Più di dodicirighe che non volevo evitare


Solitamente non tratto temi di attualità nel vero senso della parola, non per indifferenza, ma per filone di tematiche del blog. Oggi non posso, non me la sento. Nella mia vita ho formato questa coscienza e questo forte pensiero di lotta contro le mafie. Mi autorizzo a scrivere perché queste parole vengono dal cuore, nel giorno dell’anniversario della strage di Capaci dove morì il giudice Giovanni Falcone, la moglie e degli agenti di scorta. Non sono le righe che vi aspettereste da questo blog, ma per una volta farò a meno di interessarmi allo stile di scrittura e di emozioni di romanticismo struggente. E’ un desiderio di condivisione con voi lettori. So che Falcone non è l’unico ad essersi sacrificato, ma che questo post possa far pare del mio blog lo sento come qualcosa che voglio in questo momento. Anche per tutti coloro che si sono sacrificati e si sacrificano.

Concludo con alcune parole che ho buttato giù, sull’onda dell’emozione, ieri sera:

“Facendo zapping, su Rai1 ho visto che c’è un film su Giovanni Falcone, e mi è venuto da pensare-come ogni giorno in un modo o in un altro-alla mafia, all’atteggiamento mafioso. Ho guardato fuori e forse mai troppo bene i miei comportamenti. Io sono la mafia quando mi viene da pensare di far parcheggiare in doppia fila per un mio piacere; io sono la mafia quando mi viene in mente di saltare una coda perché mi annoio e me ne frego; io sono la mafia quando sono in una posizione di vantaggio e la uso per legare a me chi ha bisogno; io sono la mafia quando vedo un’ingiustizia e penso “mi faccio i cazzi miei và”; io sono la mafia quando dico agli altri “vabbò che te ne frega”, screditando chi si vuole impegnare per il bene pubblico; io sono la mafia quando nessuno di questi pensieri mi fa vergognare.”

Vi lascio con le parole della vedova dell’agente di scorta Schifani, che mi fa sempre venire lacrime di rabbia. Un favore personale: guardatelo.

Il vostro Curi

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18 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. Veronica Adriani
    Mag 23, 2013 @ 14:16:28

    Un noto politico, qualche anno fa, disse “la mafia non esiste”. Bene, la mafia non solo esiste, ma è uno stato mentale. E lo è per tutte le ragioni che hai detto tu. E prima che esca dal DNA degli italiani (e non), purtroppo, dovranno passare ancora molti, molti anni. Grazie di questo post.

    Rispondi

    • Curi
      Mag 23, 2013 @ 14:19:40

      Grazie a te per non farmi sentire solo in questo pensiero 😉
      Io credo che, come Falcone diceva, la mafia è un fatto umano e, come tale, può essere sconfitto!

      Rispondi

  2. RigelGrace
    Mag 26, 2013 @ 13:34:35

    Il video di Rosaria Schifani mi fa venire i brividi ogni volta che lo guardo. Una donna distrutta dal dolore che si sforza per leggere qualcosa che forse non ha scritto nemmeno lei, per poi scoppiare e urlare “Non ce n’è Amore! Non c’è Amore per niente!”. Io credo che questo filmato sia la metafora più chiara e più tremenda di cosa sia la Mafia e di che ferita abbia comportato nel nostro Paese, ma, allo stesso tempo, rappresenta anche uno dei messaggi più forti mai lanciati in grado di infondere un senso di coscienza in tutti noi e per farci capire, una volta per tutte, che la Mafia non è solo “Cosa Loro”, ma è anche “Cosa Nostra”, “Cosa” di tutti noi. In fondo, cosa c’è di più potente di una donna, una vedova che in realtà è solo una ragazzina, che, piangendo, chiede ai suoi carnefici di “inginocchiarsi” davanti a lei per chiedere perdono?

    Rispondi

    • Curi
      Mag 26, 2013 @ 13:46:59

      Come avevo scritto, anche io provo emozioni di rabbia guardando quel video. Ma anche di voglia di riscatto e di miglioramento per il mio Paese. Sappiamo tutti che una persona può statisticamente contare poco, ma se tutti nel nostro piccolo facessimo qualcosa, non ricordassimo soltanto ma usassimo queste tragedie per imparare e agire, allora al diavolo la statistica e tutto sarebbe più reale. Un video recente che ho visto intervistava un magistrato di Caltanissetta, che concludeva con parole molto dure “siamo riusciti ad abbattere il muro dell’omertà di cosa nostra, ma non quello delle istituzioni”. E io dico, anche di una parte della gente comune. Non smetto mai di sperare e agire, e leggere queste tue righe non fa altro che aiutarmi a sentirmi più “potente”, come scrivevi, di fronte a questa piaga.
      Grazie di cuore Rigel

      Rispondi

      • RigelGrace
        Mag 26, 2013 @ 13:58:32

        Sì, io credo che ciò che è veramente fondamentale è fare e diffondere cultura, raccontare storie, ricordare e costruire una memoria collettiva, a costo di risultare ridondanti o stucchevoli. La cultura abbatte l’ignoranza, l’omertà e il disinteresse, la cultura è in grado di abbattere la mafia e la criminalità! Non è un caso, infatti, che oltre a molti magistrati, politici e poliziotti, siano stati uccisi altrettanti intellettuali, giornalisti e sacerdoti. La parola è più potente di un’arma da fuoco, di questo ormai sono completamente convinta! E’ in questo modo che, alla fine, persone come Falcone, Borsellino, Peppino Impastato, Don Pino Puglisi, Giancarlo Siani, Rosaria Schifano e tanti tanti altri risultano comunque essere i vincitori di questa guerra, nonostante gli enormi sacrifici subiti.

      • Curi
        Mag 26, 2013 @ 14:09:06

        Sono d’accordo, la cultura della legalità – iniziata già da età giovane – può veramente creare forti radici e contagiare chi ci è intorno. Sono contento che esistano associazioni come Libera che sono diffuse nel territorio e con molte iniziative fanno toccare con mano e sentire con le orecchie ciò che accade. In barba a chi dice che la mafia non esiste, è pura cecità.

      • RigelGrace
        Mag 26, 2013 @ 14:23:53

        O pura collusione 😉

    • Curi
      Mag 26, 2013 @ 14:36:43

      eh già!
      ero riuscito a scriverti una domanda su ask.fm ma mi è morto lo schermo! :\ comunque ero contento di sentire la tua passione e mi chiedevo da dove fosse nata 😉

      Rispondi

      • RigelGrace
        Mag 26, 2013 @ 17:12:15

        Ti rispondo qua o su Ask? Beh, adesso ti rispondo qua, tanto sempre di antimafia si parla, no? 🙂

        Allora, diciamo che di preciso non mi ricordo quando questa passione sia nata, perché più o meno ce l’ho sempre avuta! Fortunatamente, nella mia famiglia e nella zona in cui abito è molto sentito l’argomento e quindi negli ultimi anni ho avuto modo di partecipare a molti convegni e a molti spettacoli inerenti al tema, sia per quanto riguarda mafia e camorra radicate nel sud, sia per quanto riguarda una mafia molto più vicina a noi, che abita nei nostri paesi, che acquisisce appalti nei nostri comuni e che specula sui nostri bisogni come, esempio molto recente, la ricostruzione post terremoto. Io sono emiliana, appartenente a una regione che fino a poco tempo fa era considerata una specie di “isola felice”, in proposito. Eppure, ad un’analisi più attenta, anche qui nella “civilissima” Emilia emergono dati preoccupanti su infiltrazioni criminali nelle attività economiche, episodi di riciclaggio, usura e racket chiaramente a stampo mafioso, camorrista e ‘ndranghetista.

        Sempre a proposito della mia educazione all’antimafia, dovrei ringraziare anche la mia scuola, che mi ha permesso di proseguire un percorso annuale all’insegna di questa materia e di incontrare e intervistare molte personalità che svolgono o hanno svolto un’attività importante in questo senso, fra cui anche magistrati come Antonio Ingroia e Giuseppe Ayala. Fra tutti, però, l’incontro che mi è rimasto più nel cuore è quello con Giovanni Impastato, fratello di Peppino; guardarlo negli occhi e sentirlo parlare di suo fratello e di sua madre, Felicia, sarà un’esperienza che non potrò mai dimenticare. 🙂

      • Curi
        Mag 26, 2013 @ 17:26:53

        Sono piacevolmente sorpreso che questo problema sia sentito anche nella tua terra Emiliana. Io sono del sud, per cui diciamo che si sente parecchio – e si fa finta di vedere parecchio. Ormai da decenni questo fenomeno si è spostato ovunque, anche al nord (non a caso avevo creato un gruppo su fb sulla mafia nelle regioni settentrionali). Sono mlto contento che la tua scuola vi abbia dotato di queste testimonianze molto importanti, che possano colpire.
        Coincidenza vuole che Giovanni Impastato venne nella mia scuola a parlare, e mi colpì. Tanto che quando una seconda volta venne per un corteo in città sfilai anche io in mezzo agli altri con lui.

        Ciò che hai scritto mi fa davvero piacere, lo dico col cuore. E’ un argomento che ho sempre sentito molto forte, e quando sono andato all’estero è stato difficile abbattere i pregiudizi. Già quando studiavo all’uni a Milano, pensa! (:

      • RigelGrace
        Mag 27, 2013 @ 18:36:01

        Tu sei siciliano, per caso? (:

      • Curi
        Mag 27, 2013 @ 18:36:55

        poco poco più a nord est 😉

      • RigelGrace
        Mag 27, 2013 @ 18:37:57

        Calabrese? O Campano? 😀

      • Curi
        Mag 27, 2013 @ 18:40:31

        calabrese (: in effetti potevo essere un pò tutto 😀
        dovrebbe esserci sulla pagina fb di dodicirighe qualcosa sul “fantomatico” Curi (puoi presentare reclami o lamentele eventualmente! :D)

      • RigelGrace
        Mag 27, 2013 @ 18:48:19

        Uuuh! Divento subito una fan… 😉 Ma… sei un papà? 😀

      • Curi
        Mag 27, 2013 @ 18:49:36

        no no, sono ancora giovane! (:

      • RigelGrace
        Mag 27, 2013 @ 18:50:36

        Allora ho frainteso la tua immagine di copertina 😛

      • Curi
        Mag 27, 2013 @ 18:53:02

        si in effetti è fraintendibile 😀 mi ha detto l’autore che dovrebbe esserti arrivato un messaggio di benvenuto nella cartella “other” 😉

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