Particelle dei se

Se avessi finito gli esami più tardi. Se quel test d’inglese non lo avessi fatto. Se avessi preferito restare dov’ero. Se non fosse arrivata quella lettera di ammissione. Se fosse stato un altro cielo. Se fossi inciampato. Se non avessi fatto quella telefonata nell’androne. Se non avessi avuto queste origini. Se fossi stato quello di anni fa. Se non mi fossi messo quelle scarpe. Se avessi avuto gli occhiali. Se avessi avuto un accento diverso. Se non avessi varcato quella soglia. Se quel tizio non avesse starnutito. Se non mi fossi macchiato. Se non mi fossi annoiato a quella conversazione. Se non mi fossi girato verso quel tavolo. Se in quell’istante le particelle di cui sono fatto si fossero scontrate in modo diverso con le tue, forse si sarebbe creato un mondo parallelo, uno dei tanti, dove potevamo essere io e te. E quell’unico universo mi sarebbe bastato, degli altri scontri non mi sarebbe importato. Ma ora, in questo bar, sono un fisico delle nostre particelle dei “se”.

Playlist aggiornata 😉 Buon ascolto, ne vale la pena davvero!
(non dimenticate che le info sul libro sono permanenti nella barra laterale e nel menu “Il libro”!)

Primizie – Casa

La prima volta che ho corso nel corridoio. La prima volta che mi sono arrampicato sul letto a castello. La prima volta che sono andato a scuola da solo a piedi. Il primo migliore amico. La prima partita di pallone. La prima pallonata nell’inguine. La prima volta che sono andato senza mani in bicicletta. La prima volta che ho sentito le farfalle nello stomaco. La prima volta che sono state sterminate quelle farfalle. Il primo bacio. Il primo schiaffo. Il primo gelato. La prima festa senza genitori a casa. Il primo gruppo di amici. La prima volta che siamo tornati dopo cena. La prima volta che ho suonato in un gruppo. La prima volta che ho nuotato senza braccioli. La prima volta che ho guidato un motorino.
Alcune primizie di vita che mi fanno pensare alla casa dove sono cresciuto e alla città impregnata di questi ricordi, dove l’aria è un po’ pesante ma dopo qualche respiro ti fa volare sopra le nuvole della memoria.


Playlist aggiornata 😉

Sapere insipido

E lo sapevo, lo sapevo che avresti riso guardando per l’ennesima volta quel film. E lo sapevo, lo sapevo che alla mia solita barzelletta del “signore che entra in un caffé” mi avresti detto che sono un idiota. E lo sapevo, lo sapevo che aperto il portone di casa mi avresti urlato di non sbatterlo. E lo sapevo, lo sapevo che ogni giorno quando il sole tramontava ti saresti appoggiata alla finestra per contemplarlo. E lo sapevo, lo sapevo che avresti cercato di convincermi con il solletico per andare a lavoro anche se in ritardo. Sapevo tutto questo, sapeva di quotidianità. Ma ora so che c’è un grande vuoto quando riguardo quel film e c’è silenzio, quando dico quella barzelletta e non mi sento insultato, quando entro in casa e sbatto il portone sperando di sentire urlare per far piano. So che abbasso le tende al tramonto e ogni mattina arrivo puntuale alla mia scrivania senza sorridere. Continuo a sapere tante cose, ma fa male ora che tutto non sa di niente.

Playlist aggiornata, buon ascolto 😉

L’amore ai tempi del 2.0

Scrivi.
Aspetti.
Pazienti.
Immagini.
Inizi a sbroccare.
Informi il destinatario che hai scritto.
Sbrocchi.
Comunichi il tuo essere sbroccato per l’attesa.
Blocchi reciproci di account.
Sbirciate reciproche con sblocchi di account della durata di un battito.

Torni a scrivere a penna. Ma lo tieni per te. E sbirci dalla tua finestra.
Il tuo amore 1.0 che, forse, fa meno male della versione aggiornata.

Molla(r)ci (Parte prima)

“Caro amico mio, su questo non posso essere obiettivo. E’ contrario ai diritti del mollato. Ho avuto tante esperienze e sono stato lasciato nei modi più disparati. Un filo comune è che “lo faccio anche per te”. Altro filo comune è che l’altro dice “ci siamo lasciati” invece è che lui/lei ha lasciato. Un dettaglio che conta, e la tua controparte lo sa più di te.Penso a chi, vedendoti in forma, si autocompiace per il favore. Quelle/i che  si son rimesse/i, proprio nella pausa da relazione che necessitavano, senza parole. “Non troverai nessuno/a come me”. Ma speriamo di no,così dura.  “Non sei più lo stesso”, tuonano le persone che stanno cambiando e cercano di appiopparlo all’altro. “Non sei tu, sono io”, ah si?  Ma c’è una cosa, amico mio, che mi preme dirti: non aver paura di non essere più amato. I confronti son normali, ma ricorda sempre che non si può essere amati allo stesso modo. Non incartarti troppo col passato: scarta il presente e gustati il futuro.” [continua…]

Google yourself

“Devo riuscire a dimenticarla”.Bob aveva un’insistenza e un’ossessione che lo portavano molto lontano dal suo obiettivo. Così, un giorno mentre era al pc, cominciò a scrivere sulla barra del motore di ricerca:
– come dimenticare una donna            cancella.
– se una donna non si fa viva                cancella.
– evitare di innamorarsi                         cancella.
– essere cinici e bastardi                        cancella.

“Non esiste google broken heart?!”.Dopo un attimo di disperazione, capì di star cercando le cose sbagliate. “So cosa ritrovare” Prese un respiro profondo e digitò

– robert morgan                                       invio.

Prima lista di Edward

“Tu che ci sei passato, come hai fatto ad andare avanti senza lei?”
“Beh, caro mio, ho una lista per te con obiettivi da completare in quest’ordine per andare avanti:
– cancella il suo numero e non usarlo mai
– sposta le sue foto che hai nel pc in tante sottocartelle una dentro l’altra
– rivisita i posti che hai visto con lei, quelli fattibili, con altre persone
– evita di nominarla
– restituiscile i regali o mettili in posti assurdi
– strappa la pagina dei libri che ti ha regalato dove c’è la dedica

“E ha funzionato con te? ”
“Il suo numero di cellulare è troppo facile da ricordare.”

Prossimi Articoli più recenti

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: