Angolo remoto – sorrisi


In quell’ angolo remoto del mondo che era la sua città, ecco che la vide. Lei che era in un angolo altrettanto remoto del suo cervello. Era lì, su una panchina. Il suo sguardo perso, capelli “inspettinabili” e un corpo che non aveva dimenticato. Sorrideva col sorriso di chi attende. Era lui ciò che lei aspettava? Sarebbe stato incredibile, in fondo quel suo angolo remoto del cervello aveva sempre un gruppo di continuità in funzione anche dopo il blackout della loro storia. Si decise ad avvicinarsi.Lei cominciò a sorridere di più, man mano che lui si avvicinava. Ma, non è nei suoi occhi che guarda. Si avvicina un uomo, più vicino a lei e più veloce di lui: due coni in mano e due cucchiaini. Un bacio. “In fondo sapevo che non era capace di aspettare a lungo qualcuno”. Quell’angolo remoto del suo cervello ora ha smesso di funzionare e, senza neanche accorgersene, comincia a sorridere mentre ancora stringe nei pugni l’amaro in bocca. Una strana sensazione di libertà.

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2 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. sfogliatella
    Lug 02, 2013 @ 09:57:34

    Dolcemente amaro… Complimenti.

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