Non è il tuffo, che mi spaventa. La prima volta che sprofondai senza volerlo fu quando mi scoppiò uno dei braccioli che avevo, facendomi fare una piroetta e restando con mezzo braccio e la mano a galleggiare a mo di boa e l’altra metà del corpo alla mercè del Mar Mediterraneo. Io gli occhi sott’acqua non li so aprire, brucia troppo. Il mare preferisco berlo dalla tua pelle quando esci dopo una nuotata e io ti aspetto sulla battigia perché mi prendo un sacco di tempo aspettando che l’acqua diventi a temperatura ambiente – come se un cameriere fittizio potesse offrirmela tra le opzioni. Cosa che non avviene mai. Bisogna immergersi, inutile aspettare. Ma gli occhi continuo a non volerli aprire, preferisco guardare il mare sottoforma di gocce che scivolano su di te. E l’acqua continuo a berla dalla tua pelle. Non è il tuffo, che mi spaventa. E così, per non bruciarmi e non affogare, resto sulla tua superficie.
Playlist aggiornata, buon ascolto! 😉

