“Sono stati tanti i pomeriggi che ho passato a studiare.E la passione per lo studio non è mai esistita.Il voler finire i compiti subito ce l’avevo sin da bambino, così potevo giocare . Poi è arrivata lei. Il mio obbligo di studiare almeno due ore diventò più pesante e la voglia di vederla riempiva ogni tappo mangiucchiato delle penne. Da piccolo, se i miei uscivano di casa, accendevo il pc e pregavo che non facesse troppo casino nel caso rientrassero inaspettatamente. Quando arrivò lei, e io ero teoricamente più grande, appena ero solo a casa spostavo le lancette degli orologi un’ora avanti perché al loro rientro potessi dire di aver studiato il tempo giusto. I miei non avevano orologi da polso e il cellulare non era la prima cosa che veniva in mente. Per almeno cinque anni ho vissuto sul fuso orario di Helsinki, di Instanbul, di Beirut. Ed era ancora più bello rivederla dopo essere stato così fantasticamente lontano, anche se solo per qualche ora.”
Canzone del player aggiornata 😉
