Martellate (Metallo)


“Non correre, ti prego”. Le scarpe col tacco, miste alla pioggia, erano un’arma pericolosa anche per una ragazza agile come lei. All’andata la corsa era di eccitamento per la cena, ma ora era diversa. “Non posso fermarmi, vai veloce” “Ti prego, non avercela con me”. Una frase che a lui suonava davvero come una martellata dopo il suo -no- secco che rimbombava nelle sue orecchie e nel suo petto. Il convenevole del “Voglio che restiamo amici” unito al “Cosa posso fare per farmi perdonare” non facevano altro che accelerare il processo di indurimento. Quando la rivide molto tempo dopo,il ricordo di quelle parole stava per sfondare il suo cuore che nel tempo si era rivestito di metallo che, seppur respingeva i colpi, li faceva vibrare nelle sue vene. E ogni volta che la rivide in futuro, il martello mentale dei ricordi non si faceva attendere, scatenando un terremoto di emozioni che per tutta la vita avrebbero scosso quel metallo di dubbia fattura.

Playlist aggiornata! 😉

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36 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. vespina83
    Gen 25, 2014 @ 12:46:38

    Che ricordi hai mosso!!!! 🙂

    Rispondi

  2. lesfumaturedelmondo
    Gen 25, 2014 @ 13:34:13

    Non mi piace quel metallo.
    Infatti lo ritieni discutibile anche tu…tra le (dodici) righe.

    Rispondi

  3. fulvialuna1
    Gen 25, 2014 @ 13:44:30

    Se è un metallo di dubbia fattura prima le martellate lo poi faranno cedere, e si liberano emozioni nuove.
    Buon fine settimana.

    Rispondi

  4. Nuzk
    Gen 25, 2014 @ 15:08:48

    Già…. 😉

    Rispondi

  5. Silvia
    Gen 25, 2014 @ 15:15:11

    le ferite rimangono……e le armature crescono, ma la persona giusta sà come smontarle 🙂

    Rispondi

  6. lavitadicri
    Gen 25, 2014 @ 18:49:49

    Quell’Armatura un giorno sarà da collezione, Tutto serve ;-).

    Rispondi

  7. righe orizzontali
    Gen 26, 2014 @ 14:04:48

    E se fosse ricoperto di diamanti, quel cuore? Resistenti si, ma anche sfavillanti.

    Rispondi

    • Curi
      Gen 26, 2014 @ 14:06:08

      C’è crisi! 😀 No scherzo, capisco cosa vuoi dire (: Magari col tempo questo metallo diverrà qualcos’altro o si autodistruggerà lasciando integro il suo contenuto. Ai posteri l’ardua sentenza 😉

      A presto!
      Curi

      Rispondi

  8. Emilia
    Gen 26, 2014 @ 15:08:06

    “Ti lascio ma restiamo amici” è un po come dire ” il cane è morto, ma possiamo tenerlo” – cit.
    Confesso di aver dovuto rileggere per poter capire a chi si riferisse quel “suo” (- no secco che […]).
    Forse dovremmo tutti smettere di vedere delle colpe e di assoggettarci alla dinamica vittima-carnefice: credo che la realtà sia molto più (matematicamente) caotica, infinitamente più banale, e crudele. Shit happens.

    Rispondi

    • Curi
      Gen 26, 2014 @ 15:11:03

      Sicuramente happens nella vita, non era un modo per scansarsi scrivere quello che ho scritto e nemmeno una storia di vittimismo 😉 Concordo che la realtà è molto molto caotica, ma in dodicirighe (e forse neanche in più) non si può esprimere tutto (:

      A presto!

      Curi

      Rispondi

      • Emilia
        Gen 26, 2014 @ 15:16:51

        Mi hai frainteso. Non parlavo di vittimismo (che non vedo, perché soffrire è più che legittimo), ma dell’istintiva ricerca che si fa di una categorizzazione, quella sorta di bisogno di stabilire “di chi sia la colpa”, come se ciò servisse a stare meglio.

        P.s. http://en.wikipedia.org/wiki/For_sale:_baby_shoes,_never_worn

      • Curi
        Gen 26, 2014 @ 15:19:36

        Allora avevo frainteso io, scusami (: Come dici tu è un bisogno interiore, un mettere in ordine per andare avanti. E’ vero che non è razionalmente utile indicare una colpa, ma penso che sia legittimo (posto che in questo racconto non si parla di colpe, ma semplicemente di emozioni e indurimento come reazione 😉 )

      • Emilia
        Gen 26, 2014 @ 15:34:11

        Non lo so, mi è sembrato un po’ troppo “sentito” (“sanguinante”…?) per essere mero esperimento di stile, totalmente non-autobiografico.
        Ma non voglio farmi i cazzi tuoi.

        Buona domenica.

      • Curi
        Gen 26, 2014 @ 15:39:46

        Non mi sono sentito sotto osservazione, in fondo in tutto ciò che scriviamo ci sono nostri pensieri o cose vissute. Ma non è importante se è vissuto davvero tutto, in parte, o per niente dall’autore. E’ bello scambiarsi opinioni come abbiamo fatto 😉

        Per saperne di più: https://dodicirighe.wordpress.com/niente-dubbi/

  9. martinacaviggiolo
    Gen 27, 2014 @ 10:25:15

    Ciao! Ti ho nominata per lo Shine On Award! Se ti va passa dal mio blog e guarda cosa c’è da fare 🙂 A presto!

    Rispondi

    • Curi
      Gen 27, 2014 @ 11:02:33

      Grazie Martina!!!! (: Ti aggiungo nel post dove avevo già scritto e rispettato le regole 😉 è di qualche giorno fa.
      Grazie ancora!

      Curi

      Rispondi

  10. laulilla
    Gen 27, 2014 @ 10:41:13

    Mi piace il modo con cui hai mantenuto la metafora del metallo e quella, conseguente, del martello. Mi piace anche la “dubbia fattura” a cui alludi, quando le emozioni travolgono quel povero cuore indurito, ma ancora tenero. un bell’ossimoro, espresso in modo non consueto!

    Rispondi

    • Curi
      Gen 27, 2014 @ 11:06:24

      Grazie laulilla! Non è stato facile scrivere questo post perché per un pò non mi è stata molto chiaro come scrivere la conclusione – l’immagine c’era,ma non l’espressione della “dubbia fattura”. Per fortuna vedo che tutto ha avuto un senso per chi leggeva e non solo per me 😉
      Poveri cuori! 😉

      Grazie mille ancora!

      Curi

      Rispondi

  11. laulilla
    Gen 27, 2014 @ 11:18:26

    Io sono, per mia natura/cultura, assolutamente poco incline all’identificazioe, ma molto attenta all’espressione, perciò ho dovuto riflettere per chiarire il senso che, secondo me non è immediatamente percepibile, se non ci si pensa un po’. Comprendo benissimo le tue difficoltà, perché talvolta, come già aveva notato Dante, nel primo canto del Paradiso
    “Vero è che come forma non s’accorda
    molte fïate all’intenzion dell’arte,
    perch’a risponder la materia è sorda…..”
    Se succedeva a lui, possiamo ben consolarci, credo!

    Rispondi

    • Curi
      Gen 27, 2014 @ 11:22:16

      Direi che è più che una consolazione! 😉
      Anche l’attenzione all’espressione di ciò che scrivo è una cosa molto importante per me (anche se,come penso si sia capito, a mia preferenza più alta è quando il lettore si identifica (: ). Però il tuo commento è più che gradito, lo dico sinceramente 🙂
      Grazie ancora e viva Dante!

      Rispondi

  12. ombreflessuose
    Gen 27, 2014 @ 11:21:06

    Un ricordo metallico, duro, doloroso ma che trova sempre la strada del cuore
    Bravo, decisamente bravo
    Abbraccio
    Mistral

    Rispondi

    • Curi
      Gen 27, 2014 @ 11:23:26

      Grazie Mistral ! E bentornata (: Mi ero preoccupato quando avevo letto di quel tuo saluto, anche se ognuno ha le sue ragioni 😉 (ma egoisticamente non volevo la tua partenza!)
      Un abbraccio a te
      Curi

      Rispondi

  13. adimer passing
    Gen 27, 2014 @ 22:59:55

    Un cuore rivestito di metallo pompa sangue e veleno.
    L’armatura ripara dall’esterno ma logora all’interno.
    Beato che non ce l’ha!!!
    Sempre originale!
    Ciao.
    A.

    Rispondi

  14. SilvioTO
    Gen 28, 2014 @ 09:26:18

    Il cuore, senza la corazza naturale che l’esperienza forgia, è davvero troppo debole.

    Rispondi

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