(fate uno sforzino e leggetelo tutto cliccando su “visualizza originale”, qui c’è solo un estratto)Tanti di voi mi hanno lasciato il loro pensiero. Tutti quanti sono entrati nel mio cuore, tutti quanti hanno ricevuto la mia attenzione e sono scolpiti nella mia memoria. Non ho fatto una discriminazione o selezione, potevo anche non giustificarmi o non motivarlo. Ho semplicemente deciso che questo pensiero di diego56 andasse ribloggato su dodicirighe. I vostri commenti, pensieri, suggerimenti e parole sono sempre con me, nessun rancore spero per questa scelta 🙂 Grazie diego56!
appunti, semplicemente appunti
Al giro di boa del capodanno, la mia barca solcherà cigolando il mare delle 59 primavere. Molto di quel che siamo rimane intagliato nei legni dalle ferite e dai piaceri quel tempo speciale, fra i venti e trent’anni. Il tempo dell’amore, dell’impeto ubriacante della giovinezza. Molto di quel tempo lo ritrovi nel simpatico volumetto dei racconti di Eugenio Curatola. Non c’è solo questo, ma procediamo con ordine. Il titolo «Dodici Righe» rispecchia la scelta rigorosa e giocosa nel contempo di pre-stabilire la lunghezza dei racconti. Esercizio utile, utilissimo, giovevole non poco allo stile. La brevità, il canone come un filtro, un setaccio che obbliga a scartare il superfluo, a non sprecare spazio, a chiarire a se stessi, nell’atto di scrivere, ciò che conta davvero. I racconti nascono per il web e sul web è d’obbligo esser brevi per essere letti, ma questa brevità poi funziona anche sulla pagina…
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