La mia unica arma

“Ascoltami, ti prego non fermarmi stavolta. Io, io devo dirtelo. Non sono bravo in queste cose: ho passato le ultime settimane chiedendo ad amici come potevo conquistarti, consultando siti web e forum pieni zeppi di tattiche da Risiko. Enciclopedie per capire le donne, concludendo che non capivo me stesso prima di tutto. E ogni volta che volevo scriverti mi trattenevo perchè -dovevo farmi desiderare- e se mi scrivevi -dovevo fare il distante-. Io, io non sono così, i piani di occupazione del cuore altrui in modalità -guerra da trincea- mi fanno sentire inadeguato. Mi fanno sdoppiare, mi fanno tornare a casa e chiudere il telefono in cassaforte e ripetere mantra da playboy quale non sono. Non ho strategie. Io sono così e la mia unica arma è dirti che mi piaci, che voglio stare con te. Tornerò indietro sui miei passi se non mi vorrai ma almeno non raccoglierò brandelli del mio vero cuore sparsi in un campo di battaglia con un finto me vestito da soldato.”

Playlist aggiornata! 😉

Indifferente-mente

“Passami davanti come se niente fosse, come se mai ti avessi incontrato in vita mia.
Al massimo una stretta di mano, niente di più. Come se non ti avessi mai sfiorato.
Parlami di luoghi comuni, di com’è il tempo e delle mezze stagioni.
Camminami vicino, come se non avessi mai sentito il rumore dei tuoi passi.
Sorridimi, come se non conoscessi le fossette sul tuo viso.”

Stava scrivendo queste righe su di lei, che era di emozioni recenti, quasi cementificate ma ancora con cartelli che ne ricordavano la pericolosità, ed ebbe un flash. Aprì un cassetto, rovistò un pò e ritrovò dei fogli. Eccolo, era lì. Le stesse identiche parole. Persone diverse, che avevano dato emozioni diverse. Con fossette diverse. Ma che lo avevano portato a scrivere le stesse cose. La sua volontà di staccarsi dai passati amori era tradita dall’inchiostro dei suoi pensieri. E dalla sua mente falsamente indifferente che mentiva indifferentemente.

Playlist aggiornata! (:

Sfigurare

“Ho continuato a testare nella mia mente il suono dei nostri nomi messi uno accanto all’altro non percependone la cacofonia. Ne ho invertito l’ordine delle lettere per scoprire eventuali messaggi criptati che mi indicassero una strada da percorrere. Ho continuato a visualizzare quei tuoi occhi, quei tuoi sorrisi e quei tuoi bracciali strani. E sapevo che avrei corso più veloce della luce anche solo per sfiorare involontariamente la tua pelle vellutata che emanava quel profumo silenzioso. Mille volte ti ho incrociata, e mille volte ancora avrei voluto farlo. Un cuore da sfamare col cervello, questo ero diventato. Sapevo di mentire dicendo la mia verità. Ho rischiato gettando l’ancora, ancora in mare aperto e senza approdo sicuro. Con tutte le donne che ho incontrato ho fatto belle e cattive figure. Con te,come vedi,ne ho fatte di retoriche. E quella che ha mosso tutto, più di ogni altra, ha un sapore di ossimoro: il forte debole che avevo per te”

Playlist aggiornata! 😉

Gesti

Il ritorno di lei a breve aveva segnato i suoi pensieri. “Oggi lezione alle nove; lei arriva tra 20 giorni.” “Comprare il salame; lei arriva tra 16 giorni.” “Consegnare le pratiche; lei arriva tra una settimana” E così via. La rivide all’ingresso del locale. Era bella senza un perché. Lui aveva deciso di dichiarare i suoi sentimenti in mezzo a quel caos di alcool,musica che odiava e incapacità di ballare. -Tu mi piaci!- -Eh?Non ti sento!- -Mi piaci tanto!- -Vuoi un guanto?!- Il caso voleva che mesi prima gli avesse insegnato alcune frasi nel linguaggio dei segni. E una di quelle era “A me piace”. Quel movimento delle sue mani indirizzato verso di lei trasmise onde più potenti dell’amplificatore più grande del mondo. Sperava che l’alzata di spalle come risposta volesse dire “anche io da sempre” o “scappiamo assieme” in quella lingua che lui poco conosceva. Ma purtroppo alcuni gesti, qualunque sia il vocabolario a cui appartengono, hanno un significato universale.

Playlist aggiornata con una nuova canzone!

Apparenza e trasparenza

“Non hai mai apprezzato le bugie bianche. Nemmeno io forse. No, non è vero, per me erano un’arma che serviva a non sentirmi troppo colpevole. La somma di tutta questa bianchezza mi ha reso di pallore cadaverico. E ne ero consapevole. Non so se questa mia debolezza sia stata peggio del non sentirsi nemmeno un millimetro di melma peccamonosa di errori e sguazzare nella propria testa per aria. Così vuota che potevo vederti attraverso, senza buccia da rimuovere per essere commestibile. Ho creduto di essere migliore perché riconoscevo i miei errori, ti facevo toccare questa copertina rigida di sbagli e potevi passarci sopra la mano per leggere le lettere impresse sopra. Perché pensavo che anche quello fosse amore. Pensavo che per amarsi bisognava essere complementari in tutto, e invece si era solo così diversi da non riuscire nemmeno a colmarsi a vicenda. Tu, così limpida a prima vista e successive. Ma poi ho scoperto che la trasparenza inganna.”

Playlist aggiornata con una nuova canzone 😉

Sguardi e ricordi

Era di fronte a quel portone del settimo piano. Non si vedevano da 15 anni e quando lei lo aprì, sentì quel profumo di mobili e ricordi. Da sempre indifferente all’arredamento, per la prima volta notò dei cambiamenti nel mobilio. Fece un’evidente smorfia di nostalgia. Lei lo guardò, e distolse gli occhi sorridendo. Assaggiò dei dolci che gli aveva preparato. In passato, non badava ai sapori di ciò che lei cucinava. Riconobbe la cannella e lo disse. Lei lo guardò, e distolse gli occhi sorridendo. Parlarono, anche delle loro relazioni (alcune ingigantite per testare la bizzarra gelosia di chi si era amato e perso). Andò a lavarsi le mani sporche di cioccolato e imbarazzo. Si fermò davanti alla stanza da letto ed entrò: nessun peluche dei vecchi tempi e i jeans erano diventati tailleurs. Notò un mobiletto con delle foto. Ebbe un sussulto. -Ma… ma quello sono io!… credevo che…- Si voltò e la vide appoggiata alla porta. Ma lei lo guardò, e distolse gli occhi sorridendo.

Ultima canzone della playlist aggiornata! 😉

Ringraziamenti!

Ok ancora non sono riuscito a incollare il mitico fiocco di Betty e neanche ricambiare il caro Ian per avermi menzionato tra i suoi blog ispiratori (ringrazio entrambi e ci riuscirò, promesso!) Colgo comunque l’occasione per ringraziare il sito net-parade.it per avermi premiato come blog di qualità!

Ovviamente esiste un link codificato da aggiungere al blog lateralmente, ma non avendone idea, mi limito a linkare la pagina web qui sotto!

Grazie ancora a tutti coloro che mi seguono, a presto un nuovo post! 🙂

Curi

http://www.net-parade.it/attestato_riconoscimento.aspx?sito=dodicirighe.wordpress.com&t=9

Più di dodicirighe che non volevo evitare

Solitamente non tratto temi di attualità nel vero senso della parola, non per indifferenza, ma per filone di tematiche del blog. Oggi non posso, non me la sento. Nella mia vita ho formato questa coscienza e questo forte pensiero di lotta contro le mafie. Mi autorizzo a scrivere perché queste parole vengono dal cuore, nel giorno dell’anniversario della strage di Capaci dove morì il giudice Giovanni Falcone, la moglie e degli agenti di scorta. Non sono le righe che vi aspettereste da questo blog, ma per una volta farò a meno di interessarmi allo stile di scrittura e di emozioni di romanticismo struggente. E’ un desiderio di condivisione con voi lettori. So che Falcone non è l’unico ad essersi sacrificato, ma che questo post possa far pare del mio blog lo sento come qualcosa che voglio in questo momento. Anche per tutti coloro che si sono sacrificati e si sacrificano.

Concludo con alcune parole che ho buttato giù, sull’onda dell’emozione, ieri sera:

“Facendo zapping, su Rai1 ho visto che c’è un film su Giovanni Falcone, e mi è venuto da pensare-come ogni giorno in un modo o in un altro-alla mafia, all’atteggiamento mafioso. Ho guardato fuori e forse mai troppo bene i miei comportamenti. Io sono la mafia quando mi viene da pensare di far parcheggiare in doppia fila per un mio piacere; io sono la mafia quando mi viene in mente di saltare una coda perché mi annoio e me ne frego; io sono la mafia quando sono in una posizione di vantaggio e la uso per legare a me chi ha bisogno; io sono la mafia quando vedo un’ingiustizia e penso “mi faccio i cazzi miei và”; io sono la mafia quando dico agli altri “vabbò che te ne frega”, screditando chi si vuole impegnare per il bene pubblico; io sono la mafia quando nessuno di questi pensieri mi fa vergognare.”

Vi lascio con le parole della vedova dell’agente di scorta Schifani, che mi fa sempre venire lacrime di rabbia. Un favore personale: guardatelo.

Il vostro Curi

Senza bisogno di righe (o quasi)

Prendetevi 6 minuti e 40 secondi, anche se lo conoscete già (i 7 secondi in più rispetto al video sono per leggere questo e premere play)

http://www.dailymotion.com/video/xx5d23_paperman-full-animated-short-film-vo-hd_shortfilms

Croste mentali

Era da un po’ che avevi spaccato la porta del mio quieto vivere e avevi tirato due schiaffi al mio comodo torpore. E qualche mese dopo mi hai spinto, facendomi di nuovo cadere dalla scala a chioccola delle mie ossessioni romantiche e struggenti. Mi sono fatto male, ero pieno di graffi e sbucciature. E son venute le croste. Non volevo realmente dimenticarti e così, mentre continuavo a medicarmi con disinfettanti di -ormai è passato-, quando nessuno guardava e non mi guardavo nemmeno io, mi grattavo. E un pò di sangue ogni tanto ritornava, e le cicatrici mi sono rimaste. Sei ritornata e ho fatto finta che nulla fosse successo. Non so se hai notato i miei segni che ho sempre sperato fossero momentaneamente indelebili, ma sei riuscita a ferirmi di nuovo negli stessi punti. E se sono ancora qui a scrivere di te è perché con le dita di una mano compongo e con quelle dell’altra continuo a impedire alla mia pelle di rigenerarsi e dimenticarti.

Playlist aggiornata, come sempre 😉

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