Quando pensi

Quando pensi di non essere amato, ricordati di lei che aveva paura del buio e ti baciava ad occhi chiusi. Dei tuoi che entravano a piedi nudi in camera tua per rimboccarti le coperte e tu avevi lasciato vetri rotti a terra sbattendo la porta. Ricordati dei tuoi fratelli (se non ne hai, di quelli non di sangue) che ti portavano a scuola o mantenevano i tuoi segreti assurdi. Ricordati dei sorrisi che ti hanno dato, di chi ha riso alle tue battute orrende, di quell’amico che ti ha accompagnato a casa e stava morendo di sonno. Di chi è stato a sentirti mentre ti lamentavi e sicuramente aveva di meglio da fare anche se ti ha detto il contrario. Forse non è amore, ma è davvero un sacco di bene.

Ricordati che nessuno è obbligato ad amarti ma, soprattutto, ricorda che per primo devi amare quella persona davanti a te mentre sei allo specchio.

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“Ciao, come va?”

Viveva a qualche chilometro da casa mia. E correvo. Quanto correvo per poter arrivare presto a casa sua e, prima che lei scendesse le scale, agitavo il retro della mia maglietta per non far appiccicare le gocce di sudore. Andavo anche in bici, attraversavo la città, cercavo di passare nelle vie più ventilate per non sudare, mi sedevo in modo che non mi sudasse neppure il sedere. Mi piaceva tantissimo il tragitto da casa mia a casa sua, mi dava il tempo necessario per riflettere su cosa avrei potuto dire, sapendo che non lo avrei mai detto. Tutte le frasi e dichiarazioni coraggiose che mi venivano in mente ad ogni pedalata veniva stravolta dal suo sorriso appena apriva il portone di casa. Penso di aver preparato circa cinquemila discorsi per dirle quanto mi piacesse. I suoi “ciao, come va” non erano come quelli di tutti gli altri, come quelli di un familiare o di un amico. Quando sei innamorato senti queste frasi a delle frequenze differenti, che nessun altro può capire.

Hai mai

Hai mai provato quella sensazione di vuoto quando finisce una serie tv o quando finisce un amore, un’amicizia, qualcosa del genere? Hai mai provato a pensare a tutti i no che hai detto tu invece che a tutti quelli che hai ricevuto, a tutte le porte che tu hai sbattuto in faccia senza farlo apposta? Hai mai pensato che quando quella ragazza ti ha detto di no fosse perché davvero non gli piacessi in quel senso e non perché era cattivo come tutti gli altri? Hai mai provato a stare davvero in silenzio per qualche minuto, a essere davvero te stesso in mezzo agli altri? Hai mai scritto qualcosa senza dover per forza pensare al successo ma solo perché volevi scrivere?  Hai mai visto l’alba da una collinetta, ascoltato il rumore del mare e fatto una buona azione senza davvero averci pensato? Ti stai chiedendo perché io non mi faccia i fatti miei e faccia queste domande ad alta voce. Forse perché è più facile invitare gli altri a farle che farle a noi stessi.

 

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Fosse stata

Fosse stata un medico, per essere romantico, gli avrebbe detto che avrebbe voluto tanto sfiorare le loro falangi. Fosse stata un’importante economista, gli avrebbe detto che lui era il suo vantaggio competitivo. Se fosse stata un’avvocato si sarebbe definita una causa persa prima di incontrarlo. Fosse stata Leonardo lui sarebbe stato la sua Gioconda. Ma era una semplice ragazza, e più lo guardava e più non sapeva cosa dire perché sarebbe davvero poco. Allora lo continuava a guardaca e stava zitta. Siccome ci credeva, diceva dentro di lei che lui era il suo miracolo.

L’amore in metro

L’amore in metro lo riconosci già quando aspetti: due persone che si sfiorano con lo sguardo, sapendo di entrare nello stesso vagone, sperando di andare verso la stessa destinazione senza un capolinea. L’amore in metro lo vedi alle frenate brusche, quando lei cade e chiede scusa imbarazzata e lui si sente l’eroe che l’ha salvata e sogna almeno un bacio. L’amore in metro è in chi si vuol dare appuntamento per viaggiare assieme e, quando si incontra, è come se fosse successo per caso. Perché ogni volta è come la prima volta. L’amore in metro è come un primo appuntamento che non ti sei dato. È fatto di frenate. Di movimenti accelerati, cadute. L’amore in metro apre le porte per farti scendere ma anche per far salire il tuo destino inaspettato. Come andrà a finire, o continuare, dipende anche da te.

Movimento

Si scioglieva i capelli,
faceva quel movimento con il collo per spostarli indietro,
pensando di sistemarli e invece erano ancora più incasinati di prima.
Questa cosa mi faceva impazzire ogni volta che lei lo faceva.
La guardavo
e lei poi cercava il mio sguardo
per capire se avesse qualche ciuffo fuori posto.
Non ebbi mai il coraggio né la voglia di dirglielo
tutte le volte che sembrava che il vento le avesse smosso tutto
o avesse preso la scossa.
Come non ebbi il coraggio di usare la mia mano
per metterle i capelli al loro posto.

Delle storie passate

Dalle storie passate impariamo tante cose.
Impariamo che non bastano i sentimenti, le buone intenzioni e i propositi.
Spesso non sono sufficienti nemmeno le azioni, i gesti più folli.
O quelli più comuni.
Quelli quotidiani.
Impariamo che non bastano rose o baci dati bene.
Cosa serve allora, ci chiediamo, mentre guardiamo coppie felici per mano.
Coppie che si scambiano sguardi che ti fanno dubitare di tutto ciò che avevi pensato di sapere.
Quelle coppie che, in realtà, potrebbero porsi le stesse domande prima di dormire.
E quando uno chiede cosa c’è, l’altro risponde “niente”.
E in quel “niente” c’è tutto da imparare ancora.

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