugi, mi ributto – sperando che vogliate accompagnarmi – in questo momento revival di un post del 31 Gennaio 2014 e che fa iniziare “Dodicirighe” in versione cartacea (escludendo il racconto-incipit).

Permesso – Trenino di legno
Ancora me la ricordo, la prima volta. No, a dire il vero non ricordo la prima volta che ci siamo incontrati. Ricordo la prima volta che mi hai distratto dai miei pensieri. Una vera e propria distrazione. Senza chiedere il permesso, sei entrata in questa stanza piena di ingenuità, gioventù e pensieri triviali. Muovevo il mio trenino di legno carico di sogni, con l’altra mano muovevo le corde delle mie passioni di quel presente, che ora sembra lontano. Ti sei seduta accanto a me, e non hai detto una parola. Io non ti ho prestato attenzione. Ci è voluto un po’ prima che mi girassi e ti notassi. Tu eri interessata al mio trenino, io ti guardavo con la coda dell’occhio. Eri parte della mia nuvola confusa di conoscenze. Ma io per te non lo ero. E così hai preso il mio trenino di legno. Senza chiedere il permesso. E io, ingenuo e giovane, te l’ho lasciato prendere. E mi sei entrata nel cuore e ci sei rimasta. Senza chiedere mai il permesso.

Per info sul libro e su dove acquistarlo… andate due post fa o nella sezione “il libro” o qui sulla destra 😉 Natale si avvicina!

Sola andata

A F. Perché forse avrei potuto

Aspettavi una sua chiamata da tempo. Dopo la rottura eri cambiato. Testavi la batteria per essere sicuro che funzionasse. Un giorno mi dicesti: “Se non mi chiama oggi, farò un viaggio di sola andata”. Ero contento, ti avevo sempre detto che cambiare aria era un bene. Dalla stanza a fianco ti vedevo chiudere la valigia e poi vestirti. Mi ricordo bene quella combinazione jeans-maglietta-scarpe: te l’avevo suggerita io per il tuo primo appuntamento con lei. Ti chiedo di nuovo la meta. Mi guardi, e ora forse vorrei non lo avessi fatto. Avrei dovuto capire? Stringi in mano il cellulare. Vai verso la porta. Ti giri e fai “il tram passa tra poco, vero?” “Certo F., gli orari li sai a memoria”. Avrei potuto capire? Ti sento scendere le scale, tu che hai sempre preso l’ascensore. Probabilmente guardavi lo schermo, sperando. Eri fermo sul marciapiede, per prendere il 9. E lo hai preso, in pieno. Poco dopo, per terra a qualche metro di distanza, un cellulare semidistrutto che suona.

Playlist aggiornata!
So che vi avevo fatto gli auguri, ma vi avevo anche detto che sono “schiavo” dell’ispirazione 😉
Gli auguri del video nel post precedente valgono sempre e comunque!

Neanche per sogno – sincronia

Il rifugio dalle mie insicurezze erano i miei sogni. Quelli dove da bambino ero un cantante famoso o un calciatore fortissimo. Nei miei sogni c’era un po’ di realtà: in quello del calciatore ero comunque difensore o portiere perché, come nel vero, il mio piede non era particolarmente adatto alla classifica dei cannonieri. In quello del cantante, beh anche a casa emettevo suoni. Dal portone della mia vita adulta sei entrata tu. In questa realtà che ci fa incontrare alla reception riusciamo a malapena a salutarci senza arrossire. Chiudo gli occhi la sera, sei distante anche qui anni luce. Sei entrata in punta di piedi nelle mie notti, dentro il campo da calcio, sul palco del mio concerto. Hai invaso la mia fase rem. Ma resti sempre inarrivabile. Mi chiedo perché continuo, se neanche per sogno riesco a parlarti. Perché per qualche strana ragione ho l’impressione che anche io sia nei sogni tuoi in queste notti. E per ora mi sta bene questa strana, incerta ma perfetta sincronia.

Buon ascolto anche della canzone della playlist, mi ha accompagnato per un po’ 😉

Cortile – Ginocchia sbucciate

Dedicato a tutti i miei compagni di giochi del cortile che per anni si sono sorbiti le mie barzellette e con cui ho condiviso le ginocchia sbucciate.
Dove sono le mie scarpe consumate? Ricordo i miei amici gridare dalla finestra per scendere a giocare e io che dovevo rimandare per finire i compiti. Dopo cinque minuti d’orologio, ero già sotto con i calzettoni alle ginocchia, pantaloni ascellari alla Fantozzi e maglietta del Barça comprata a poche lire. Le auto parcheggiate non ci fermavano. Il pallone incastrato sotto i parafanghi andava scalciato a tutta forza. La pausa alle cinque. La scelta delle squadre, fare finta di non prendersela se venivi scelto per ultimo. O nascondere la gioia se eri tra i primi. Se giocavi in porta era una garanzia. Gli allarmi che suonavano, noi che scappavamo. Le urla delle madri – non c’erano sms o telefoni – perché la cena era pronta. Non avevamo l’orologio: la stanchezza e la fame erano le nostre lancette. Una generazione del cortile rimpazzava sempre l’altra. Ripasso ora, c’è un silenzio innaturale. Dove sono il bambino coi pantaloni ascellari e i suoi amici che dovevano rimpiazzarci?

Playlist aggiornata, buon ascolto 😉

Particelle dei se

Se avessi finito gli esami più tardi. Se quel test d’inglese non lo avessi fatto. Se avessi preferito restare dov’ero. Se non fosse arrivata quella lettera di ammissione. Se fosse stato un altro cielo. Se fossi inciampato. Se non avessi fatto quella telefonata nell’androne. Se non avessi avuto queste origini. Se fossi stato quello di anni fa. Se non mi fossi messo quelle scarpe. Se avessi avuto gli occhiali. Se avessi avuto un accento diverso. Se non avessi varcato quella soglia. Se quel tizio non avesse starnutito. Se non mi fossi macchiato. Se non mi fossi annoiato a quella conversazione. Se non mi fossi girato verso quel tavolo. Se in quell’istante le particelle di cui sono fatto si fossero scontrate in modo diverso con le tue, forse si sarebbe creato un mondo parallelo, uno dei tanti, dove potevamo essere io e te. E quell’unico universo mi sarebbe bastato, degli altri scontri non mi sarebbe importato. Ma ora, in questo bar, sono un fisico delle nostre particelle dei “se”.

Playlist aggiornata 😉 Buon ascolto, ne vale la pena davvero!
(non dimenticate che le info sul libro sono permanenti nella barra laterale e nel menu “Il libro”!)

Dodicirighe (il libro) – Importanti informazioni per acquisto

Care amiche e cari amici,
Nelle settimane che son venute dopo l’uscita ufficiale del libro ho curato un po’ poco la promozione e tutto il resto. Sia per mancanza di tempo, sia per mia timidezza personale (comunque comunico i 1400 followers del blog, woho! grazie!)

Mi rendo conto che le informazioni sono state a volte contraddittorie e possono aver causato frustrazione per la difficoltà di acquisto. Me ne rammarico e nelle scorse settimane mi sono mobilitato in proposito. Troverete info anche nella barra laterale del blog.

Spero che non abbiate perso le speranze e vogliate ancora portarvi con me e condividere queste dodicirighe con chi vi va 😉 La dedica troverò il modo di mandarvela elettronicamente facendo una foto a un foglio di carta dove la scrivo a penna.

Mi hanno chiesto “perché dovrei comprarlo?”. Io sono un pessimo venditore, non mi piace vendere. Penso che l’interesse autonomo debba bastare. Ma se dovessi dire una cosa sola direi questo: perché penso che più che essere autobiografico per me (e non lo è, forse, in parte o del tutto), può esserlo per voi che lo leggete 😉

Per chi ha Facebook (Eugenio Curatola), o Twitter (@dodicirighe) o vuole mandarmi una mail con una foto di se stesso/a (non chiamiamolo selfie) e il libro, mi farebbe piacere! 😉

Di seguito le varie modalità di acquisto sia cartaceo che in formato ebook (li trovate in modalità permanente nella sezione “Il Libro” o chiedetemi pure)

PER LA VERSIONE CARTACEA

– Contattate direttamente l’editore: ordini@edizionisensoinverso.it
AMAZON (ha copie limitate ma ce le ha e ne ha altre in arrivo)
IBS (le tempistiche sono lunghe ma dovrebbe essere disponibile)

MONDADORI ONLINE (è disponibile e se si ordina a breve arriva entro metà dicembre – dice il sito)
IN TUTTE LE LIBRERIE D’ITALIA Se non lo trovate, chiedete al vostro libraio, se non lo reperisce scrivere a ordini@edizionisensoinverso.it 😉 A Reggio Calabria lo trovate alla libreria Amaddeo e prossimamente alla libreria Culture!

Feltrinelli Online non è disponibile per la versione cartacea ma per l’ebook sì (ho cercato con la funzione prenota e ritira nelle maggiori città ma niente)

PER LA VERSIONE EBOOK E’ DISPONIBILE IN QUESTI E IN ALTRI BOOKSHOP ONLINE

AMAZON

IBS

MONDADORI

LIBRERIAUNIVERSITARIA

FELTRINELLI

bookrepublic

SE AVETE PROBLEMI A REPERIRLO, CONTATTATEMI SUBITO SU

dodicirighe@gmail.com

Gradazione

Ricordo la spesa al supermercato che facevo quando sapevo che venivi a cena da me. Sempre lo stesso orario. La scelta era sempre su prodotti di qualità. Quando arrivavo nell’area degli alcolici, la scelta era facile. Escludendo il rosso, la scelta cadeva su un bianco per una cena romantica. La percentuale di alcol non importava: l’emozione di essere assieme ci faceva andare su di giri. Anzi, meno era alcolico più cose ci saremmo ricordati di quella serata. Ormai da mesi scelgo i prodotti ad altezza occhi, presto attenzione agli sconti. Arrivo all’area degli alcolici, passo davanti ai bianchi, alle birre, vado dritto ai rossi. Scelgo quello con la gradazione più alta, e forse con più alti solfiti. Arrivo alla cassa. Penso a quando ti diedi una copia delle mie chiavi e tu le rifiutasti. Mi verrebbe voglia di prendere un altro rosso. Mi volto e ti vedo fuori dal vetro. Sorridi. Mi giro verso il cassiere “Scusi dovrei sostituire questo con un bianco”.

Playlist aggiornata 😉 Buon ascolto!
CI SONO AGGIORNAMENTI SULL’ACQUISTO DEL LIBRO: consultate la barra laterale (cartaceo dall’editore o nelle librerie, ebook negli store online) o non esitate a chiedermi nei commenti o a scrivermi a dodicirighe@gmail.com

Eccomi ancora (Post con foto!)

Cari tutti,
Ho pensato di postare una foto come riassunto della Rassegna della Microeditoria di sabato scorso: la firma della mia prima dedica in pubblico su richiesta.

Come ho scritto in precedenza sui social è stata un’esperienza molto bella dal punto di vista umano, per le persone incontrate. Un’esperienza formativa per me stesso che piano piano mi aiuterà a capire molte cose.
E anche che per avvicinare le persone il silenzio può essere efficace.
In fondo il sottotitolo è “…di più equivale a straparlare” e magari anche dodicirighe a voce sarebbero state troppe 😉

Beccatevi questa foto della mia firma della mia prima dedica in pubblico! (io aspetto sempre di firmare tutte le vostre in qualche modo eh, ci conto davvero!)
Non mi sono dimenticato del blog, presto scriverò, tranquilli!
Siate buoni sul mio outfit e sulla mia faccia emozionatissima!!

Fiera Chiari2014

Incontriamoci… a Chiari! – Rassegna della Microeditoria

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Cari tutti,

Il 7-8-9 novembre, cioè il prossimo weekend, ci sarà la rassegna della Microeditoria (maggiori info su http://www.microeditoria.it/) a Chiari, in provincia di Brescia.

Sabato 8 Novembre, di pomeriggio tra le tre e mezza (escluso ritardi del treno, dato che vengo da Roma) fino alle sei-sette credo, sarò allo stand del mio editore SensoInverso (starò anche un po’ in giro, per cui non ve la prendete se non mi beccate…).

Tutti e tre i giorni ci saranno copie del libro “Dodicirighe” che potrete sfogliare e decidere di acquistare se volete o portare la vostra copia e vi farò una dedica, ma soltanto sabato 8 ci sarò io in persona a prendere insulti o qualsiasi tipo di commento 🙂
E’ un’occasione per incontrarci di persona, conoscerci e scambiare due chiacchiere.

Oltre a dirvi che è un’ottima iniziativa “per far crescere la felicità interno lordo” è anche un modo per andare oltre lo schermo e guardarci negli occhi 😉

Spero possiate farcela. Sennò spargete la voce!

Io ci sarò! Voi ci sarete? 🙂

Se sarò abbastanza in grado di farlo, cercherò di esservi “Live” su Twitter/Facebook con aggiornamenti vari, usando gli hashtag #curi #dodicirighe #microeditoria14

Con la speranza di incontrarci, vi saluto

Il vostro Curi

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