Il miglior modo per perdere qualcosa è volerla troppo
Volere è potere. Volere e potere. Potendo volere, io ho voluto. Voler starti vicino, vedere le stesse cose, respirare gli stessi odori e camminare negli stessi spazi, è diventato un sentimento. Dapprima rinnegato, poi accettato, poi vissuto, poi sofferto, svelato, ricelato, vissuto di nuovo, messo in superficie, esposto, distrutto, ora galleggia. Ci si arriva a chiedere egoisticamente perché, com’è possibile che facendo tutto il possibile non sono io. Non sei tu. Non siamo noi. Ci si dimentica sempre che essere in due significa che anche l’altra persona voglia quelle cose, rimanendo intrappolati nel “a chi non piacerebbe” o “è palese quello che faccio”. E così ti ho voluta. Non ho mai fissato un limite per volerti perché non ti ho mai avuta. Volevo e non ti avevo, e ti volevo ancora. Dicono che il tempo è la cura, io ho voluto molto tempo prima di parlarti e il tempo è perso. Adesso che inspiegabilmente ti voglio ancora, continuo a perderti consapevolmente.
