Non ancora, ti prego.


Guardo la finestra alla mia sinistra, il cielo è chiaro. Muovo le mie pupille, almeno questo stretching me lo concedo. Potrei sollevare montagne coi miei occhi dopo due anni di allenamento continuo. E’ questa la mia libertà. Quanto mi prude il polpaccio. Ma nessuno mi sente. Le carezze di mia madre che pettina il volto un tempo pieno di imitazioni. Ma lei, non viene a trovarmi da tanto. Due anni che mi prude il cuore, che vorrei dirle tante cose, ma mi è stato impedito quella notte dopo averla accompagnata. La velocità del mio cuore, quella dell’auto. Guardavo la porta alla mia destra. Mi dava forza e speranza. Mamma lo sa, oggi sto guardando solo a sinistra. Forse ha capito che mi sono arreso. Il rumore della macchina è il mio iPod in repeat. Una carota. Un vegetale. Che battuta. Ma nessuno mi sente. Arrivano tanti amici oggi. Spegneranno l’iPod. Eccoci. Un momento, per favore. Ma è lei alla porta? E’ lei. Un attimo, un attimo solo, devo parlarle. Non ancora, ti prego. Piatto.

Playlist aggiornata 😉 Buon ascolto

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23 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. Pinocchio non c'è più
    Mar 21, 2015 @ 20:57:26

    Diretto e incredibilmente bello. Complimenti davvero.

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  2. Viaggiando con Bea
    Mar 21, 2015 @ 21:16:59

    Bellissimo!

    Rispondi

  3. Silver Silvan
    Mar 21, 2015 @ 22:01:25

    Non ce la vedo, in questa versione drammatica. Ha il pregio della leggerezza, roba per pochi. Non se ne dimentichi.

    Rispondi

  4. ysingrinus
    Mar 21, 2015 @ 23:08:47

    Caspita!

    Rispondi

  5. mondidascoprire
    Mar 22, 2015 @ 09:40:23

    Mi hai fatto pensare che i figli non sono nostri, sono nostri ma non sono nostri.è il loro destino che ci é a cuore , un destino che si gioca nella libertà delle loro scelte ed occassioni. Paradossalmente anche in una madre assente perchè muore il destino del figlio è lo stesso salvaguardato dalla realtà. Buona domenica !

    Rispondi

    • Curi
      Mar 22, 2015 @ 20:46:43

      Grazie per le tue parole 🙂 giusto per mia sicurezza di ciò che ho scritto e forse ho interpretato male nel tuo commento, la madre non è l’assente del racconto. Ma per mio scrupolo che forse non si capice 🙂

      Rispondi

  6. mfantuz
    Mar 22, 2015 @ 10:48:45

    Non siamo mai pronti per momenti così.
    Buona domenica Eugenio.

    Rispondi

  7. Tanina
    Mar 22, 2015 @ 20:12:01

    grazie come sempre puntuali ed incisive le tue parole che fanno riflettere anche i più distratti.bravo!

    Rispondi

  8. fulvialuna1
    Mar 23, 2015 @ 21:34:42

    Diversa dalle altre, quasi un telegramma…o forse è un telegramma, per abbreviare un malinconico ricordo che resta semper con noi, in una carezza, in una visione sperata.
    Bella, tanto, secondo la mia interpretazione se possibile che sia così.
    Commento musicale perfetto, di una dolcezza struggente.

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  9. jorgepedro15
    Mar 25, 2015 @ 09:52:26

    L’ha ribloggato su Criticissimo.

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  10. mariannapuntog
    Mar 27, 2015 @ 12:46:33

    eh sì… CURI, tu non straparli mai…

    Rispondi

  11. Silver Silvan
    Mar 27, 2015 @ 23:24:46

    Sì, ma il funerale? C’è già stato?

    Rispondi

  12. codicesociale
    Apr 02, 2015 @ 17:20:02

    Notevole…

    Rispondi

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