Come faccio a saperlo?


Come faccio a sapere che sei tu quella giusta?
Perché ti dico cose senza senso. E confido agli amici che ti dico cose senza senso.
E la cosa pazzesca è che, sebbene io dica cose senza senso, non hai mai chiesto il significato delle mie frasi abbozzate e presentate a te come il collage di un bambino non molto portato per le arti.
Ma per me tutto questo ha un suo senso. Quale?
Semplice quanto incredibile: che mi rendi felice proprio come quel bambino che presenta la sua opera alla bambina per cui ha la cotta, e la guarda pensieroso, strofina le scarpe a terra per l’ansia, si tocca i capelli e si gratta il collo e lei gli risponde all’improvviso con un bacio sulla guancia senza dire altro.
Sei tu quella giusta.
Quella bambina, ora grande, che non dice altro.

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10 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. newwhitebear
    Dic 12, 2016 @ 22:11:19

    nessuno te lo può dire se è quella giusta. Solo la chimica dell’amore, irrazionale e soggettiva possono spiegarti l’arcano

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  2. ehipenny
    Dic 12, 2016 @ 22:33:53

    Che bella dedica! Probabilmente è davvero quella giusta allora 😉

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  3. Silver Silvan
    Dic 13, 2016 @ 14:25:39

    Si sa sempre, che è quella giusta.

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  4. agrumiviaggiatrice
    Dic 13, 2016 @ 17:03:36

    Che dolcezza!

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  5. Antippa
    Dic 13, 2016 @ 22:23:13

    L’incertezza dell’uomo fa dubitare che possa non esserlo, ma dentro il cuore di ognuno di noi c’è qualcosa di irrazionale che ha più certezze di tutto il mondo.
    Chissà se la sintassi italiana è rispettata in questo commento.

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  6. Silver Silvan
    Dic 18, 2016 @ 00:07:11

    Uno, due, tre, hop.

    Due nanetti partono con le rispettive mogli per il weekend. Arrivati in hotel, cenano e poi si ritirano nelle loro camere, l’una accanto all’altra. Dopo una decina di minuti si sente distintamente il nanetto della camera accanto che esclama: “Uno, due, tre, hop!”. Dopo dieci minuti, di nuovo, si sente: “Uno, due, tre, hop!”. L’amico guarda sconsolato la moglie accanto, già addormentata e per tutta la notte è costretto a sentire più volte la fatidica esclamazione: “Uno, due, tre, hop!”. Il giorno dopo, incontrando l’amico, gli fa l’occhiolino e gli dice: “Ci siamo dati da fare, stanotte, eh?”. E l’altro ribatte: “Ma taci, ho passato la notte a cercare di salire sul letto!”.

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  7. Silver Silvan
    Dic 28, 2016 @ 21:09:59

    Il giro più lungo per digerire è veramente da anziano! Va bene che è passato un altro anno, ma è ancora giovane, che diamine.

    Buon anno!

    Rispondi

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