I ragazzi delle elementari prendono in giro le compagne quando sono interessati, prendono in giro chi sta con le femmine. I ragazzi delle elementari scappano all’uscita di scuola e si girano a guardare le compagne facendo la linguaccia. I ragazzi delle elementari danno un bacio sulla guancia e i genitori battono le mani felici e sorridono, mentre loro non capiscono.
I ragazzi delle medie iniziano a non prendere in giro chi sta con le ragazze ma prendono comunque in giro le ragazze con l’umorismo per farsi piacere. Iniziano a sfiorarle sentendo le farfalle nello stomaco che hanno ali ancora troppo piccole. I ragazzi delle medie accompagnano per un pezzo di strada le ragazze con lo zaino su una spalla, per fare i duri, e tornano a casa con le contratture, mentre le ragazze sorridono facendosi notare. I ragazzi delle medie danno il primo bacio e chiedono se è piaciuto, se si fa così e hanno il chewing gum per coprire la puzza di fumo che fa tanto trasgressione. Gli studenti del liceo vengono in motorino e danno passaggi, poi hanno la macchina e portano alle feste. I ragazzi del liceo saltano la scuola, occupano classi e si fanno eleggere per parlare col megafono e le ragazze li ascoltano. I ragazzi del liceo baciano seduti sul sellino o sui sedili davanti separati solo dalla leva del cambio e dalla paura. I ragazzi dell’università possono scegliere, sono fuori sede o meno, hanno soldi da gestire e non devono aspettare che i genitori siano fuori per fare una festa solo per invitare quella che vogliono ma devono invitare altre 30 persone per non farlo capire. I ragazzi dell’università baciano mentre sottolineano libri di 300 pagine o al portone di casa guardando e agognando un invito.
E poi? E io? Non ho una risposta. Siamo tutti un po’ o per nulla questi ragazzi. So che quando li guardo e ci guardo, mi fa sorridere sentirmi allo specchio. E mi chiedo adesso che ragazzo fossi stato alle elementari, alle medie, al liceo e all’università. E, mentre me lo chiedo, sorrido per le mie e le contratture di tutti noi.