“-E tu cosa ci fai qui?
-Ti aspettavo.
-Ma come diavolo facevi a sapere che sarei arrivata ora?
-Non lo sapevo. Mi sono seduto e mi son detto: “Ok, conto fino a dieci, se non arriva me ne vado.” e sei arrivata.
-E a che numero sei arrivato?
-Duemilasettecentonove, ma potevo continuare.” (Anonimo)
Nel contare il tempo ho consumato le mie dita. Le ho incrociate per avere più fortuna e girate perché non mi venisse la tentazione di trasformarle in pugni. Ho accarezzato i lineamenti impercettibili del tuo volto per trovarti nel caos. E così, inaspettatamente, hai riempito i vuoti tra le mie dita con i tuoi, e, spostando le nostre falangi le une verso le altre, ci siamo uniti in una cosa sola.
