E venne il momento

E venne il momento del nostro incontro. Pioveva, e i miei pensieri erano zuppi quando incrociai il tuo sguardo. Ci fermammo per un caffè e io non mi alzai mai da tavola per andare in bagno, per non perdermi neanche un secondo di te. E quando ci andavi tu, restavo a presidiare quel nostro angolo di intimità come fosse l’ultima mia roccaforte di romanticismo. E fantasticavo, riempivo quegli attimi con parole che avrei voluto dirti ma non avevo il coraggio quando mi guardavi e io abbassavo lo sguardo verso la tazzina, giocando col cucchiaino. E dicevo tutto mentre eri in bagno. E i vicini mi guardavano come fossi matto. E lo ero. E i miei pensieri zuppi prendevano la forma dell’amore che non avresti conosciuto. Quando tornavi al tavolo mi chiedevi dove eravamo rimasti. Io sono rimasto qui, ma il mio cuore e la mia mente sono andati lontani. E, mentre aspetto il giorno in cui li raggiungerai, sorrido, abbasso lo sguardo e giro il cucchiaino nella tazzina.

Playlist aggiornata 😉 Buon ascolto!

Gli amici intorno

Ci dici che le stai scrivendo “a domani”, tanto è solo un’amica. E ripenso alle settimane scorse. L’imbarazzo, a fine serata, quando la salutavi e scoprivamo che facevate la stessa strada. Il nostro sguardo perplesso quando ti ha chiesto un accendino, glielo hai porto, e noi sapevamo che tu non fumavi ed eravamo stupiti. Eri panchinaro fisso della squadra, ma ti lasciavamo ingigantire quel gol in rovesciata totalmente fortuito e lei ti ascoltava come fossi Ronaldo. Noi sappiamo già e ridiamo mentre cerchi di minimizzare e nascondere che sei cotto. E in cuor mio ricordo di essere stato anche io così. Tutti noi lo ricordiamo quando fu per gli altri. Lo so che innamorarsi è come andare in bici: una volta che impari, è fatta, solo che invece di una mountain bike si tratta di un boeing 777 sparato controvento. “A chi scrivi?” “Niente, controllavo il credito”.

Playlist aggiornata. Buon ascolto 😉

Sono io – mentre lo dico

Sono quello del “col cavolo che mi muovo per lei” e mentre lo dico sono già in stazione ad acchiappare un treno. Sono quello che, avendo scritto per ultimo, adesso tocca a lei ma mentre lo dico sto iniziando una conversazione basandomi su una scusa assurda. Sono quello che odia i ritardi agli appuntamenti, ma mentre lo dico l’ho aspettata 40 minuti e stai tranquilla che non c’è problema, ero appena arrivato. Sono quello a cui non piacciono i calamari al sugo, ma mentre lo dico mangio il quarto che ha cucinato e faccio roteare il dito accanto alla mia guancia per dirle che è buonissimo. Sono quello a cui deve importare la personalità ma mentre lo dico passo in rassegna il suo corpo. Sono quello che odia il rumore di chi mastica, ma mentre lo dico mi cullo ascoltandola mangiare patatine supercroccanti. Sono quello che non ci tiene ad una storia e mentre lo dico mi innamoro sempre. Sono quello che sono rimanendo convinto di non esserlo.

Playlist aggiornata 😉 Buon ascolto!

Dire e fare, (a)mare

Potrei dirti di uscire, di andare in quel posto che ho capito ti piace tanto. Ti direi di prendere una birra inglese, farei un po’ l’esperto. Farei finta di conoscere tutto quello di cui parli, oppure farei il contrario in modo che tu possa parlarne senza pensare di ripetere qualcosa e annoiarmi. Ti direi di fare un giro in macchina, anche se non guido da quando ho preso la patente, farei finta che non si accende e ti direi che possiamo tornare a casa a piedi. Farei quegli otto chilometri in più per continuare a far finta di non sapere nulla rischiando di sembrare ignorante. Ti direi che sono stato bene, farei il possibile per baciarti ma non lo farei e ti direi “alla prossima” salutandoti come saluta un bambino di 5 anni. Ti direi queste cose e le farei. Invece resto immobile e ti guardo impaurito e inerme, con il cuore a mille e in silenzio. Mi direi che va bene così e farei finta di niente. Perché sono fatto così. Perché io, senza dire nè fare, è così che so amare.

Playlist aggiornata 😉 Buon ascolto!

Notte – di più equivale a straparlare

E’ notte. Ti scrivo adesso perché spero tu stia dormendo e non legga. O forse spero tu sia sveglia, da sola sotto le coperte, coi tuoi ultimi pensieri sulla giornata o su questa vita ancora breve ma così intensa che sembra iniziata dieci anni prima. O spero tu sia in compagnia e ti distragga o che lui legga. Vorrei dirti che sono ubriaco, ché quando si inizia così ci sentiamo giustificati e possiamo dire tutto perché non lo pensiamo e vogliamo solo che l’altro resti incastrato nei nostri pensieri contorti. Ti dico questo: anche se fossi stato sbronzo, questo sarebbe stato un momento di lucidità. Non il più fine, sa di alcool. Sincero. Per poi dirti di ignorarlo, e non perdonartelo mai e non perdonandomi per averti detto di farlo. C’è che ti scrivo, è notte, e sai bene che la notte è il mio momento migliore. E nel mio momento migliore sto scrivendo a te. E credo ti basti sapere questo. Quello che volevo dirti non lo so, ma so che te l’ho detto. Di più equivale a straparlare.

Non dimenticate di ascoltare la playlist! 😉

Cultura – campanella

Suona la campanella. Vorrei saperti spiegare la geografia, indicando la capitale del sentimento che provo per te. Anche scienze della terra: eccoti l’epicentro del mio terremoto. Formule chimiche per attrarti. Dimmi per quale motivo i muscoli mi si irrigidiscono quando sei vicina. Come si dice in latino. Odi et amo. No solo il secondo. Quale corrente letteraria o elettrica mi darebbe una risposta. So come guardi chi sta dall’altra parte della cattedra. Forse sanno tutte le capitali, gli epicentri più famosi, la tavola periodica, come fermare un crampo, come parlava Catullo o circuiti vari. Ma non sanno che scrivi il tuo nome sul banco, strappi perfettamente i fogli a metà del quaderno e a volte li fai a pezzettini. Che ti leghi i capelli ogni ora e qualcuno cade a terra, che mangi sempre la stessa cosa e ammucchi le briciole. Allora dimmi: chi è davvero più acculturato secondo te tra me e loro? Svuoto il cestino, spazzo, poso i gessi. Vorrei parlarti ma. Campanella.

Playlist aggiornata, buon ascolto 😉

Fuori sede

Andare fuori sede non è per tutti. Devi avere un cuore grande. Grande a sufficienza per far da valigia a tutto ciò che lasci: le gioie e i dolori, gli amici e gli amori. Questo bagaglio cardiaco che batte anche quando tocchi un suolo che non ti appartiene o quando sei steso su un materasso che non ha la tua forma e un cuscino scomodo, e guardi il soffitto chiedendoti dove stai andando. Un cuore grande, così grande da riuscire a far spazio a cose nuove. Un cuore che a volte temi gli altri si siano scordati perché il presente ha preso il sopravvento nelle loro vite. Un cuore grande, ma forse non troppo forte. Allora è lì che si ferma un attimo. Va in arresto, ti confonde e non sai più chi sei. Così ti stendi sul materasso, che ora ha subìto un pò il tuo peso, e il cuscino è più molle da una parte. E ti chiedi chi stai diventando più che dove stai andando. Perché quando parti, più che muoverti verso una destinazione, vai verso un destino. Il tuo.

Playlist aggiornata. Buon ascolto 😉

Infinitesimo

L’anima gemella è una sola, non prendiamoci in giro. Tutte le altre, per quanto possano averti coinvolto fino al midollo, non lo sono. L’anima gemella è una sola, le restanti si avvicinano, fino ad una distanza infinitesimale. E quando sei a letto e le guardi dormire, quando le imbocchi per divertimento o per necessità in età avanzata, quando la vai a prendere in stazione, sai che c’è. Quel sospiro di infinitesimo distacco da lei. Se non l’hai mai incontrata, sentirai probabilmente solo una sensazione di evasione da un impegno.  Ma se l’hai avuta tra le tue braccia, sai già tutto.  Anche le farfalle nello stomaco volano diversamente. Questo infinitesimo di differenza che ti porterai in ogni donna che incontrerai e che ti farà comunque stare bene per un giorno, per un mese, un anno. O anche per una vita intera. Ma sarà sempre lì, ad un infinitesimo dalla vera felicità. Se non ti mentirai. Non è da calcolare, non c’è formula. E’ nel tuo cuore.

Playlist aggiornata! Buon ascolto 😉

Capirò

Capirò che è la donna della mia vita quando, incontrandola per caso in Monteverde, la inviterò a cena fuori ma a casa mia e leggendo i miei occhi saprà che sono tranquillo ma agitato. E allora per farmi sentire a mio agio, si agiterà anche lei sembrando tranquilla. Capirò che è la donna della mia vita quando aprirò il freezer e le dirò che ho solo i Sofficini e risponderà che anche lei aveva solo quelli a casa perciò è come se stessimo mangiando a casa nostra. E mi verrà un sorriso perché mi solletica l’idea e allora anche lei sorriderà per quel solletico ed è la risata perfetta per quell’idea bizzarra. Capirò che è la donna della mia vita quando le dirò che sono fatto di acqua per l’80% e mi risponderà che anche lei lo è, che anche a lei esce il sangue quando si fa un taglio. Capirò che è la donna della mia vita quando sono arrabbiato e mi bacerà sul naso. E mi costringerà a fare pace, ché la vita è una sola ed anche lei lo è. Chissà se lo capirà mai.

Playlist aggiornata! Buon ascolto 😉

Momenti di trascurabile intimità

Quando avevi l’allergia e facevi un rumore strano. Quando mettevi i pantaloncini a mare, sopra il costume, e significava che erano i giorni in cui dovevo accontentarti in modo particolare ma andava bene così. Sfiorarsi la mano mentre si cammina, ciondolando, sbattendo col proprio fianco e poi tenersi per mano come se fosse da sempre normale. La vergogna dopo aver fatto l’amore, senza guardarsi subito negli occhi, e fingere che non fosse successo. E poi rifarlo. Non sono geloso, ma chi è quello che ti saluta? Quando avevo una cosa nell’occhio e il tuo respiro mi faceva tornare la vista come Gesù e il cieco. Guardare i figli degli altri e pensare se fossero nostri e poi vederli piangere e ringraziare che ancora no. Quando le farfalle che sentivo nello stomaco non erano quelle che mi avevi fatto per cena. Momenti. Solo momenti di intimità data troppo per scontata, ma che forse se mi torna in mente l’ho vissuta e non veramente trascurata.

Grazie al libro di F.Piccolo che mi ha ispirato questo post. Playlist aggiornata, spero vi piaccia! 😉

Voci precedenti più vecchie Prossimi Articoli più recenti