VHS


Sono qui, seduto in cucina, a girarmi i pollici. Tu sei nell’altra stanza, credo seduta sul letto o forse stai organizzando l’armadio. Sto svolgendo questa attività come passatempo dopo quello che mi hai detto. Che temevo mi dicessi. Mi hai chiesto una pausa. Lo ammetto, le cose non stavano andando granché bene. Hai detto che ti serve tempo, per capire. Che dobbiamo stare lontani per un po’. Devo dire che sono rimasto confuso: pensavo la distanza fosse un problema e ora che ci siamo ricongiunti dopo tanto tempo, ne senti l’esigenza. Non penso che una relazione sia una videocassetta inserita nel videoregistratore dove puoi scegliere di mettere in pausa, tornare indietro, andare avanti velocemente e così via. In alcuni casi sarebbe utile e comodo, con un grande risparmio di errori e discussioni. Io non credo nelle pause. Perché a volte si finisce col premere stop e non play. E sento, anche se lo negheresti, che hai già pronta un’altra videocassetta.

Playlist aggiornata 😉

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149 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. sfogliatella
    Apr 12, 2014 @ 10:12:08

    La pausa di riflessione in realtà nasconde un “mi dispiace è finita”
    Un abbraccio Curi, buon fine settimana.
    Mary

    Rispondi

  2. Sir Babylon
    Apr 12, 2014 @ 10:17:10

    E meno male, che non si può tornare indietro, altrimenti…

    Rispondi

  3. ninjalaspia
    Apr 12, 2014 @ 10:18:46

    “Tempo per capire” Capire che?
    Un racconto rivelatore di tutti quei luoghi comuni in cui ciascuno incade quando proprio non si ha l’onestà di dire come stanno le cose né di trovare le energie per migliorarle.
    Bello! 😉

    Rispondi

  4. sabrinaminetti
    Apr 12, 2014 @ 10:24:37

    L’ha ribloggato su sabrinaminetti.

    Rispondi

  5. Branoalcollo
    Apr 12, 2014 @ 10:36:28

    hai ragione, sembra una scusa…

    Rispondi

  6. zerogravity
    Apr 12, 2014 @ 10:36:38

    provo ad essere un po’ pratica e meno drammatica… Le distanze in qualsiasi ragione .. sono supportate dall’amore dalla fiducia e dalla consapevolezza della necessità a volte forzata da fatti importanti come il lavoro… e vengono concepite come accettazione. Vivere distanti e relazionarsi comunque creano nel singolo individuo dei piccoli microcosmi… dei piccoli mondi di adattamento. nostri, personali, abitudini proprie, gestioni proprie… nel tempo, ritornando o iniziando a vivere insieme… bisogna avere la capacità e la buona volontà di adattamento, lasciando dietro di se quelle cose che non servono… ma che son servite a noi stessi. bisogna perdere qualcosa e creare qualcosa… Non credo sia la fine di una storia…. piuttosto le difficoltà di adattamento di una storia da vivere in due. fatta di due micromondi che debbono coesistere insieme in un universo comune… Se parli come scrivi… non solo saprai tu per primo csa lasciare dietro di te ma aiuterai l’altra a farlo… 🙂 io vivo con un uomo che lavora a 800 km da me, che non vedo quasi mai e che conosco da 4 anni… io so che vivremo insieme un giorno il quotidiano. so cosa devo lasciare dietro di me del mio microcosmo in cui vivo oggi . se non lo faccio, non riuscirò a coesistere con lui. 🙂 art

    Rispondi

    • Curi
      Apr 12, 2014 @ 10:41:50

      Ciao art!
      Prima di tutto grazie per quello che hai detto, sono contento che hai scritto 😉
      Poi, la distanza, in questo racconto, è solo una ragione come un’altra che ho usato per scrivere dodici righe su quanto io non creda nelle pause. Come del resto ogni racconto, non si basa su una realtà da me vissuta (o forse sì, chi lo sa). Sono d’accordo sulla buona volontà e capacità di adattamento, già in un altro post – più di uno credo – avevo scritto sulla distanza. Sono contento che la tua storia a distanza funzioni e che riusciate a vivere il quotidiano in modo sereno 🙂
      Grazie ancora! 🙂

      Rispondi

    • Uccelli vi trovo
      Apr 12, 2014 @ 17:47:11

      Ha perfettamente ragione.

      Rispondi

  7. violadelpensiero87
    Apr 12, 2014 @ 10:38:20

    Non credo nelle pause di riflessione, come non credo che si possa mettere il cuore in stand-by. Un bacio.

    Rispondi

  8. Niko
    Apr 12, 2014 @ 10:46:27

    … sì, spesso il “prendiamoci una pausa” ha solo il significato di “è ora che la nostra storia finisca”, purtroppo

    Rispondi

    • Curi
      Apr 12, 2014 @ 10:49:22

      Ciao Niko!
      E’ un modo più “coperto” per dirlo, però sai a volte uno dei due deve fare una mossa. Non dico che questa sia una mossa pulita e chiara, ma nessuno è perfetto 🙂
      A presto!

      Rispondi

      • Niko
        Apr 12, 2014 @ 10:57:33

        Vero.. e spessissimo non si riescono o possono dire le cose in modo chiaro e manifesto.. allora si devono adottare altre strategie linguistiche..
        Buon weekend, carissimo

  9. manutheartist
    Apr 12, 2014 @ 10:48:47

    Quando si chiede una pausa dal mondo, dall’altro, dal lavoro o qualsiasi altra situazione, beh certamente tale situazione evidentemente ci sta stretta, ci sta opprimendo e non riusciamo più a essere felici. O anche più semplicemente, sereni.
    In questa dozzina di righe, risuona solo marginalmente la sofferenza che si prova a sentirsi dire ‘voglio una pausa da te’.
    Sofferenza, o forse stupore. Di certo non si può rimanere indifferenti.
    E se a staccare la spina del videoregistratore fosse il protagonista, invece?

    🙂
    buon we

    Rispondi

    • Curi
      Apr 12, 2014 @ 10:51:32

      Un bel risparmio di energia elettrica! Siamo d’accordo, non si chiede una pausa tanto per chiederla. Voglio dire, solo un masochista chiederebbe una pausa dalla felicità 😀
      In queste righe ho sintetizzato un po’ una mia riflessione sulle pause, che sono sicuro ognuno di noi prenderà in modo diverso. Ma un pensiero comune lo sto recependo, ovviamente per chi la pausa se la sente chiedere 😉
      Buon weekend a te e grazie 🙂

      Rispondi

      • Uccelli vi trovo
        Apr 12, 2014 @ 17:51:13

        Lei deve essere molto giovane o molto superficiale. Gli sconvolgimenti emotivi hanno sempre bisogno di essere metabolizzati. Ovvero razionalizzati. Per ascoltare una voce, si devono mettere a tacere tutte le altre.

      • Curi
        Apr 12, 2014 @ 17:53:20

        Siamo dotati di capacità multitasking,chi più chi meno. Non sono contrario alle pause in generale ma a quelle che mascherano la volontà di distacco con quella di riflessione. Ne sono in generale poco convinto 😉

      • Uccelli vi trovo
        Apr 12, 2014 @ 18:00:05

        Io sono negata per il multitasking. Faccio una cosa alla volta. In genere fatta decentemente. Lo preferisco. Dipenderà da quello, dunque.

  10. fimoartandfantasy
    Apr 12, 2014 @ 10:58:05

    Io sono convinta che la pausa è solo uno stop che si adagia sulle labbra e si ha paura di pronunciare…
    Un dolce soffio…

    Rispondi

  11. jalesh
    Apr 12, 2014 @ 11:03:53

    Un pausa a volte serve abbi fede…

    Rispondi

  12. wsa0
    Apr 12, 2014 @ 11:11:13

    Le pause in una relazione di coppia non nascono per caso…prima della rottura finale il primo segnale ne é la “pausa”di riflessione.poi in seguito le strade si dividono come é giusto che sia.A volte nei rarissimi casi dopo una “pausa” la coppia si rinforza.io detestò le “pause “. 🙂

    Rispondi

  13. zerogravity
    Apr 12, 2014 @ 11:17:10

    curi… nemmeno io credo nelle “pause”… per questo ho scritto che cerco di essere pratica. e se sai parlare come sai scrivere la via la conosci.:-) buona giornata e grazie a te!

    Rispondi

  14. Ronny Tresor
    Apr 12, 2014 @ 11:23:50

    Vero,le pause non esistono. Ma un altra videocassetta arriverà anche per te…sarà ancora più bella..

    Rispondi

  15. Alice
    Apr 12, 2014 @ 11:57:23

    Sono senza parole. Bellissima metafora. Bellissimo racconto. Bellobello. Davvero.

    Rispondi

  16. PindaricaMente
    Apr 12, 2014 @ 12:31:05

    Bellissimo! Sarà anche solo un racconto ma sei riuscito a descrivere esattamente quello che accade, nella realtà. Bravo come sempre!

    Rispondi

  17. cutelittlemonkey
    Apr 12, 2014 @ 12:36:35

    Che poi più si sta in pausa più si sta lontani e si diventa estranei. Davvero controproducente.

    Rispondi

  18. bigetto
    Apr 12, 2014 @ 12:48:57

    succede…

    Rispondi

  19. Rosa Andronaco
    Apr 12, 2014 @ 13:29:10

    vero, non credo si possa fermare e poi riprendere .. è solo nascondersi dietro ad una decisione che non si ha coraggio di dire…
    ciao curi buona domenica delle palme

    Rispondi

  20. labloggastorie
    Apr 12, 2014 @ 14:18:37

    …che poi magari le pause si fanno anche tra i passi. Nemmeno te ne accorgi e continuando a camminare.

    Rispondi

    • Curi
      Apr 12, 2014 @ 14:21:13

      Interessante punto di vista, in effetti ci sono dei momenti di pausa senza accorgersene. Sono più genuini e naturali, come dici bene si continua a camminare. Senza inganno o metafore 😉

      Rispondi

      • labloggastorie
        Apr 12, 2014 @ 14:30:24

        Ci sono inciampi che rellantano e frenano un percorso, credo che sia quello il momento in cui chi ha più fiato solleva l’altro e lo carica a spalla. Bisogna essere disposti a pensare che sono quattro i piedi che possono inciampare. Grazie per lo spunto!

  21. fulvialuna1
    Apr 12, 2014 @ 14:29:21

    Originale accostare la vita di relazione ad una videocassetta…ma tu sei originale. Condivido il tuo pensiero, anche perchè io a “certe” pause credo poco; spesso viene usata questa forma di “riflessione”, ma sinceramente mi sa tanto di incrinatura…

    Rispondi

    • Curi
      Apr 12, 2014 @ 14:32:16

      Grazie fulvialuna!
      Diciamo che non voglio avere un pregiudizio totale sulle pause, come diceva labloggastorie ci sono delle pause di cui neanche ci accorgiamo e credo che quelle siano vere e proprie riflessioni. Quando si sente la necessità di distacco, la considererei una rottura più che una pausa. In fondo siamo capaci di fare tante cose assieme se vogliamo 😉

      Rispondi

  22. KnockOut
    Apr 12, 2014 @ 14:51:49

    Il mio videoregistratore, sottomarca assemblato in Corea, non voleva e non voleva partire. Poi, dalli e dalli, ha cominciato a far vedere le prime immagini. Ma si é bloccato di nuovo. Per sempre. Danneggiando irreversibilmente il nastro magnetico. Quanto tempo ho sprecato.

    Rispondi

    • Curi
      Apr 12, 2014 @ 14:53:46

      Si può sempre cambiare videoregistratore, staccando la spina come suggeriva qualche commentatore prima 🙂 Bisogna avere coraggio per farlo, a meno che non si creda nelle pause o nel potere del soffiare nel nastro della videocassetta! 🙂

      Rispondi

      • KnockOut
        Apr 12, 2014 @ 14:56:04

        Vero. Ma a distanza di tempo mi è venuto il dubbio, anzi la certezza, che ad esser guasto non fosse il lettore, ma la cassetta!!
        Bel post e buona domenica

  23. fatimazadam
    Apr 12, 2014 @ 14:57:32

    Eh si, sono completamente d’accordo! Molto spesso la pausa e’ solo un modo per non affrontare subito i problemi, per riinviarli…come se il tempo potesse risolverli. Pero’ credo anche che la pausa possa essere utile se tutti e due hanno come obiettivo stare insieme… a volte allontanarsi aiuta a capire dove si ha sbagliato. Ovviamente sono tutti miei pensieri e discutibili 😉

    Grazie Curi, e’ sempre un piacere leggerti, ogni tuo racconto mi fa riflettere 🙂

    Rispondi

    • Curi
      Apr 12, 2014 @ 15:01:12

      Ciao fatimazadam! Non volevo discriminare o maledire le pause, lungi da me sapere la verità 🙂 penso tuttavia che ci sono diversi tipi di pausa, che riflettere un po’ con sè stessi è sempre utile e, come dici tu, aiuta a capire dove si ha sbagliato.
      Bisogna un pò vedere caso per caso, in generale sono scettico 😉
      Grazie a te e a presto! 🙂
      Curi

      Rispondi

  24. Silvia
    Apr 12, 2014 @ 15:51:42

    Hai ragione…..la pause la maggior parte di volte sono solo una scusa per troncare….. la penso come te 🙂

    Rispondi

  25. magicamente73
    Apr 12, 2014 @ 16:14:58

    Ti dirò, per fortuna non si può tornare indietro come con un VHS!
    Pause di riflessione subite, perché “chieste”imposte da altri, si son rivelate i momenti più fortunati della mia vita. Io non avevo lo sguardo freddo per sceglierle, ne il coraggio di intraprenderle, solo la forza di accettarle… per poi scoprire che io le avevo desiderate più di altri!
    Buon weekend
    Magy

    Rispondi

    • Curi
      Apr 12, 2014 @ 16:22:15

      E’ vero, a volte sono una liberazione che noi non abbiamo il coraggio di chiedere. Ci sono pause di diverso tipo, per diversi momenti e diverse persone. Non è facile accettarle se imposte, ma qualcuno a volte deve avere più coraggio e troncare. Credo che le pause in sè e per sè spesso una scappatoia, una libertà che non si ha il coraggio di chiedere e si maschera da “momento di riflessione”. Ma è solo la mia opinione 😉
      Buon weekend a te 🙂

      Rispondi

  26. oddonemarina
    Apr 12, 2014 @ 16:16:57

    Le pause generalmente sono l’anteprima del distacco… un distacco un po più dolce ma per me più falso, scusa non ti apro le porte alla speranza …ciao

    Rispondi

  27. antina93hippo
    Apr 12, 2014 @ 16:32:47

    Non credo nelle ‘pause di riflessione’.
    Lascio da parte la mia negatività e ti auguro che tutto si risolva al meglio!

    Rispondi

  28. francescagarrisi
    Apr 12, 2014 @ 17:40:08

    purtroppo non tutti accettano che è meglio una ruvida verità a un’ovattata presa per i fondelli … “morire” per “morire”, meglio dare un taglio netto evitandosi reiterate (inutili) agonie …

    Rispondi

  29. Uccelli vi trovo
    Apr 12, 2014 @ 17:57:08

    Insomma, se lei ha già a disposizione un’altra cassetta, per lei vuol dire che siete alla frutta. Ognuno coglie le metafore a modo suo.

    Rispondi

    • Curi
      Apr 12, 2014 @ 17:58:37

      Bisogna vedere caso per caso 😉 resto dell’idea che le pause sono spesso una trappola o maschera. Ma è la mia visione 😉

      Rispondi

      • Uccelli vi trovo
        Apr 12, 2014 @ 18:40:38

        Guardi, quando si tratta di emozioni e sentimenti, è molto difficile chiarirsi le idee. La mia insegnante di piano mi diceva sempre che, invece di incaponirsi ripetendo continuamente e inutilmente lo stesso passaggio di un brano ostico, era meglio sospendere e mettersi a fare altro. Sgombrato il cervello, il passaggio sarebbe riuscito al secondo o terzo tentativo al massimo. Aveva ragione lei. In ogni caso, le riconosco che l’espressione “pausa di riflessione” è solo un banale luogo comune che nasconde il semplice bisogno di chiarirsi le idee quando il cervello è in tilt.

      • Curi
        Apr 12, 2014 @ 22:32:35

        Comunque questi scambi di opinione sono utili anche per me, mi rendo conto che forse avevo una visione troppo dogmatica di quanto le pause fossero sbagliate. Magari in certi casi del tempo non è del tutto fuori luogo, resto sempre dell’idea che bisogna vedere la relazione caso per caso e anche ciò che realmente si vuole.
        Grazie per quello che ha detto 😉

      • Silver Silvan
        Apr 13, 2014 @ 07:56:03

        Lieta di esserle stata utile, allora. Concludo dicendo che siamo fatti di istinto e razionalità allo stesso tempo. Spiegarsi razionalmente emozioni e sensazioni istintive è difficile. Bisogna prima raffreddarle. Se si continua a stare vicino alla fonte di calore non si raffreddano.

  30. tramedipensieri
    Apr 12, 2014 @ 18:07:13

    In generale sono distacchi non dichiarati, scuse insomma.

    Ci sono invece quei casi che il distacco aiuta, aiuta davvero quanto sia importante tenere la vecchia cassetta perchè oltrettutto ne conosciamo pregi e difetti….e non vorremmo mai separarcene.

    complimenti sempre
    ciao
    .marta

    Rispondi

  31. lamainsurlecoeur
    Apr 12, 2014 @ 20:18:39

    pausa dall’amore? non ci credo. O ci si ama o ci si lascia. Forse è proprio come cambiare videocassetta. O cambiare lettore, magari passando ai dvd. Chi si prende una pausa non riesce a respirare la tua stessa aria, per cui tanto vale fargliela cambiare e anche in fretta, evitando storie trascinate e paranoie inutili.

    Rispondi

    • Silver Silvan
      Apr 12, 2014 @ 20:36:25

      Mmm, quanto romanticismo fuori luogo. Se tutta la gente che vive insieme si amasse, non ci sarebbero delitti familiari. O ci si ama o ci si lascia, beata ingenuità. Come se fosse facile, trasformare una strada a senso unico in una a due corsie con differenti direzioni di marcia. Signorina, spero non faccia il vigile urbano. Per lo meno eviti di alzare le mani dal cuore agli incroci.

      Rispondi

    • Curi
      Apr 12, 2014 @ 22:34:10

      La pensavo così quando ho scritto il post, leggendo un po’ di commenti mi sono ammorbidito sulla mia posizione anche credo che bisogna chiamare le cose con il loro nome e se ci si vuole staccare la si stacca invece di chiamarla pausa di riflessione solo per sentirsi liberi. Bisognerebbe sentirsi liberi anche in una storia 🙂

      Rispondi

      • gelsobianco
        Apr 13, 2014 @ 02:50:44

        Sentirsi liberi è il presupposto perché una storia possa iniziare e proseguire!
        😉
        gb
        Non si costruisce nulla senza la vera libertà!

      • Curi
        Apr 13, 2014 @ 09:41:10

        🙂

      • Silver Silvan
        Apr 13, 2014 @ 07:59:50

        Bravo, ha azzeccato perfettamente il punto. Ha a che fare con la libertà di scelta tra lasciarsi trasportare in balia degli eventi o decidere di avere una direzione precisa.

  32. gelsobianco
    Apr 13, 2014 @ 02:47:54

    Ci sono pause valide, che fanno riflettere e capire e sentire… che c’è qualcosa di importante, che si vuole stare insieme.
    Ci sono pause che non sono altro che la paura di dire : “E finita!” a se stessi e all’altra parte.

    Sempre bravo Curi!
    🙂
    gb

    Rispondi

  33. mfantuz
    Apr 13, 2014 @ 06:57:07

    A volte le pause possono servire, a volte no, e non tutti siamo disposte a concederle al nostro partner. Ma questo è un racconto, con una bella metafora, la vita purtroppo è un’altra cosa e le pause anche. Sempre complimenti al blog, e ai tuoi quasi 1000 follower.

    Rispondi

    • Curi
      Apr 13, 2014 @ 09:42:31

      Penso sia la paura quella che non ci faccia concedere le pause, specie se colti di sorpresa. Bisogna vedere caso per caso. Grazie mille, siete diventati tantissimi!! 🙂

      Rispondi

  34. samantagiambarresi
    Apr 13, 2014 @ 09:58:45

    So che non sono l’unica ad aver pensato a te ma te lo meriti 😉 http://samantagiambarresi.wordpress.com/2014/04/13/dardos/

    Rispondi

  35. Silver Silvan
    Apr 13, 2014 @ 10:02:37

    Io le conferisco il premio dar dos de picches!

    Rispondi

  36. 65luna
    Apr 13, 2014 @ 11:37:31

    Dipende da che Tipo di Rapporto si Vive…Ogni Tanto Mettersi in Pausa non fa Male! Sempre Piacevole Leggerti! Ciao,65Luna.

    Rispondi

  37. ili6
    Apr 13, 2014 @ 15:05:20

    Ci sono pause e pause, sicuramente. Ci sono coppie felici nella lontananza e che scoppiano nella quotidianità, alla quale forse dovranno ancora abituarsi. Mi piace il post e come lo hai scritto, chiaro ed efficace nella sinteticità delle 12 righe. Il protagonista mi lascia perplessa: confuso, ok, ma incapace di reagire, di chiedere, di capire, di piangere persino, e pronto invece a pensar male mentre si rigira i pollici.
    Buona domenica sera, ciao.

    Rispondi

    • Curi
      Apr 13, 2014 @ 15:13:30

      Nella storia il protagonista riceve la comunicazione di una scelta altrui, non è dato sapere se ci saranno altri discorsi o quali azioni seguiranno dopo quei suoi ultimi pensieri, dubbi e paura. E’ solo la fotografia di un momento 😉 Non è pensar male, è solo un sentore. Magari ha torto, o forse ha ragione. E’ una prima reazione come un’altra 😉
      Grazie ili6!

      Rispondi

      • ili6
        Apr 13, 2014 @ 15:16:02

        sì, è la fotografia di un momento, lo avevo capito. Gli uomini, però….sempre pronti a sentori di cervo , uff 🙂

      • Curi
        Apr 13, 2014 @ 15:19:02

        Non credo che le donne siano differenti 😉 Poi certo essendo un uomo a scrivere queste storie dici bene 😀
        Lo so che lo avevi capito, era solo per puntualizzare a chiunque leggesse che anche se è una storia conclusa non si sa mai cosa può succedere 🙂

      • ili6
        Apr 13, 2014 @ 15:26:49

        Dici che è la prima cosa a cui si pensa, uomini e donne? Beh, sì, forse sì perchè è la cosa che più potrebbe far male al nostro smisurato ego. Temiamo più i cervi che la delusione che noi stessi potremmo arrecare all’altro col nostro comportamento. Se ci penso a freddo, dico che temerei l’esatto contrario.

      • Curi
        Apr 13, 2014 @ 15:29:04

        Eh lo so, a freddo pure io dico tante cose. Purtroppo o per fortuna, quando ci sei dentro è tutto diverso. Siamo umani, è anche un naturale istinto di protezione verso noi stessi. Poi io penso che, escluso casi patologici, sappiamo bene se corriamo il rischio di essere sostituiti con un’altra videocassetta. In fondo è la paura che, nonostante la nostra unicità, siamo sempre e comunque sostituibili 🙂

      • ili6
        Apr 13, 2014 @ 15:30:15

        esatto 🙂

      • Curi
        Apr 13, 2014 @ 15:31:22

        Me la devo far tatuare! 😀
        Grazie per le due chiacchiere, buona domenica! 🙂

      • ili6
        Apr 13, 2014 @ 15:32:24

        cosa devi farti tatuare?

      • Curi
        Apr 13, 2014 @ 15:33:50

        Che nonostante la nostra unicità siamo in qualche modo sostituibili. Era una battuta 🙂

      • ili6
        Apr 13, 2014 @ 15:37:36

        ah, pensavo volessi farti tatuare un cervo 😀
        scherzo!
        Siamo sostituibili in ogni modo e ogni dove. Un po’ amaro ammetterlo, ma è così. Però…non al 100% perchè una percentuale, caspiterina, dobbiamo pur lasciarcela. (ognuno sceglierà la propria…)
        ;.)
        bye

  38. spiritolibero1
    Apr 13, 2014 @ 17:56:10

    Ho una storia a distanza e ci vediamo poco…non so quanto sia bene stare lontani ma a volte capisco che convivere sotto uno stesso tetto non e’ affatto semplice e allora…forse e’ meglio stare lontani ma vicini nell’anima che vicini ma “lontani”…spero che le cose si risolvano secondo i tuoi desideri… ^^

    Rispondi

  39. prudence68
    Apr 13, 2014 @ 19:25:50

    “E sento, anche se lo negheresti, che hai già pronta un’altra videocassetta.”

    Negano, fino agli spargimenti di sangue e fino alla morte.

    Rispondi

  40. Andrea Dévis
    Apr 13, 2014 @ 22:24:57

    Perdersi, ritrovarsi, non riconoscersi… sono tutte fasi che fanno parte della vita delle persone. La cosa che però a me spaventa di più -e sulla quale ho scritto un numero indefinito di articoli- è la solitudine che viene scambiata per indipendenza, e che giorno dopo giorno si radica, diventando un’alienante quotidianità fatta di pensieri a senso unico.

    Rispondi

    • Curi
      Apr 13, 2014 @ 22:28:13

      Ciao Andrea, capisco perfettamente la tua paura. Penso che la sperimentiamo tutti, coscientemente o meno, questa falsa indipendenza che maschera la solitudine. Ci ritroviamo a fissare un muro, il soffitto o uno schermo e sentiamo una sorta di vuoto difficilmente colmabile. Basterebbe poco, ma ci piace renderci la vita difficile, forse 😉

      Rispondi

  41. ogginientedinuovo
    Apr 14, 2014 @ 04:51:07

    Quanta vertià in dodici righe… Molto bello! 🙂

    Rispondi

  42. diamanta
    Apr 14, 2014 @ 07:13:08

    Questa tua GRANDE capacità di riuscire a mettere in dodici righe senpre così tanto…

    Rispondi

  43. fausto torre
    Apr 14, 2014 @ 20:15:18

    la condivisione è senso. Lo cerchiamo tutti. Grazie per le visite e l’apprezzamento

    Rispondi

  44. labyrinthpersephone
    Apr 14, 2014 @ 22:05:17

    Quanta verità. Le pause non finiscono mai, come gli esami.
    E t’è mai capitato veramente?

    Rispondi

  45. biapple
    Apr 15, 2014 @ 15:11:20

    Io invece sono in fase “forse, se il tempo me lo permette,ricominceremo, ma non è una cosa certa, perché ci sono ancora delle questioni che devo superare”.. quindi non so cosa sia peggio. Comunque il motivo della rottura non c’entra niente con la cornificazione

    Rispondi

    • Curi
      Apr 15, 2014 @ 20:31:22

      Non saprei dirti nemmeno io cosa sia peggiore, se c’è una vera e propria classifica. Spero tu possa superarlo comunque 🙂 pieno sostegno 😉

      Rispondi

  46. Harley Quinn
    Apr 15, 2014 @ 16:10:56

    Non ci credo neanch’io, né in amore né in altre situazione.
    Bello per come hai usato i termini da vhs

    Rispondi

  47. francescoguarnieri
    Apr 15, 2014 @ 21:10:27

    Mi piace! Francesco

    Rispondi

  48. taveta85
    Apr 20, 2014 @ 07:54:11

    Bellissimo come sempre!

    Rispondi

  49. jeiemerwin
    Apr 20, 2014 @ 19:52:18

    Bellissima… scusa mi ha colpito davvero tanto, perché sto vivendo una situazione negativa, proprio su questo versante… Quindi… solidarietà al cento per cento… anche se non ci conosciamo 😉

    Rispondi

    • Curi
      Apr 20, 2014 @ 19:56:16

      Grazie cara jeiemerwin 🙂 Non sono situazioni semplici, lo capisco, accetto la tua solidarietà – se mi leggi imparerai forse a conoscermi. Anche se, come faccio con tutti, devo dirti che potrebbe essere solo un racconto e non per forza la realtà 😉
      Grazie comunque davvero! 🙂

      Rispondi

  50. benzodiazepin
    Apr 21, 2014 @ 01:26:00

    Sarà la situazione personale attuale, ma complimenti. Semplice e ben scritto, quello che ci voleva

    Rispondi

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