Blocco


Tiro calci ai sassi lungo questa strada che ho percorso per molto tempo. Ogni calcio un ricordo, ogni sasso una foto in mente. Questa strada che ho visto assolata, coperta di foglie di alberi secchi o in fiore, così come difficile da percorrere con la neve. Quattro stagioni in un solo attimo. Ecco che davanti a me c’è l’ingresso della biblioteca e delle facoltà. In quel panorama mancava un piccolo blocco. Un blocco che cercavo perché era quello dove andavo a trovare lei mentre progettava case e altro. A orari umani e meno – come quando andai all’una di notte per accompagnarla a casa. Era il nostro ritrovo a lume di lampada Ikea che rendeva romantico anche il suo tavolo in acciaio. Una strana tristezza mi pervade ora che quel blocco è stato distrutto. Non era sicuramente una bella struttura, ma era perfettamente in armonia con l’architettura dei miei ricordi che ora vagano confusi, mentre mi rimetto in cammino tra sassi e stagioni.

Playlist aggiornata con una canzone ri-scoperta per caso, ve ne suggerisco l’ascolto 😉

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32 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. laulilla
    Gen 04, 2014 @ 11:00:30

    Bellissima conclusione, sia per l’immagine dell’architettura dei ricordi, sia per l’altra del rimettersi in cammino tra sassi e stagioni, che riprende molto bene l’inizio del discorso.

    Rispondi

    • Curi
      Gen 04, 2014 @ 11:07:58

      Grazie laulilla (: L’idea dell’architettura dei ricordi è arrivata verso la fine della stesura del post, e pensa che non ne ero convinto perché mi sembrava un pò banale. Sono contento che invece sia stata apprezzata (:
      Grazie ancora e a presto!
      Curi

      Rispondi

  2. Niko
    Gen 04, 2014 @ 12:29:26

    That’s so romantic and inspiring! 🙂 gooooood one!

    Rispondi

  3. Silvia
    Gen 04, 2014 @ 13:31:04

    Molto bello, è vero come il ricordo a volte si leghi ad oggetti, o luoghi…..che presi da soli non avrebbero alcun valore. Buon fine settimana 🙂

    Rispondi

  4. manutheartist
    Gen 04, 2014 @ 14:07:14

    Oggetti, territori, pezzi di strada e stanze di edifici. Quando vengono legati all’esperienza e alle emozioni del cuore, diventano fondamenta del nostro animo. Bellissimo testo davvero. Lo sento molto vicino perché anche io sono legata a questo genere di ricordi e sensazioni, che sopravvivono al susseguirsi delle stagioni.
    Complimenti 🙂
    E buon 2014!

    Rispondi

    • Curi
      Gen 04, 2014 @ 16:02:58

      Manu! Intanto buon 2014 a te (:
      Grazie per ciò che hai detto, a volte sembra stupido essere legati a qualcosa che preso singolarmente sembra insignificante. In questo racconto è un blocco di cemento che probabilmente non era neanche tanto bello 🙂 Penso che quando si ritorna in alcuni luoghi si cerchino queste sorte di bussole legate al passato e, quando spariscono, ci sentiamo persi (:
      Grazie ancora, sei sempre gentilissima 😉

      Rispondi

  5. Patrizia M.
    Gen 04, 2014 @ 21:36:51

    I ricordi legati ai luoghi, alle cose sembrano ancora più vividi, come se ci passassero davanti agli occhi. Ogni riferimento cancellato è come un colpo di spugna, anche se in effetti il ricordo rimane ugualmente!!
    Molto bello, complimenti!
    Buona serata e buona domenica
    Pat

    Rispondi

    • Curi
      Gen 04, 2014 @ 21:39:03

      Grazie Pat!! (: Secondo me il tipo del racconto continuerà a cercare il blocco ogni volta che passerà davanti a quel luogo, e magari lo rivivrà dentro di sé senza bisogno di toccarlo con mano (che certo avrebbe fatto il suo effetto 😉 )
      Buona serata e buona domenica a te!
      Curi

      Rispondi

  6. adimer passing
    Gen 05, 2014 @ 00:56:33

    Se lei è volata in alto con il suo tavolo d’acciaio è più facile rassengarsi a non vedere più quel blocco. Se entrambi hanno perso un’occasione sarà un pezzo di città che mancherà per sempre al cuore di lui, una cartolina in bianco e nero sgualcita in un cassetto, insieme al testo di una vecchia canzone, un po’ di polvere nell’angolo ed una gomma ingottita di un giovane studente, che non cancellerà più nulla.
    Bel racconto!
    Ciao.
    A.

    Rispondi

    • Curi
      Gen 05, 2014 @ 01:08:49

      Bel commento adimer! (: Grazie!
      Penso che non sia stata la prima, ma non la considererei un’occasione persa. Più che altro un pò di amaro in bocca e la sensazione di sentirsi perso quando ripercorrendo le vie passate, coi piedi di adesso, non ritrova ciò che aveva lasciato. Però i ricordi ci sono comunque 😉
      Grazie ancora e a presto!
      Curi

      Rispondi

  7. mtcava
    Gen 05, 2014 @ 12:11:32

    ti auguro una buona domenica,bellissime dodici righe di ricordi!

    Rispondi

  8. melodiestonate
    Gen 05, 2014 @ 16:01:03

    Bellissimo testo.. anche io sono legata a questo genere di ricordi e sensazioni, che sopravvivono nel tempo……buona domenica…Sara

    Rispondi

  9. fulvialuna1
    Gen 05, 2014 @ 16:52:59

    Si può distruggere un luogo legato al ricordo, ma il ricordo non si distrugge dentro di noi. Questo è quello che conta.

    Rispondi

  10. Frator-solovignette
    Gen 05, 2014 @ 18:08:31

    Sassi…che abbiamo consumato, sono le tue parole d’amore….

    Rispondi

    • Curi
      Gen 05, 2014 @ 18:09:46

      Sassi scagliati e stagioni che passano, sottofondo di ricordi un pò persi per la mancanza di un riferimento. Anche questo è memoria d’amore (:

      Rispondi

  11. gelsobianco
    Gen 06, 2014 @ 02:11:24

    “l’architettura dei miei ricordi che ora vagano confusi, mentre mi rimetto in cammino tra sassi e stagioni.”
    Splendide dodici righe queste tue, Curi.
    Ho apprezzato tutto molto .Davvero molto.
    La chiusa è significativa al massimo e riprende l’inizio del tuo scritto.

    Quanto è vero quello che tu fai giungere a me che ti leggo.
    “L’architettura dei ricordi” è molto importante.
    Anche a me è capitato di giungere in un luogo colmo di ricordi e non trovare più un qualcosa che aveva avuto molta importanza per me.
    Una tristezza vaga, confusione per l’aver perso un punto di riferimento.

    Bravo Curi.
    Perfetta colonna sonora!
    🙂
    gb

    Rispondi

    • Curi
      Gen 06, 2014 @ 08:20:14

      Grazie gb! Gentilissima! 😉
      Ho cercato di fare una sorta di chiusura circolare del racconto,proprio come le stagioni 🙂
      Per il punto di riferimento,beh, ovviamente mi trovi d’accordo 😉 la canzone la sto ascoltando spesso ultimamente e si adattava 😉
      A presto!
      Curi

      Rispondi

      • gelsobianco
        Gen 06, 2014 @ 23:58:23

        Scrivo solo ciò che sento e penso, Curi.
        Sono molto sincera. Non è gentilezza la mia.
        Questo tuo scritto mi piace davvero.
        🙂
        A presto!
        gb

  12. sherazade
    Gen 06, 2014 @ 17:25:11

    scusami se nn dico la mia (non ho letto).
    Solo un saluto e un augurio e a ben ritrovarci prossimaMENTE.

    sherabaciea

    Rispondi

  13. donutellasr
    Gen 09, 2014 @ 23:02:55

    Bella l’associazione struttura – architettura dei ricordi, tutto il pezzo da’ un senso di malinconia.
    E’ ancora piu’ triste quando sono le cose a sopravvivere alle persone….forse….non so…

    E super realistica l’immagine della tipa che fa le notti per finire i progetti!

    Rispondi

    • Curi
      Gen 09, 2014 @ 23:21:51

      Ti è familiare far nottate su progetti? 😉

      Non so se è più triste la sopravvivenza delle cose o delle persone, una perfetta coordinazione di esistenza è difficile.

      Grazie 😉 A presto!

      Rispondi

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