Intervista a Radio Radio

Ecco la mia intervista a Radio Radio all’interno del programma byNight Roma!
Buona visione e spero non vi annoierete (dura poco, di più sarebbe stato straparlare! 😉 )

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Righe, voce e musica (primo tentativo)

Premete play e chiudete gli occhi 😉
PS la cosa incredibile è che la narrazione registrata è avvenuta prima della scelta della musica, non è stata adagiata alla musica. Ma è stato il contrario.

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Piatto dopo piatto

Quella sera che ti portai a cena fuori, non avevo un’idea precisa dei tuoi gusti. Pesce, carne, frutta e verdura, dolce, salato. Scelsi un posto carino che conteneva un po’ di tutto e speravo con tutto me stesso che i miei piatti non fossero piccanti. Sia perché la mia sudorazione per l’emozione era ad alti livelli. E sia per. Beh, basta questo. Mi nascondevo dietro il menu, sperando che scegliessi me tra le varie opzioni, che volessi rischiare prendendo un universo a te sconosciuto, con un passato da raccontare e un futuro da scrivere assieme. E da raccontarci come passato in un futuro ancora più lontano. Ti limitasti ad ordinare un solo piatto inizialmente. Ché non si sa mai. Ci saremmo conosciuti un piatto alla volta, piatto dopo piatto. Parlavo io e mangiavi tu, mangiavo io e parlavi tu. Fui felice di vedere che arrivasti a scegliere il dessert e che, all’uscita del locale, mi dicesti “In realtà, non sono ancora sazia” “Neanche io”. E sapevo che, come me, non parlavi del cibo.

Presentazione Dodicirighe a Napoli!

Care amiche e cari amici,
dodicirighe si rimette in viaggio per questa prima tappa a Napoli giorno 15 Gennaio presso il NAlbero a Napoli!
Siateci, io ci sarò! 😉
Link all’evento: https://www.facebook.com/events/196078950863410/ , cliccate su parteciperò! 🙂

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Quando è sera

Quando è sera, stai per rientrare a casa a piedi e fai il giro più lungo per digerire.
E anche per passare sotto casa sua e vedere se ha la luce accesa (hai mangiato mezza patatina che hai digerito già col pensiero dopo 4 secondi in verità). E ti dici che, se è accesa, basta, è il momento di parlare e dire tutto quello che provi.
Hai bisogno di un segno, di una cosa aleatoria. Passi. E’ accesa.
mer.. allora devo proprio parlarle
Vedi la sua silhouette aggirarsi dietro le tende sottili. Una sagoma che osserveresti per ore anche nella posizione più scomoda per strada.
Sei proprio al portone, devi mantenere la tua promessa.
Sporgi la testa un po’ indietro per un ultimo controllo.
Spenta.

Beh dai, riproviamo domani.

Come faccio a saperlo?

Come faccio a sapere che sei tu quella giusta?
Perché ti dico cose senza senso. E confido agli amici che ti dico cose senza senso.
E la cosa pazzesca è che, sebbene io dica cose senza senso, non hai mai chiesto il significato delle mie frasi abbozzate e presentate a te come il collage di un bambino non molto portato per le arti.
Ma per me tutto questo ha un suo senso. Quale?
Semplice quanto incredibile: che mi rendi felice proprio come quel bambino che presenta la sua opera alla bambina per cui ha la cotta, e la guarda pensieroso, strofina le scarpe a terra per l’ansia, si tocca i capelli e si gratta il collo e lei gli risponde all’improvviso con un bacio sulla guancia senza dire altro.
Sei tu quella giusta.
Quella bambina, ora grande, che non dice altro.

Playlist aggiornata!

Baci rubati

Baci rubati da un letto a castello
io sulla sedia più alta di casa
tu sul materasso di sopra.
Io che passavo davanti alla mia stanza
mentre tu ti vestivi
e ti vestivi piano
e io passavo tante volte
per prendere cose mai esistite
da stanze inesistenti.
Mi hai preso la mano in treno,
fingevi di dormire
ma io ti amavo davvero.

Custodire

Mi interessa il tuo modo di pensare
e di vedere le cose.
Mi piace il modo in cui le assorbi
con le tue pupille,
le assapori con le tue labbra,
e le custodisci con quelle mani.
e le fai tue.
Mi piace che,
dopo tutto questo pensare, vedere e assorbire il mondo,
torni sempre ad assaporare le mie labbra
mi custodisci tra le tue mani
e mi fai tuo.

Dove ti vedo bene

Occhiali?
Lentine?
Laser?
Quanti gradi mi mancano?
Ti confesso
che non mi interessa
vederti da lontano.
Vieni qui,
dove sto indicando col dito.
E’ qui accanto a me
che ti voglio vedere
e ti vedo bene.

Pensi che

Pensi che
alzare il collo del maglione
fino quasi a coprire i tuoi occhi
mi impedisca
di baciarti
o che sottolineare la distanza
chilometricamentre abissale tra noi
mi faccia desistere
dal fare ore e ore di treno per venire da te?
In realtà non so risponderti ma,
nel frattempo che ci penso,
apri il portone che sono sotto casa tua.

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