Cotta


Quando ho iniziato ad avere una cotta per te, non me ne sono reso conto. I miei impulsi hanno una lentezza incredibile nel passare dalla parte irrazionale del mio cervello agli altri organi per agire, restando parcheggiati in un limbo di felicità e leggerezza che si trova da qualche parte nella mia corteccia. Mentre continuavo ad avere una cotta per te, non ho proprio pensato di chiederti qualcosa di più. Mi bastava averti vicino, e cuocere lentamente nel mio brodo di falsa sufficienza emotiva. Una cottura che pensavo fosse indolore. Questa cotta che ho fomentato ogni volta che mi lanciavi uno sguardo o semplicemente respiravi, anche se continuavo a dirmi che non era niente. Non so se sei stata tu la vera fiamma o se è stata un’autocombustione mentale. Tra impulsi rallentati, brodi primordiali di amore e sentimenti confusi, mi sono lasciato bruciare lasciando il fumo di un amore consumato esternamente ma immacolato nel profondo.

Playlist aggiornata 😉 Per problemi tecnici non la aggiorna lateralmente la trovate qui: https://www.youtube.com/watch?v=4EbTH9na-Pw&list=PLwmGgzpk3LR7CGi0BEjMQTWLbk3AMRAkp

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42 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. Andrea Dévis
    Mar 13, 2015 @ 01:02:41

    Mi piace un sacco questo scritto. Non solo perché è un bouquet di parole assortite meravigliosamente bene, ma perché mi ci ritrovo.
    Somiglia a qualcosa che ho scritto, o che forse, ho solo pensato.
    Complimenti.

    Rispondi

    • Curi
      Mar 13, 2015 @ 01:07:26

      Caro Andrea, ti ringrazio per l’apprezzamento e sono contento – non perché goda nelle sofferenza altrui – che ti ci ritrovi. Che possa somigliare a un tuo scritto o a un tuo pensiero mi fa sentire meno solo con questa mia mente bacata 😉
      A presto e grazie ancora!

      Rispondi

  2. ❀ Rosa Andronaco ❀
    Mar 13, 2015 @ 06:48:16

    ahh…questione di tempo… poi con l’età si passa dalla cotta alla rosolatura 🙂

    Rispondi

  3. Silvia
    Mar 13, 2015 @ 07:41:20

    Davvero bello, fa tornare indietro nel tempo, buon fine settimana 🙂

    Rispondi

  4. tramedipensieri
    Mar 13, 2015 @ 08:04:17

    Cotto a puntino come si suol dire 🙂

    Rispondi

  5. menteminima
    Mar 13, 2015 @ 08:31:55

    Piace anche a me fomentare le cotte.

    Rispondi

  6. Bloom2489
    Mar 13, 2015 @ 11:31:15

    Bello… sai è una cosa che mi è capitata… quando mi sono accorta di essere innamorata era ormai troppo tardi

    Rispondi

  7. Cix79
    Mar 13, 2015 @ 11:53:43

    Davvero un bel testo scritto bene.. e che fa immedesimare se si ha avuto la “sfortuna” di provare le stesse emozioni 🙂

    Rispondi

    • Curi
      Mar 13, 2015 @ 20:21:22

      Grazie Cix! 🙂 sono contento di averti fatto immedesimare, certo uno preferirebbe in qualcos’altro, ma da scrittore mi va bene così 😉 a presto!

      Rispondi

  8. mondidascoprire
    Mar 13, 2015 @ 14:27:01

    (..) Sono contrario perché questo vuol dire innamorarsi. L’unica ossessione che vogliono tutti: l’ “amore”. Cosa crede, la gente, che basti innamorarsi per sentirsi completi? La platonica unione delle anime? Io la penso diversamente. Io credo che tu sia completo prima di cominciare. E l’amore ti spezza. Tu sei intero, e poi ti apri in due.

    Philip Roth, L’animale morente, Einaudi.

    Ecco , io penso che la cotta sia l’inizio di una divisione , di una mancanza. Tutta la vita è quindi il comare questa mancanza.
    Bella la tua cotta , 🙂

    Rispondi

    • Curi
      Mar 13, 2015 @ 20:22:59

      beh direi che Roth sa di quello che parla 😉 ha proprio ragione e ti ringrazio per la citazione perché non la conoscevo ma è molto vera 🙂

      Rispondi

    • Silver Silvan
      Mar 14, 2015 @ 02:22:26

      L’inizio di una divisione, di una mancanza, tutta la vita a domarla … Mi ricordava qualcosa. Infatti.

      Metastatizzazione

      All’interno di ogni cellula esistono in realtà dei “geni controllori” destinati a impedire che una cellula “sbagliata” possa sopravvivere. Perché il processo tumorale si inneschi bisogna che anche questi “controllori” siano fuori uso. A causa di questo “guasto” nel meccanismo che ne controlla la replicazione, le cellule si dividono quando non dovrebbero e generano un numero enorme di altre cellule con lo stesso difetto di regolazione. Le cellule sane finiscono quindi per essere soppiantate dalle più esuberanti cellule neoplastiche.

      http://www.airc.it/cancro/cos-e/come-nasce-tumore/

      Rispondi

  9. maximwalker
    Mar 15, 2015 @ 10:00:22

    Avevi paura di scottarti e sei rimasto scottato comunque?

    Rispondi

    • Curi
      Mar 15, 2015 @ 14:58:14

      Non essendo – forse – autobiografico non rispondo per me stesso ma come concetto generale: penso che a volte più si evita la realtà dei fatti più ne restiamo.. scottati 😉

      Rispondi

  10. fulvialuna1
    Mar 15, 2015 @ 14:55:05

    Ho problemi con la connessione, non so se ti appariranno due commenti…
    Sicuramente resta un pò di malinconia per non aver avuto il coraggio di vivere, per qualsiasi motivo, un amore, ma quel mantenerne immacolata la profondità lo consegna eternamente al cuore. Non è un consolarsi, è avere rispetto per chi lo ha generato in noi e per noi stessi, è comunque aver vissuto un sentimento che ne genera altri.
    Palylist perfetta nella melodia e nelle parole.
    Ciao, sei molto dolce.

    Rispondi

    • Curi
      Mar 15, 2015 @ 15:00:41

      Ciao fulvialuna 🙂 Non avevo pensato a questa cosa del rispetto verso noi stessi e chi ha generato questa scottatura. Forse perché nel racconto si lascia il dubbio tra l’autocombustione e la vera fiamma esterna, tuttavia hai ragione a considerare entrambi (noi stessi e l’altro/a). Una sana malinconia forse 😉
      Grazie mille per l’apprezzamento musicale, la playlist ha qualche problema tecnico visualizzandola dal blog, ho dovuto mettere il link a fine post 🙂

      Rispondi

      • fulvialuna1
        Mar 15, 2015 @ 15:14:34

        Per la playlist sono dovuta ricorrere al link.
        Nuove considerazioni e vedute nascono con lo scambio di idee. Questo è molto costruttivo.
        Bacio, scappo a prepararmi, tra un pò vado a Roma per una rappresentazione teatrale.

  11. babyduckling
    Mar 17, 2015 @ 20:54:08

    Quella cotta tutta Platonica che vorremmo fosse reale e intanto fa realmente un male cane!

    Rispondi

    • Curi
      Mar 17, 2015 @ 21:00:07

      Sto cavolo di Platone è più reale di quanto pensiamo 😉

      Rispondi

      • babyduckling
        Mar 17, 2015 @ 21:01:27

        Si, poveri noi, ed è inclemente, ricordo ancora il nome della mia prima cotta e tu?

      • Curi
        Mar 17, 2015 @ 21:02:58

        Dunque della prima “cotta” inconsapevole no, nel senso che è stata una sensazione poi compresa. Di quando ero più cosciente sì, me lo ricordo, ma darei forse più importanza alla prima 🙂

      • babyduckling
        Mar 17, 2015 @ 21:06:13

        Ogni tanto lo incontro per strada e mi fanno ancora sorridere i momenti che ho fantasticato su di lui; forse però lui non era poi così inconsapevole; però che ricordi dolci quel dolore!:)

      • Curi
        Mar 17, 2015 @ 21:07:43

        Io non la incontro anche perché non saprei nemmeno come è diventata adesso e non so nemmeno dove vive 🙂 Stessa cosa per quella consapevole!
        Ricordi che fa piacere custodire 😉

      • babyduckling
        Mar 17, 2015 @ 21:09:59

        non vivete nello stesso quartiere allora!Anche i ricordi vanno benissimo tranquillo, di qualcuno ci rimangono solo i ricordi delle emozioni, ma va bene anche così!

      • Curi
        Mar 17, 2015 @ 21:13:25

        🙂

  12. Silver Silvan
    Mar 19, 2015 @ 00:24:26

    Rispondi

  13. babyduckling
    Mar 19, 2015 @ 21:53:35

    Ps scusami ma ogni tanto faccio qualche pasticcio con il pc!

    Rispondi

  14. RiVerso
    Mar 22, 2015 @ 20:35:08

    Perla. Di quelle rare. Di quelle che non vai a cercare, perché sei convinto di non trovarne, nel mare delle finte perle messe in vetrina. Ed invece la trovi. La osservi e te ne innamori.
    Complimenti! RiV.

    Rispondi

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