Pa’ e Ma’


Ho mal sopportato il suono che facevi muovendo velocemente il cucchiaino la mattina presto per fare la crema del caffè. Ma da quando sono andato via, ogni volta che mi sveglio, ne ho nostalgia. Il rumore delle scarpe tue e di mamma all’ingresso mentre io, col mio comodo, mi alzavo e cercavo di “riprendermi” dallo shock del cucchiaino come se fossi stato in Vietnam e mi servisse un terapeuta per dimenticare quel frastuono. Dietro ogni grande uomo si dice ci sia sempre una grande donna. E tu sei dietro di lui per coprirgli le spalle, gli sei a fianco per sostenerlo e gli sei davanti quando i suoi discorsi non sono efficaci o vuoi farti abbracciare per prima. Non è mai facile ammettere di aver sbagliato, nessuno vuole sentirsi dire quel “Te l’avevo detto” che distrugge il tentativo di ogni figlio di reclamare il diritto all’errore. Ma aldilà di ogni pretesa e incomprensione, è sempre grande l’emozione di sentire la vostra voce al citofono quando ritorno.

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89 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. robertoferro
    Mar 19, 2014 @ 17:31:52

    Bel racconto..beatitudine infantile…Ricordi che restano indelebili nel profondo dell’animo umano fino alla fine della vita. Bravi!

    Rispondi

  2. ninjalaspia
    Mar 19, 2014 @ 17:33:24

    Un quadro perfetto in cui mi rispecchio; credo tu sia riuscito a catturare e descrivere il sentimento filiale in cui, in realtà, credo si rispecchino tutti, in realtà. Bello, bravo!

    Rispondi

  3. Lorena
    Mar 19, 2014 @ 17:36:05

    Emozionante dichiarazione d’amore 🙂

    Rispondi

  4. easinails
    Mar 19, 2014 @ 17:42:05

    Quanta verità ci può essere in poche righe.. stupendo.

    Rispondi

  5. Just me
    Mar 19, 2014 @ 17:52:08

    Bellissimo post. Hai pienamente ragione, quando si va via di casa si riscoprono cose infinitesimali che ci mancano di loro, si riscoprono virtù che hanno e che per anni si sono date per scontate o si sono addirittura mal tollerate. Si è proprio stupidi da adolescenti…

    Rispondi

  6. Niko
    Mar 19, 2014 @ 18:34:20

    Eh sì, la distanza molto spesso appiana i rapporti..
    Bellissimo, ciaoo

    Rispondi

  7. Silvia
    Mar 19, 2014 @ 19:07:12

    Tante cose si apprezzano solo dopo…..soprattutto quando non ci sono più….

    Rispondi

  8. lavitadicri
    Mar 19, 2014 @ 19:16:14

    …Molto bello!

    Rispondi

  9. bortocal
    Mar 19, 2014 @ 19:42:28

    questo è per la festa del papà, vero? 😉

    mi avrebbe fatto molto piacere riceverlo… 😀

    Rispondi

  10. Harley Quinn
    Mar 19, 2014 @ 20:42:48

    Semplice, spontaneo; poche parole che come una formula magica sciolgono il filo dei pensieri, li liberano da mille inutili e insignificanti nodi, per tenere l’attenzione su ciò che conta davvero 🙂

    Rispondi

  11. 365giornisenzauomini
    Mar 19, 2014 @ 20:59:34

    non è mai facile

    Rispondi

  12. Patrizia M.
    Mar 19, 2014 @ 21:12:19

    Molto bello ed emozionante, c’è tutto l’amore per i propri genitori. Bravo!!!
    Ciao, Pat

    Rispondi

  13. rinaldoambrosia
    Mar 19, 2014 @ 21:55:56

    Il rumore del cucchiaino come dipason del ricordo…
    Bel brano.

    Rispondi

  14. ilgattosyl
    Mar 19, 2014 @ 22:04:14

    beh…sai che è bello il tuo post par condicio?

    Rispondi

  15. laulilla
    Mar 19, 2014 @ 23:15:09

    Bello questo post, come sempre. I ricordi familiari sono evocati dai rumori quotidiani: il cucchiaino che mescola rapidamente il caffé è fastidioso, ma rassicurante per chi se ne sta ancora a letto, pigro ad alzarsi! La memoria non può che riportare i volti dei familiari, sempre insieme nella vita e nel ricordo del figlio che si è allontanato, ma che torna con emozione a quei giorni e a quegli affetti. Situazione emozionante per tutti, detta con parole delicate e accorate. Complimenti!

    Rispondi

    • Curi
      Mar 19, 2014 @ 23:16:41

      E pensa che mi è inconsciamente capitato di alzarmi dal letto per cercare quel suono “tanto fastidioso quanto rassicurante” 😉 Hai colto in pieno (:
      Grazie mille laulilla, come sempre 🙂

      Rispondi

  16. manutheartist
    Mar 19, 2014 @ 23:39:56

    Sei incredibilmente capace di migliorarti sempre, di volta in volta, di riga in riga…che bella questa lettera ai propri genitori! Come hanno scritto altri prima di me, sembra una dichiarazione d’amore, o forse…;-) dai miei c’era una marea di irritanti e insopportabili piccoli gesti quotidiani che ci portavano a litigare per sciocchezze! Ora sono simpatici ricordi… Nel mio caso, per fortuna quando la nostalgia è alta, basta alzare la cornetta, o andare al pranzo della domenica…e subito ci si immerge di nuovo in quella quotidianità 😉

    Rispondi

    • Curi
      Mar 19, 2014 @ 23:44:22

      A quanto pare è un sentore comune quello degli “irritanti piccoli gesti quotidiani” ! 🙂 Per fortuna al giorno d’oggi la tecnologia ci consente di restare in contatto con svariati mezzi, anche se quei gesti e quei rumori difficilmente danno le stesse sensazioni se percepiti da una cornetta o da altri strumenti 🙂
      Grazie di cuore per il complimento, lo apprezzo davvero tanto! 😉

      Rispondi

  17. fimoartandfantasy
    Mar 20, 2014 @ 07:18:33

    Chissà perché ci sono abitudini dei nostri genitori che ci infastidiscono quando le viviamo, e che ci mancano tantissimo quando andiamo via! Noi figli non siamo mai contenti!! 🙂

    Rispondi

  18. marzia
    Mar 20, 2014 @ 11:54:12

    Mi piacerebbe che mio figlio scrivesse una cosa così…

    Rispondi

  19. samantagiambarresi
    Mar 20, 2014 @ 16:58:42

    Che tenerezza

    Rispondi

  20. gelsobianco
    Mar 20, 2014 @ 21:15:59

    In questo tuo scritto trovo quel qualcosa in più che me lo fa chiudere in me.
    Sorrido alla tua tenera e vera consapevolezza.
    Bravo Curi!
    Sentita dichiarazione d’ amore la tua senza edulcoranti!
    gb:-)

    Rispondi

  21. Sonia Esse
    Mar 21, 2014 @ 09:16:32

    Oh cavoli, bellissimo. Il trucco della schiumetta a me lo ha insegnato il mio primo fidanzato ufficiale, avevo 18 anni 🙂

    Rispondi

    • Curi
      Mar 21, 2014 @ 11:15:58

      Io ancora sono lontano dal saperla fare ! 🙂 grazie sonia! 😉

      Rispondi

      • Sonia Esse
        Mar 21, 2014 @ 13:06:45

        è di una facilità incredibile. Per una caffettiera (da due) metti 4 chucchiaini (non scarsi) in un bicchiere, attenti le prime gocce di caffè e le versi sopra con cautela, il composto deve essere denso. non secco nè liquido. Gestibile con il cucchiaino insomma, poi mescoli come l’uovo sbattuto.
        infine, quand’è bello chiaro, versi il caffè e dividi 🙂

      • Curi
        Mar 21, 2014 @ 13:09:45

        Conosco la procedura 🙂 Sono lontano dal saperla fare come chi è nominato nel post 😉

  22. bigetto
    Mar 21, 2014 @ 12:48:55

    si…e’ bello…. Buon pomeriggio…

    Rispondi

  23. fulvialuna1
    Mar 21, 2014 @ 18:08:46

    Ma he belle parole, che bei pensieri.
    Il porto sicuro dove tornare.

    Rispondi

  24. caterina rotondi
    Mar 21, 2014 @ 22:57:58

    Il tuo era il cucchiaino..per mio figlio invece la mia voce quando lo chiamavo 🙂 sono molti anni che sta’in America e’mi dice che ha tanta nostalgia 🙂 anche perche’fra un po’tocchera anche a lui chiamare il figlio la mattina 🙂 mi hai fatto venire la lacrimuccia sotto la scorza ce’sempre un cuore grande..un sorriso.Caty

    Rispondi

    • Curi
      Mar 21, 2014 @ 23:13:29

      Grazie caty 🙂 ogni figlio ha sempre qualcosa che lo infastidisce la mattina e poi,da lontano, lo cerca sempre come riferimento per un nuovo giorno che inizia (: sono contento che questo racconto ti abbia emozionato 🙂 grazie ancora e a presto!

      Rispondi

  25. Pablo
    Mar 22, 2014 @ 09:39:26

    Pa’ e Ma’ sono prima una necessità; poi diventano il rifugio e la sicurezza; poi diventano una scocciatura; poi, ancora, diventano una rottura; poi diventano nostalgia. E poi Pa’ e Ma’ lo diventiamo noi stessi, prima necessari, poi rifugio e sicurezza, poi scocciatori, poi rompipalle e poi nostalgia.
    Tutto cambia e tutto si ripete.
    Pablo

    Rispondi

    • Curi
      Mar 22, 2014 @ 12:02:29

      Caro Pablo direi che il tuo commento è un ottima sintesi di una vita intera, anzi di vite intere. Evoluzioni di sentimenti e situazioni diverse. Grazie mille!
      Curi

      Rispondi

  26. righe orizzontali
    Mar 22, 2014 @ 10:45:04

    Che bello Curi, una dichiarazione di bene lontana da retoriche e banalità. Si sente tutto l’affetto. Bravo!

    Rispondi

  27. lilasmile
    Mar 22, 2014 @ 22:44:24

    Molto bello quello che hai scritto e…grazie… 🙂

    Rispondi

  28. lilasmile
    Mar 22, 2014 @ 22:46:20

    Ah! Pablo è sempre un mito quando commenta..

    Rispondi

  29. Viola Veloce
    Mar 23, 2014 @ 21:00:10

    Bello, ho letto adesso dopo aver visto il tuo commento. Credo che nessuno possa amare più di una madre. E questo un figlio lo sa.

    Rispondi

  30. sherazade
    Mar 25, 2014 @ 14:54:14

    La dolcezza striata di rimpianto.

    sheràbientot

    Rispondi

  31. adimer passing
    Mar 26, 2014 @ 20:08:28

    Bellissima Curi!
    Bell’argomento e scritto molto bene.
    Complimenti!
    Ciao.

    Rispondi

    • Curi
      Mar 26, 2014 @ 23:42:40

      Grazie adimer! Non sono mai sicuro di come scrivo quello che penso, ma giuro che faccio del mio meglio! 😉

      Grazie mille e a presto!
      Curi

      Rispondi

  32. Frator-solovignette
    Mar 27, 2014 @ 22:55:18

    E pensare che me lo stavo perdendo questo minimale racconto. Da genitore mi sono emozionato e molto. Capita la stessa cosa anche a noi genitori quando sentiamo la voce dei figli al citofono….non ti credere. Grazie.

    Rispondi

  33. tachimio
    Mar 29, 2014 @ 20:27:57

    Molto tenero questo post. Se i rapporti tra genitori e figli sono buoni sarà sempre un piacere risentire la voce al citofono del proprio genitore così come quella del proprio figlio. Quando nostra figlia sposata capita da noi , suona e sento la sua voce al citofono non posso far altro che essere contenta di sentirla. Sarà perchè possiamo averla di nuovo in casa per un pò, chissà. L’importante che tra figli e genitori ci sia sempre e comunque dialogo. Buona domenica .Isabella

    Rispondi

  34. love2lie
    Mar 30, 2014 @ 22:28:09

    Mancano spesso molte cose anche a me che quando me ne sono andato ho sbattuto la porta. Goditeli.

    Rispondi

    • Curi
      Mar 30, 2014 @ 22:29:25

      Quante volte ho sbattuto la porta io 😉 penso che sia capitato a tutti i figli, e il fatto che sentiamo la nostalgia di certe cose è un buon segno 🙂

      Rispondi

  35. lamainsurlecoeur
    Mar 31, 2014 @ 11:33:41

    Quel rumore del cucchiaino che gira contro le pareti della tazzina, è uno di quei rumori che ti fanno scattare un non so cosa di impulsiva violenza, brutto brutto ricordo. Bel post, che immerge il lettore nella tua atmosfera. Buona giornata!!
    ( E grazie di essere passato da me)

    Rispondi

  36. scrittricedallanascita
    Apr 07, 2014 @ 20:29:30

    Bellissimo 😊

    Rispondi

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