Taxi driver


Joshua aveva un motto <Conosci te stesso attraverso il mondo>. Viaggiava. Mai relazioni. Ma Joshua si era innamorato. Di una tassista. Quella che, dopo la prima volta casuale, aveva cercato sempre di beccare all’aeroporto quando rientrava alla base. Natasha non si truccava per il lavoro. Ma, dopo quella prima volta casuale, cambiò. E lui la guardava nello specchietto, e con una smorfia giudicava i cambiamenti del make-up. Lei lo notava, e sorrideva, prendendo nota mentalmente. Erano appuntamenti riflessi in 15cm di vetro, che per loro aveva la stessa atmosfera del lume di candela. Non si erano mai guardati direttamente. E Natasha aveva questa strana fantasia: che un giorno le chiedesse di scegliere un posto dove conoscersi davvero.  Quel giorno arrivò: “Buongiorno, allora… la porto a casa?” Lui sorrise nello specchietto: “Mostrami la tua casa. Non il posto in cui vivi, ma quello a cui appartieni*”. E lei, voltandosi, spense il tassametro e partì.

*citazione tradotta dall’originale inglese della canzone dei Toad the wet sprocket – Something to say

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3 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. Lorena Landini
    Nov 14, 2012 @ 18:37:27

    che bel sogno…

    Rispondi

  2. Trackback: Mille ringraziamenti e ricapitoliamo – sforando le dodicirighe « dodicirighe

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