L’amore ai tempi del 2.0

Scrivi.
Aspetti.
Pazienti.
Immagini.
Inizi a sbroccare.
Informi il destinatario che hai scritto.
Sbrocchi.
Comunichi il tuo essere sbroccato per l’attesa.
Blocchi reciproci di account.
Sbirciate reciproche con sblocchi di account della durata di un battito.

Torni a scrivere a penna. Ma lo tieni per te. E sbirci dalla tua finestra.
Il tuo amore 1.0 che, forse, fa meno male della versione aggiornata.

Fuso orario

“Sono stati tanti i pomeriggi che ho passato a studiare.E la passione per lo studio non è mai esistita.Il voler finire i compiti subito ce l’avevo sin da bambino, così potevo giocare . Poi è arrivata lei. Il mio obbligo di studiare almeno due ore diventò più pesante e la voglia di vederla riempiva ogni tappo mangiucchiato delle penne. Da piccolo, se i miei uscivano di casa, accendevo il pc e pregavo che non facesse troppo casino nel caso rientrassero inaspettatamente. Quando arrivò lei, e io ero teoricamente più grande, appena ero solo a casa spostavo le lancette degli orologi un’ora avanti perché al loro rientro potessi dire di aver studiato il tempo giusto. I miei non avevano orologi da polso e il cellulare non era la prima cosa che veniva in mente. Per almeno cinque anni ho vissuto sul fuso orario di Helsinki, di Instanbul, di Beirut. Ed era ancora più bello rivederla dopo essere stato così fantasticamente lontano, anche se solo per qualche ora.”

Canzone del player aggiornata 😉

Lettera per il cambiamento

“Scriverti in un momento in cui non credo abbia senso, acquista tutto il suo significato più profondo. Diciamo di essere cambiati quando non stiamo cambiando più, e forse questo fa più incazzare. Fa più incazzare questo del fatto che si possa realmente essere cambiati e le persone del passato, che ritornano sempre in qualche modo, non se ne accorgono. O non vogliono accorgersene. Allora eccomi, a dirti che sono cambiato. Sentire il bisogno di sottolinearlo fa capire che le onde che mi spingevano sono ferme, che quando ci abituiamo a questa brezza modificatrice poi non possiamo più farne a meno. Perché ci sentiamo impotenti, inutili. Fermi. E’ davvero inutile essere fermi? Penso che tirare fuori i remi senza aspettare il vento possa essere una soluzione. Non mi vedi cambiato, e non lo sarò mai per te probabilmente. Ma non importa perché non sei più il mio specchio da molto tempo.”

Solitamente ho messo canzoni straniere, ma non posso esimermi dal mettere questa con questo post.

Se tu sapessi (La lettera di Edmund)

Perché tutto acquisti un senso maggiore,prima leggete le lettere di Edmund:

Prima lettera      Seconda lettera      Terza lettera

Cara Jeanne,

per te questa lettera è la prima, ma se tu sapessi quante altre volte ti ho scritto, ho cancellato parole, e ho buttato tutto via, mi prenderesti sicuramente per pazzo. Se tu sapessi le parole in più che ho detto soltanto perchè le tue non fossero le ultime ma le mie potessero abbracciare qualsiasi conclusione di un tuo discorso. Se tu sapessi i passi in più che ho fatto per far sì che le tue impronte sul fango o sulla neve non fossero sole nell’affrontare il freddo.  Se tu sapessi quanto di te ho parlato soltanto perché sapevo che mi avrebbe sicuramente strappato un sorriso il semplice farlo. Se tu sapessi i tentativi del mio cervello di soffocare il mio cuore, fino ad arrendersi e diventare una cosa sola alla fine di quell’inutile lotta.

Se tu non sapessi tutte queste cose io non sarei qui a scriverti senza cancellare, come amavo fare quando tutto era possibile.

The great ciofeca blog award

Era ovvio che seguissi masticone in una di queste battaglie!

http://masticone.wordpress.com/2013/02/23/the-great-ciofeca-blog-award/

False capacità

Il puro e semplice allargamento di prospettiva capace di includere una grande quantità di elementi non è indicatore di visione di insieme, perchè potrebbe essere espressione di superficialità e considerare realtà in termini superficiali perdendone i dettagli. La flessibilità non è prodotto di una acritica disponibilità ad accogliere stimoli esterni, che è invece indice di conformismo. La rapidità decisionale può nascere sia dalla capacità di gestire l’ansia che dall’incapacità di gestirla, nel caso in cui è frutto del desiderio di disfarsi del problema. (M. B.)

Assomiglia ad una di quelle diapositive che ti trovi a lezione, di quelle che ti fano sperare che almeno una frase sia valsa l’attesa. Nella lezione sull’attesa mi è capitata questa diapositiva. Può apparire ovvia, ma ovvia un corno. Penso ad alcuni modelli che avevo preso ad esempio, e mi chiedo se dietro le loro parole in grassetto non ci fosse un carattere minuscolo meno evidente.

 

Potendo volere, io ti ho voluta

Il miglior modo per perdere qualcosa è volerla troppo

Volere è potere. Volere e potere. Potendo volere, io ho voluto. Voler starti vicino, vedere le stesse cose, respirare gli stessi odori e camminare negli stessi spazi, è diventato un sentimento. Dapprima rinnegato, poi accettato, poi vissuto, poi sofferto, svelato, ricelato, vissuto di nuovo, messo in superficie, esposto, distrutto, ora galleggia. Ci si arriva a chiedere egoisticamente perché, com’è possibile che facendo tutto il possibile non sono io. Non sei tu. Non siamo noi. Ci si dimentica sempre che essere in due significa che anche l’altra persona voglia quelle cose, rimanendo intrappolati nel “a chi non piacerebbe” o “è palese quello che faccio”. E così ti ho voluta. Non ho mai fissato un limite per volerti perché non ti ho mai avuta. Volevo e non ti avevo, e ti volevo ancora. Dicono che il tempo è la cura, io ho voluto molto tempo prima di parlarti e il tempo è perso. Adesso che inspiegabilmente ti voglio ancora, continuo a perderti consapevolmente.

Risparmio,inquinamento e ricordi

“Caro amico mio, era da un pò che non ci scrivevamo. So che hai avuto una scossa di recente, ma conoscendoti sono spinto a pensare che hai lasciato di proposito una finestra aperta. Gli spifferi fanno ammalare, e tenere accesi riscaldamenti nello stesso momento fa sprecare soldi ed è inutile. Perché tieni sempre accesa quella luce, la stessa luce, anche se è giorno e non ne hai bisogno? Continui a tenere acceso il motore della macchina anche quando sei fermo perché <vuoi essere pronto ad ogni svolta improvvisa>. Lasci il computer, e non solo, in stand-by perché credi sia più facile che premere off. E continui a lavare più volte al giorno gli stessi panni che vedi sempre sporchi, mettendo la massima potenza, quando potresti buttarli e comprarne di nuovi. Non lasciare che le acque reflue dei tuoi ricordi si gettino nell’oceano inesplorato del tuo futuro senza aver installato un depuratore nel tuo cuore e nella tua mente.”

Scorpioni, rane e natura

Uno scorpione doveva attraversare un fiume, ma non sapendo nuotare, chiese aiuto ad una rana che si trovava lì accanto. Così, con voce dolce e suadente, le disse: “Per favore, fammi salire sulla tua schiena e portami sull’altra sponda.” La rana gli rispose “Fossi matta! Così appena siamo in acqua mi pungi e mi uccidi!” “E per quale motivo dovrei farlo?” incalzò lo scorpione “Se ti pungessi, tu moriresti ed io, non sapendo nuotare, annegherei!” La rana stette un attimo a pensare, e convintasi della sensatezza dell’obiezione dello scorpione, lo caricò sul dorso e insieme entrarono in acqua. A metà tragitto la rana sentì un dolore intenso provenire dalla schiena, e capì di essere stata punta dallo scorpione. Mentre entrambi stavano per morire la rana chiese all’insano ospite il perché del folle gesto. “Perché sono uno scorpione…” rispose lui “E’ la mia natura”

Ignorare la propria natura ferisce sé stessi e gli altri.

E’ importante chiarirsi – Comunicazione di servizio

Troverete nella barra delle pagine (autore, perché 12) una novità: Niente dubbi. Con un pò di ritardo forse, ma è utile chiarire meglio questo blog aldilà di come è nato. Per evitare fraintendimenti.

Cliccate qui giù o sopra (si non c’era bisogno di un link qui, ma per i più pigri…)

https://dodicirighe.wordpress.com/niente-dubbi/

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