Eccoci sul bus che ti porterà al pullman con cui tornerai a casa. Ti sei addormentata e hai fatto cadere la tua testa sulla mia spalla. Uno scenario che ho desiderato tutte le volte che eri con me ma, ora che sta finendo tutto, porta malinconia. Cominciò tutto con una gita in bus. Ad un orario improbabile di mattina, di quelli che solo per una buona ragione ti fanno alzare. Non ti conoscevo nemmeno, ti avevo solo intravista lì in mezzo a tanti altri che si abbuffavano di pizza e stuzzichini. Ero riuscito ad avere il tuo numero facendo finta di averlo perso e chiedendolo ad un’amica. E da lì abbiamo cominciato a fare mille viaggi in bus assieme. Non mi interessava la località o la posizione del sedile, perché anche senza mappa mi sarebbe bastato averti vicina per orientarmi nel tempo e nello spazio. Sei partita. Faccio ritorno alla piazzola e salgo sul mio bus. Mi sento solo davanti a quei posti a sedere, perché quello accanto al mio non avrà più valore.
Playlist aggiornata! 😉

Lug 25, 2013 @ 20:33:35
Complimenti perché quello che scrivi è toccante.
Un caro saluto
Lug 25, 2013 @ 20:34:29
Grazie, e grazie perché mi continui a leggere (:
Un caro saluto anche a te Caterina! 😉
Lug 25, 2013 @ 20:47:51
E’ nella quotidianità che dimora la poesia. Adoro la semplicità di certi incontri..
Lug 25, 2013 @ 20:49:59
Concordo pienamente. Questa semplicità ti segna per lungo tempo molto spesso (:
Grazie Jeremy! 😉
Lug 31, 2013 @ 08:06:18
Un pezzetto di strada insieme con una tenerezza incredibile.
Hai riportato alla luce qualche mio ricordo sopito… forse addormentato.
E adesso … quanta nostalgia di quei momenti.
Come sono vuoti i bus che mi passano accanto, quanto mi manca una spalla per….
torno… ti prometto che torno perchè è stato bello esserci! 🙂
a presto allora
Lug 31, 2013 @ 12:05:01
Grazie davvero di cuore. Poter risvegliare ricordi in chi mi legge é la soddisfazione più grande che possa avere (: e io ti aspetterò, sperando di non annoiarti mai 😉
a presto e grazie ancora, davvero
curi