Baci rubati

Baci rubati da un letto a castello
io sulla sedia più alta di casa
tu sul materasso di sopra.
Io che passavo davanti alla mia stanza
mentre tu ti vestivi
e ti vestivi piano
e io passavo tante volte
per prendere cose mai esistite
da stanze inesistenti.
Mi hai preso la mano in treno,
fingevi di dormire
ma io ti amavo davvero.

Custodire

Mi interessa il tuo modo di pensare
e di vedere le cose.
Mi piace il modo in cui le assorbi
con le tue pupille,
le assapori con le tue labbra,
e le custodisci con quelle mani.
e le fai tue.
Mi piace che,
dopo tutto questo pensare, vedere e assorbire il mondo,
torni sempre ad assaporare le mie labbra
mi custodisci tra le tue mani
e mi fai tuo.

Dove ti vedo bene

Occhiali?
Lentine?
Laser?
Quanti gradi mi mancano?
Ti confesso
che non mi interessa
vederti da lontano.
Vieni qui,
dove sto indicando col dito.
E’ qui accanto a me
che ti voglio vedere
e ti vedo bene.

Pensi che

Pensi che
alzare il collo del maglione
fino quasi a coprire i tuoi occhi
mi impedisca
di baciarti
o che sottolineare la distanza
chilometricamentre abissale tra noi
mi faccia desistere
dal fare ore e ore di treno per venire da te?
In realtà non so risponderti ma,
nel frattempo che ci penso,
apri il portone che sono sotto casa tua.

Interessi

​”Se gli interesso, 

scriverà per primo”

dissero entrambi.

E di nessuno 

si ebbe più notizia.

Continuarono 

le loro vite

incolpando l’altro 

del mancato gesto

ma rimanendo con le mani

vicine a quella bozza di “ciao”

che poteva portare lontano.

Non scrivi mai per me

“Perché non scrivi mai per me?”
mi chiedesti
facendomi la linguaccia
e scappando per farti prendere.
Ma tu non sai
quante cose ho scritto
guardandoti nel profondo degli occhi
senza aver bisogno di penna
quaderno
o tastiera.
E io continuo a correre
senza prenderti mai.

Chiavi e sogni

​Addormentati dopo di me

per vagare assieme nei miei sogni

poco dopo averli iniziati.

Tanto lo sai solo tu

che ogni notte

lascio la porta socchiusa

per farti entrare.

Altrimenti, inizia tu.

Tanto lo so solo io

che ogni notte 

lasci la tua chiave 

appesa con un filo a quella stella.

A duemila

Credimi,
ho provato a non andare a duemila dall’inizio.
Ma è un mio difetto di fabbrica
che non ho molta voglia di sistemare.
Anche se dovesse voler dire
rimanere intrappolato
in quella fiammata
mentre tu sei fuori
dal quel cerchio di fuoco
che mi guardi bruciare
con l’accendino
e la tanica in mano.

Cambio stagione

Ottobre piovoso
e i tuoni sovrastano
la musica del lettore mp3
e il battito del cuore.
Tu con le coperte
fino alla narice
lasciando intravedere
solo l’iride chiaro dei tuoi occhi.
Nient’altro.
Scoprirsi, mai.
La tua paura dell’amore
come quella per il temporale.

Playlist aggiornata, buon ascolto!

Beatitudini

Beati quelli che hanno un interruttore emotivo emozionale.
Beati quelli che sanno incolparsi da soli senza sentirsi colpevoli sul serio.
Beati quelli che hanno più scarpe che piedi da inserire.
Beati quelli che fanno innamorare senza innamorarsi, ed è colpa tua che hai capito male.
Beati quelli che immaginano ma restano coi piedi per terra come un tacchino.
Beati quelli che sanno essere infelici, se ne lamentano, ma perseverano felici.
Beati quelli che chiusa una porta si apre un portone, perché è evidente che hanno mazzi di chiavi che tu non hai.
Beati quelli che “ah ci fossero più persone come te”, ma non gli piaci lo stesso.
Beati quelli che ti dicono “è la vita” perché, tanto, non è la loro.
Beati quelli che non scrivono beatitudini perché pensano di essere beati.

Playlist aggiornata! La canzone ovviamente non è collegata al contenuto, ma ho scritto questo pezzo da “avvelenato” 😉

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