Vorrei dirti che spero che i sedili siano comodi per poter accogliere la tua schiena. Che la temperatura sia giusta, che non sudi e non ti debba coprire. Vorrei dirti che spero arrivi il carrello con qualcosa da bere e qualche snack per allietare il tuo palato. Vorrei dirti questo e altro mentre ti osservo dal binario di questa stazione. Mentre ti vedo cercare il posto che spero tu non troverai mai, perché quello giusto è accanto a me. Vorrei augurarti buon viaggio, mentre asciugo le tue lacrime sulla mia maglietta estiva. Vorrei dirti che il mio petto odora ancora di salsedine e del tuo shampoo, che le mie mani sanno ancora della tua pelle e della crema protezione ottocentomila. Che il tuo pianto è arrivato alle mie labbra, che non hanno mai toccato le tue. Ma io sono solo un ragazzo egoista su un binario, che saluta una ragazza su un treno, con sorrisi di circostanza e un macigno sul cuore.
A/R
11 Apr 2022 Lascia un commento
in Parole
Non ci sarebbe bisogno dei ritorni
se non si andasse via.
Dopo tanto tempo posso dire che ho aggiornato la playlist 🙂
Latte intero
27 Mar 2022 Lascia un commento
Di tutte
le lacrime versate
quelle
per me stesso
sono le poche
di cui son certo
di non pentirmi.
Anche se,
non sempre,
hanno portato
a qualcosa.
Cappotti
16 Feb 2022 1 Commento
in Sono
Con gli “avrei voluto”
e gli “avrei potuto”
mi son fatto un cappotto
per reggere
gli inverni delle mie delusioni.
Ma,
ti garantisco,
che mi ritrovo
ancora
a sbattere i denti
e gelare
in silenzio.
Mine
15 Gen 2022 Lascia un commento
in Parole
Il cuore
è un campo tempestato
di mine disattivate,
posizionate soltanto
per capire
chi è davvero pronto
a rischiare tutto
per ascoltarlo davvero.
Biglietto, prego
28 Nov 2021 1 Commento
Capita nella vita di sentirsi passeggeri di un treno che non siamo sicuri sia il nostro, nonostante abbiamo controllato mille volte il binario, l’orario e la destinazione. E controlli più volte il biglietto, mentre altre persone salgono sul treno e cercano il loro posto e ti senti seduto in quello sbagliato, perché pensi di esserti seduto al loro posto. E resti in ansia e pensi che sicuramente di manderanno via e farai brutte figure e sarai giudicato, finché qualcuno non ti controlla il biglietto e ti dice che è giusto e puoi restare. Quante volte hai aspettato che qualcuno ti desse il suo benestare per sentirti giusto come e dove sei?
Sintetico
25 Nov 2021 Lascia un commento
A furia di essere sintetico
per rispettare soglie basse
di attenzione
ho finito per preferire
il silenzio.
Ma anche su quello
mi dicono
di tagliare corto.
Tsunami cardiaco
24 Nov 2021 Lascia un commento
in Parole
Si dice che, prima di morire,
il cervello mandi una scarica
chiamata tsunami cerebrale che investe tutto il corpo
prima della fine.
Quando finisce una storia
io credo che ci sia una sorta di
tsunami emotivo,
o tsunami cardiaco,
che manda un’ultima scarica
prima della fine
per farci dire che
almeno, fino all’ultimo,
ci abbiamo provato.
A volte
27 Ott 2021 Lascia un commento
in Sono
A volte vorresti non avere ragione,
darne a tutti senza pensare.
Ascoltare il tuo cuore che dorme
dopo tanto pulsare.
Ci vorrebbe una vita
dove la causa resta causa
senza aspettarsi alcun effetto.
Una vita di cui sei spettatore
senza pagarne il biglietto
e le conseguenze.
Vorrei dirti (per n. E.)
09 Ott 2021 Lascia un commento
Vorrei dirti che questo nome che porto, e che da bambino mi creava problemi perché poco comune, ormai mi fa gasare tantissimo e si presta ad un’infinità di soprannomi e nomignoli che mi fanno sentire sempre in intimità con le persone. Vorrei dirti che non ho preso più un paninello all’olio dall’ultima volta che siamo andati assieme al forno, proprio quello vicino a quella farmacia, e abbiamo attraversato la città per tornare a casa. Che ricordo quando volevi comprare le bombette ma poi abbiamo capito che non era il caso. Vorrei dirti che ricordo quando rimasi male per la morte del mio anatroccolo ma so che non è stata colpa tua e che gli hai dato degna sepoltura – alla quale porgevo omaggio quando venivo a casa vostra. Guardo le tue foto sorridenti assieme a me vestito da indiano, e vorrei dirti che quella spina messa male non era stata una mia responsabilità. Ricordo che il tuo rimprovero, seppur amorevole, è stata la nostra ultima vera conversazione. E che questa cosa continua a tormentarmi dopo decenni. Ricordo il nostro ultimo sguardo, il tuo volermi parlare a tutti i costi. E nel mio cuore penserò sempre che volessi dirmi che sapevi che non era colpa mia aver messo la spina della luce in modo sbagliato. E mi va bene così.
