Interessi

​”Se gli interesso, 

scriverà per primo”

dissero entrambi.

E di nessuno 

si ebbe più notizia.

Continuarono 

le loro vite

incolpando l’altro 

del mancato gesto

ma rimanendo con le mani

vicine a quella bozza di “ciao”

che poteva portare lontano.

Non scrivi mai per me

“Perché non scrivi mai per me?”
mi chiedesti
facendomi la linguaccia
e scappando per farti prendere.
Ma tu non sai
quante cose ho scritto
guardandoti nel profondo degli occhi
senza aver bisogno di penna
quaderno
o tastiera.
E io continuo a correre
senza prenderti mai.

Chiavi e sogni

​Addormentati dopo di me

per vagare assieme nei miei sogni

poco dopo averli iniziati.

Tanto lo sai solo tu

che ogni notte

lascio la porta socchiusa

per farti entrare.

Altrimenti, inizia tu.

Tanto lo so solo io

che ogni notte 

lasci la tua chiave 

appesa con un filo a quella stella.

A duemila

Credimi,
ho provato a non andare a duemila dall’inizio.
Ma è un mio difetto di fabbrica
che non ho molta voglia di sistemare.
Anche se dovesse voler dire
rimanere intrappolato
in quella fiammata
mentre tu sei fuori
dal quel cerchio di fuoco
che mi guardi bruciare
con l’accendino
e la tanica in mano.

Cambio stagione

Ottobre piovoso
e i tuoni sovrastano
la musica del lettore mp3
e il battito del cuore.
Tu con le coperte
fino alla narice
lasciando intravedere
solo l’iride chiaro dei tuoi occhi.
Nient’altro.
Scoprirsi, mai.
La tua paura dell’amore
come quella per il temporale.

Playlist aggiornata, buon ascolto!

Beatitudini

Beati quelli che hanno un interruttore emotivo emozionale.
Beati quelli che sanno incolparsi da soli senza sentirsi colpevoli sul serio.
Beati quelli che hanno più scarpe che piedi da inserire.
Beati quelli che fanno innamorare senza innamorarsi, ed è colpa tua che hai capito male.
Beati quelli che immaginano ma restano coi piedi per terra come un tacchino.
Beati quelli che sanno essere infelici, se ne lamentano, ma perseverano felici.
Beati quelli che chiusa una porta si apre un portone, perché è evidente che hanno mazzi di chiavi che tu non hai.
Beati quelli che “ah ci fossero più persone come te”, ma non gli piaci lo stesso.
Beati quelli che ti dicono “è la vita” perché, tanto, non è la loro.
Beati quelli che non scrivono beatitudini perché pensano di essere beati.

Playlist aggiornata! La canzone ovviamente non è collegata al contenuto, ma ho scritto questo pezzo da “avvelenato” 😉

Appunti su amori estivi

Il problema di innamorarsi d’estate
è che spesso si confonde il calore delle emozioni per quella persona
col calore emanato dal sole.
E ci lasciamo bruciare, senza mettere creme.
Ma quando arriva l’autunno,
quel calore che viene dalla pelle
di chi pensavamo ci stesse scaldando il cuore,
non ha l’intensità che avevamo creduto fino a qualche tempo prima.
L’abbronzatura va via, ti spelli,
e restano solo i ricordi sulla tua pelle bianca
che si prepara a superare l’inverno,
aspettando le illusioni di un’altra estate.

Magnetismo

Lo strano magnetismo tra caratteri totalmente diversi. La curiosità di sensazioni estranee fino a quel momento. L’esplorazione reciproca. Attrazione. Proprio come funzionano le calamite. Si dice che gli opposti si attraggono, io aggiungo che non per forza sono destinati a restare uniti nonostante quella potente forza che li congiunge. Forse è quel piccolo spazio di libertà che hanno i poli simili che permette loro di camminare fianco a fianco senza sofforcarsi troppo, per vedersi nell’insieme. E se si avvicinano troppo, ecco che cambiano percorso, si scontrano senza toccarsi mai. Sono destinati forse a non essere una cosa sola. Rischiano di meno. C’è chi invece, come me, vive di collisioni magnetiche. Questo per dirti che, nonostante il tuo non essere d’accordo su queste mie contorsioni mentali triple-carpiate, è stata la somma di tutte le cose che non c’entravano assolutamente con me che ti ha reso così unicamente speciale e interessante ai miei occhi.

Playlist aggiornata! Buon ascolto!

Macchinetta (quindi straparlo)

Mi sveglio la mattina, ci sei tu a fianco e non voglio far rumore ma ti rigiri e capisco che stai rientrando nel mondo dei vivi comunque. Ti accarezzo i capelli, ti sfioro la mano, con mezzo occhio scruto la tua sottoveste nera ma fermo i pensieri che chissà dove andrebbero. Poi inizio a parlare a macchinetta, non mi fermo, ma che diavolo ho potuto pensare la notte prima tanto da doverlo comunicare con tanta urgenza? E in più odio parlare la mattina e odio dover ascoltare chi parla. Sarà che la notte prima mi sono svegliato, emozionato e non mi sono mai veramente riaddormentato. Avvicino l’orecchio tra la tua narice e il tuo labbro superiore (punto che considero intimo perché per arrivarci bisogna fidarsi e fare un po’ di strada) e ti sento respirare. Mentre faccio tutto questo, mi ricordo che neanche tu sopporti che ti si parli la mattina, che neanche tu hai voglia di parlare e vuoi che il mondo si faccia gli affari tuoi mentre tu scuoti la tua anima e i tuoi sogni che si spargono tra le lenzuola e il cuscino. Mi chiedo come mai non hai protestato, come mai non mi hai cacciato fuori dal letto a calci. Mi chiedi, con la voce da sonno, come mai ho parlato così tanto dato che odio la mattina. E io non lo so, lo so forse, dovrei partire a macchinetta di nuovo per spiegarlo. Arrossisco senza far rumore, ma tu anche se hai gli occhi chiusi, hai le orecchie attente e senti la mia emozione. Raccogliamo assieme i tuoi e i miei sogni sparsi sul letto, li mescoliamo, chiudo gli occhi anche io. E lascio parlare solo il cuore. Lui sa. E anche tu.

In vino brevitas

Eri buona come un vino rosso della migliore annata, dal valore inestimabile. Non mi sono mai chiesto quanti sommelier avessero avvicinato le loro labbra al tuo sapore, l’ho fatto anche io e basta, senza troppe domande o alcuna esperienza nel settore. Eri buona. Veramente buona. Mi sono inebriato, annegando dolcemente. Peccato che il vino rosso mi fa star male. Ma io lo sapevo, eccome se lo sapevo. Ma ti ho voluta lo stesso. Ora mi ritrovo a guardare quella bottiglia con un calice vuoto a fianco passando il dito sul bordo e aspettando che diventi l’aceto con cui condire le macerie di ciò che è stato e poteva essere.

Playlist aggiornata – la ascoltavo mentre scrivevo. Buon ascolto!

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