Mezzi

Era indeciso. Come sempre. Non si trattava della scelta tra un “si” o un “no”. Non era la scelta del vestito, del profumo, nemmeno delle parole. La scelta difficile era come: come raggiungerla? Sembra una domanda stupida al giorno d’oggi: rapporto qualità/prezzo, statistiche sulla sicurezza e feedback di altri clienti. Ma per lui non era così. Esclusa la nave, la scelta era tra aereo o treno. “In aereo arriverei subito e non vedo l’ora di rivederla, il finestrino è così piccolo che non c’è abbastanza spazio per fantasticare; col treno ci impiegherei un pò di più, ma avrei il tempo di ambientarmi all’idea di rivederla, ricordare i bei momenti, immaginarci in uno di quei paesaggi che passano davanti ai miei occhi.Potrei prenotare il ritorno in aereo così, se va male o se va bene, non avrei il tempo di dannarmi o avere nostalgia. O forse la velocità è solo un palliativo temporaneo e avrei bisogno del treno per dimenticare o assaporare, a seconda dell’esito. Che fare?”

Mente, occhi, cuore e ragione.

Albert aveva atteso tanto. Il suo cervello non voleva risposte. Ma la mente, mente.
Arrivò a fare idiozie: darsi delle scadenze. “Se non mi risponde entro tre giorni, è finita”. Ma arrivato il giorno, tutto slittava per giustificazioni anche surreali: “saranno arrivati gli alieni dalle sue parti”, “non avranno inventato la penna”, “si è tagliata tutte le dita della mano”.
Ma in fondo la cosa che gli faceva più male non era l’assenza di parole stampate che suggerissero un suo interesse, ma l’aver compreso a distanza di tempo che l’aveva dipinta con gli occhi che non aveva più avuto da molto.Gli occhi lucidi, gli occhi dello sguardo “da pesce lesso”.  Gli occhi che non voleva più avere.
Gli occhi del cuore.

Il cuore conosce ragioni che la ragione, in fondo, conosce da sempre.

Pioggia

Era sotto l’ombrello di un autunno piovoso che era nata quella strana sensazione. Lei, ingenua, si lasciava scostare i capelli dagli occhi e accarezzare le mani. Lui, ingenuo, percorreva con le dita i contorni del suo viso come un pittore senza sapere che stava dipingendo qualcosa di importante.

Dopo anni si ritrovavano sotto la pioggia, una pioggia diversa, pesante e tagliente.
“So cosa vuoi fare”, disse, “fallo e basta”.
“Come puoi saperlo?”

“Dicevi sempre che <l’uomo che ama davvero una donna non le dice di non piangere, ma sostiene le sue lacrime offrendo la sua spalla e la sua mano>. Per questo so cosa significa incontrarci in questo giorno di pioggia questa volta”

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