Di ego smisurati

“Non poteva fare con lui nulla di ciò che aveva fatto con me senza sentirsi una traditrice o una prostituta. Non poteva neanche imburrargli il pane. Se pensavo che poteva prendere la sigaretta che egli lasciava accesa nel portacenere e continuare a fumarla,mi sentivo impazzire.[…] Qualcosa doveva pur fare con lui: l’unica cosa che avrebbe potuto fare era cucinare, perché per me ha cucinato tanto di rado che non sarebbe necessariamente tradimento o finzione.” *
Mi era capitato di immaginarla immobile, per evitare che l’ombra dei suoi gesti si sovrapponesse a quelli passati in mia compagnia. E il mio ego si gonfiava, diventando un gommone gigantesco su cui imbarcavo illusioni. A volte si insinua il dubbio che, anche le mie parole senza senso, fungano da pompa per imbarcazioni dell’ego altrui. C’è comunque la certezza che, prima o poi, queste scialuppe inconsistenti si infrangeranno sugli scogli della realtà.

*Citazione tra virgolette tratta da “Opinioni di un clown” di H.Boll

Playlist aggiornata 😉

Ringraziamenti dovuti (Garibaldi)

So che sono passate poco più di 24h dall’ultimo post, ma oggi è successo e dovevo scrivere per ringraziare.

Quando ho aperto questo blog non mi sono chiesto quante persone avrebbero potuto seguirmi, perché a volte faccio fatica a seguirmi da solo. Inutile dire che arrivare a questa cifra è stata una sorpresa e un qualcosa di incredibile! Non avrei mai pensato di arrivarci prima dei cento anni, per cui wow! Arrivare a mille followers è qualcosa di eccezionale.

Ringrazio tutti voi, care amiche e cari amici, per tutto il supporto che mi date. Per la vostra pazienza nel leggere i ricordi, i racconti, i deliri di un uomo qualunque con il vizio per le dodici righe da qualche tempo a questa parte.

E come disse Garibaldi ai suoi… (perdonate la battuta ma il numero lo richiede)

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Il vostro Curi

Momento revival di dodicirighe (V)

Mi sono tornate in mente, tra colombe, pastiere e uova di cioccolato (non si è mai troppo grandi!), tutte le volte che mi ero deciso a parlare con una donna per dire tutto. Tutti i preparativi, la ricerca di spontaneità in pensieri che avevo elaborato da tempo, gli auto-schiaffi in faccia nei momenti di dubbio e di paura. Per poi.
Beh, vi lascio alla lettura di questo post di un po’ di tempo fa nel mentre che smaltite i cibi festivi! Cliccate il titolo di seguito:

E finalmente te lo dico

Auguri, cabine e ricariche

Mi ricordo quando si avvicinavano le feste ed ero più piccolo. I compagni di scuola si salutavano il giorno prima delle vacanze, maestre, docenti e così via tentavano di dare gli ultimi compiti mentre c’era già il caos per il relax. E puntualmente finivi per mancare qualche esercizio che,uno-due giorni prima del rientro, chiedevi a qualche compagno ritenuto tra i “bravi”. Col telefono fisso chiamavi gli amici del cuore e facevi gli auguri. Qualche altro lo incontravi per strada, o vi vedevate per mangiare dolciumi e giocare a tombola. Poi la scheda telefonica e le cabine, che per stare al passo coi tempi avevano anche gli sms a un certo punto. Ed ecco i cellulari e le ricariche che finivano in cinque minuti. E rido pensando agli sms che mandavo a persone selezionate, con parole tutteattaccate, per risparmiare spazio e soldi. Oggi che scriversi è “gratis” sono anche io vittima dei messaggi in serie per fare gli auguri. E guardo con nostalgia il telefono e la cabina della piazza vicino casa mia.

CARE AMICHE E CARI AMICI,
TANTI AUGURI DI BUONA PASQUA E BUONE VACANZE!UN ABBRACCIO E A PRESTO!

Il vostro Curi

VHS

Sono qui, seduto in cucina, a girarmi i pollici. Tu sei nell’altra stanza, credo seduta sul letto o forse stai organizzando l’armadio. Sto svolgendo questa attività come passatempo dopo quello che mi hai detto. Che temevo mi dicessi. Mi hai chiesto una pausa. Lo ammetto, le cose non stavano andando granché bene. Hai detto che ti serve tempo, per capire. Che dobbiamo stare lontani per un po’. Devo dire che sono rimasto confuso: pensavo la distanza fosse un problema e ora che ci siamo ricongiunti dopo tanto tempo, ne senti l’esigenza. Non penso che una relazione sia una videocassetta inserita nel videoregistratore dove puoi scegliere di mettere in pausa, tornare indietro, andare avanti velocemente e così via. In alcuni casi sarebbe utile e comodo, con un grande risparmio di errori e discussioni. Io non credo nelle pause. Perché a volte si finisce col premere stop e non play. E sento, anche se lo negheresti, che hai già pronta un’altra videocassetta.

Playlist aggiornata 😉

Comunicazione di servizio: SpazioScrittura

Cari amici e care amiche,
Ammetto la mia presenza eccessiva sul blog, solitamente scrivo una-due volte la settimana. Vi starete chiedendo se il sottotitolo del mio blog non sia fasullo dato che sto straparlando di recente. Ma non potevo esimermi dal questa comunicazione.

I creatori di SpazioScrittura http://spazioscrittura.altervista.org/ ospiteranno uno spazio dedicato ai miei racconti, con uscita mensile.

Li potrete trovare qui http://spazioscrittura.altervista.org/category/dodici-righe/

Il primo, che alcuni di voi conosceranno, è uscito oggi:
http://spazioscrittura.altervista.org/fuso-oraio/

Troverete comunque nel mio blog, nella sezione laterale, SPAZIOSCRITTURA con il link al sito web.
Ringrazio di cuore i creatori del sito e anche voi lettori, perché senza il vostro contributo niente di tutto questo sarebbe successo! Grazie!

Il vostro Curi

Momento revival di dodicirighe (IV)

Eccoci di nuovo qui, ad un orario notturno, con un altro appuntamento revival del blog!
Questo post risale allo scorso Luglio, un’estate senza aria condizionata – avrà forse condizionato i miei pensieri e ricordi? 😉
Buona lettura o ri-lettura, cliccate qui sotto per leggerlo

Parità

Comunicazione di servizio: Awards!

Cari amici,
scrivo questo post di servizio per comunicarvi l’apertura della pagina permanente dedicata agli Awards! Cliccate qui di seguito la parola magica:
Awards!

La trovate anche in alto nella barra delle pagine e anche nella barra laterale troverete i loghi!

Non è stata creata per autoreferenzialità e non è per questo che lo comunico, ma per questioni pratiche – dovute alla vostra crescente e incredibile generosità – ho dovuto spostare tutto in questa sezione. Spero non vi suoni come uno sterile elenco di ringraziamenti senza valore, non lo è assolutamente! L’ho fatto anche per dare rilevanza permanente a tutti voi evitando di creare un post che sarebbe poi finito nei mesi passati. Tutti i ringraziamenti e le risposte alle vostre domande sono e saranno qui. (Quelli fatti finora restano anche nei post precedenti, ma quelli che arriveranno da ora in poi saranno nella nuova sezione). Ho deciso di non menzionare i premi automatici assegnati da siti come netparade che, seppur mi fanno piacere, non nascono da una interazione vera con questo blog 😉

Grazie ancora di vero cuore!
Il vostro Curi

Ormai è fatta (Una per due)

“Secondo me l’ho notata prima io. Sta sorridendo più alle mie che alle sue battute. Questione di feeling, di attrazione immediata e irrazionale. Io sono un pò più romantico di lui. Lo so che lui è un pessimo ascoltatore, non è adatto. Mi ha dato il suo indirizzo. E’ fatta.Ma noi restiamo amici comunque, qualunque cosa succeda.”
Sapevo che i belli e dannati vincono sempre. Il suo romanticismo è stato ridicolo, per fortuna l’ho tirato fuori dall’imbarazzo. Ho avuto il suo numero, me l’ha scritto su un pezzo di carta. E’ fatta. Ma io e lui resteremo comunque amici, qualunque cosa succeda.
Si guardarono con aria interrogativa e parlarono sapendo di mentire.
– Niente di che, non fa per me – – Sì, neanche per me –
Non so se il silenzio avrebbe fatto alcuna differenza, ormai era fatta.
Lei aveva vinto due uomini, ma entrambi avevano perso un amico.

Playlist aggiornata! Vi consiglio l’ascolto, ha aiutato molto la stesura 😉

Pausa? (Anni universitari)

Stanze contigue, porte aperte. Non ci vedevamo, ma comunicavamo parlando a voce alta. Se uno rideva, l’altro chiedeva il motivo. E poi si rideva assieme. Eravamo compagni di classe. Ci scrivevamo messaggi quasi in contemporanea: “Pausa?”. Le pause in cortile erano momenti in cui si parlava di noi, di tutto e di niente, andare in questo o in quel pub. E così ti ho conosciuto, ed eri come un fratello. Quando la fine del corso si avvicinava, le nostre stanze erano diventate frontali e ci vedevamo. Niente più messaggi, ma sollevavamo la testa dal tavolo ogni quarto d’ora e, con la coda dell’occhio, ridevamo: “Pausa?”. Le pause, ora sotto la neve, si facevano malinconiche. I discorsi riguardavano progetti in altre città. Mi viene la tentazione ogni tanto, quando sono a lavoro, di scriverti, amico mio, o cercarti nella scrivania a fianco. E un sorriso nostalgico si impossessa del mio viso ora che, uscendo fuori, non trovo te appoggiato al muro ad aspettarmi.

Playlist aggiornata! 😉

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