Piatto dopo piatto

Quella sera che ti portai a cena fuori, non avevo un’idea precisa dei tuoi gusti. Pesce, carne, frutta e verdura, dolce, salato. Scelsi un posto carino che conteneva un po’ di tutto e speravo con tutto me stesso che i miei piatti non fossero piccanti. Sia perché la mia sudorazione per l’emozione era ad alti livelli. E sia per. Beh, basta questo. Mi nascondevo dietro il menu, sperando che scegliessi me tra le varie opzioni, che volessi rischiare prendendo un universo a te sconosciuto, con un passato da raccontare e un futuro da scrivere assieme. E da raccontarci come passato in un futuro ancora più lontano. Ti limitasti ad ordinare un solo piatto inizialmente. Ché non si sa mai. Ci saremmo conosciuti un piatto alla volta, piatto dopo piatto. Parlavo io e mangiavi tu, mangiavo io e parlavi tu. Fui felice di vedere che arrivasti a scegliere il dessert e che, all’uscita del locale, mi dicesti “In realtà, non sono ancora sazia” “Neanche io”. E sapevo che, come me, non parlavi del cibo.

Presentazione Dodicirighe a Napoli!

Care amiche e cari amici,
dodicirighe si rimette in viaggio per questa prima tappa a Napoli giorno 15 Gennaio presso il NAlbero a Napoli!
Siateci, io ci sarò! 😉
Link all’evento: https://www.facebook.com/events/196078950863410/ , cliccate su parteciperò! 🙂

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Dove ti vedo bene

Occhiali?
Lentine?
Laser?
Quanti gradi mi mancano?
Ti confesso
che non mi interessa
vederti da lontano.
Vieni qui,
dove sto indicando col dito.
E’ qui accanto a me
che ti voglio vedere
e ti vedo bene.

Pensi che

Pensi che
alzare il collo del maglione
fino quasi a coprire i tuoi occhi
mi impedisca
di baciarti
o che sottolineare la distanza
chilometricamentre abissale tra noi
mi faccia desistere
dal fare ore e ore di treno per venire da te?
In realtà non so risponderti ma,
nel frattempo che ci penso,
apri il portone che sono sotto casa tua.

Interessi

​”Se gli interesso, 

scriverà per primo”

dissero entrambi.

E di nessuno 

si ebbe più notizia.

Continuarono 

le loro vite

incolpando l’altro 

del mancato gesto

ma rimanendo con le mani

vicine a quella bozza di “ciao”

che poteva portare lontano.

Chiavi e sogni

​Addormentati dopo di me

per vagare assieme nei miei sogni

poco dopo averli iniziati.

Tanto lo sai solo tu

che ogni notte

lascio la porta socchiusa

per farti entrare.

Altrimenti, inizia tu.

Tanto lo so solo io

che ogni notte 

lasci la tua chiave 

appesa con un filo a quella stella.

Beatitudini

Beati quelli che hanno un interruttore emotivo emozionale.
Beati quelli che sanno incolparsi da soli senza sentirsi colpevoli sul serio.
Beati quelli che hanno più scarpe che piedi da inserire.
Beati quelli che fanno innamorare senza innamorarsi, ed è colpa tua che hai capito male.
Beati quelli che immaginano ma restano coi piedi per terra come un tacchino.
Beati quelli che sanno essere infelici, se ne lamentano, ma perseverano felici.
Beati quelli che chiusa una porta si apre un portone, perché è evidente che hanno mazzi di chiavi che tu non hai.
Beati quelli che “ah ci fossero più persone come te”, ma non gli piaci lo stesso.
Beati quelli che ti dicono “è la vita” perché, tanto, non è la loro.
Beati quelli che non scrivono beatitudini perché pensano di essere beati.

Playlist aggiornata! La canzone ovviamente non è collegata al contenuto, ma ho scritto questo pezzo da “avvelenato” 😉

Appunti su amori estivi

Il problema di innamorarsi d’estate
è che spesso si confonde il calore delle emozioni per quella persona
col calore emanato dal sole.
E ci lasciamo bruciare, senza mettere creme.
Ma quando arriva l’autunno,
quel calore che viene dalla pelle
di chi pensavamo ci stesse scaldando il cuore,
non ha l’intensità che avevamo creduto fino a qualche tempo prima.
L’abbronzatura va via, ti spelli,
e restano solo i ricordi sulla tua pelle bianca
che si prepara a superare l’inverno,
aspettando le illusioni di un’altra estate.

4 anni e dodicirighe

Senza perdermi in parole, vi tedio con questo breve video 🙂 auguri a dodicirighe e grazie a tutti voi per tutto. Davvero di cuore!

https://www.facebook.com/story.php?story_fbid=1220237367996871&id=575246685829279

Appunti da bar e anacardi

La fibrillazione di quando la ragazza che ti piace ti chiede, con un sorriso fatto di malizia e consapevolezza che a te non dispiace in quell’unica situazione e che di solito ti farebbe innervosire, ecco ti chiede se c’è qualcuna nella tua vita. Poi continua a bere, come se la risposta non le importasse, si sposta i capelli dalla cannuccia perché sa che le guardi le labbra e ti guarda con la coda dell’occhio. E forse non le importa davvero, e tu vorresti farla crepare di una eventuale gelosia e dire che c’è, ce ne sono molte.Oppure no, vorresti dirle la verità, che è lei con quel suo sorriso malizioso e quella consapevolezza che non ti snerva, è lei quella che in quel momento della tua vita occupa i tuoi pensieri.E con questo mega preambolo descrittivo della situazione perfetta per uscire vittorioso, balbetti un suono che nemmeno so riprodurre. “Uuh-hh” “Come dici?” “No, niente mi sono affogato con quell’anacardo.” Fine della serata.

Playlist aggiornata 😉 Buon ascolto!

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